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Legge di stabilità al rush finale. Statali, Tfr «salvo». Sanità, controlli extra per stanare i «fannulloni»

1a1a1a_0a01aaa111aSenato-CommBilancio-bLa legge di Stabilità si avvia sul rettilineo finale, e con gli ultimi emendamenti del governo assume una connotazione che può dirsi definitiva. Inizierà domani alle 10 l’esame in Aula al Senato. La commissione Bilancio infatti non ha ancora completato i lavori. In serata, secondo le ultime previsioni, dovrebbe arrivare il via libera. La richiesta della fiducia che sarà al voto dell’Aula martedì. La legge passerà alla Camera per la terza e ultima lettura, con il via definitivo, preludio alle dimissioni del governo, previsto il 20 o il 21 dicembre. E’ in arrivo per il 2013 una “verifica straordinaria” per scovare i ‘fannulloni’ della sanità. E’ quanto prevede un emendamento dei relatori, presentato in commissione. I controlli avverranno sui dipendenti che erano stati destinati alle mansioni di minore aggravio in quanto inidonei a compiti più faticosi.

L’emendamento prevede che il ministero della Salute, di concerto con quello del Lavoro e con quello dell’Economia, stabilisca le modalità di attuazione della “verifica straordinaria da effettuarsi nei confronti del personale sanitario dichiarato inidoneo alla mansione specifica e destinato alle cosiddette mansioni di minor aggravio”.

Dopo la verifica “da completarsi entro dodici mesi dall’entrata in vigore della presente legge”, il personale “eventualmente dichiarato idoneo a svolgere la propria mansione specifica” verrà ricollocato “dando priorità alla riassegnazione nell’ambito dell’assistenza sanitaria”. La proposta dei relatori prevede che la verifica sia svolta dall’Inps “che può avvalersi a tal fine anche del personale medico delle Asl, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza oneri per la finanza pubblica”.

Novità, più in generale, per i dipendenti pubblici: è previsto uno stop alle trattenute del 2,5% sul Tfr in busta paga. La commissione Bilancio del Senato ha approvato l’emendamento dei relatori che travasa nella Legge di Stabilità il dl ad hoc varato dal governo che, in attuazione di una sentenza della Corte costituzionale, ripristina il trattamento di fine servizio.

Arriva anche l’attesa soluzione per i lavoratori a tempo della Pa, a cominciare dalla proroga dei contratti in scadenza fino al 31 luglio, che potrà essere utilizzata dai precari che sforeranno il tetto dei 36 mesi di contratto prima della sigla dell’accordo quadro per innalzare il limite dei tre anni. La proposta di modifica stabilisce che le amministrazioni pubbliche possono «prorogare i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, in essere al 30 novembre 2012, che superano il limite di 36 mesi comprensivi di proroghe e rinnovi, o il diverso limite previsto da contratti collettivi nazionali del relativo comparto, fino a non oltre il 31 luglio 2013».

La norma messa a punto dai relatori prevede poi che le amministrazioni pubbliche possono avviare procedure di reclutamento riservando il 40% dei posti «a favore dei titolari di rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato che, alla data di pubblicazione dei bandi, hanno maturato almeno tre anni di servizio alle dipendenze dell’amministrazione che emana il bando».

Sistemate la questione delle ricongiunzioni previdenziali e il problema dei fondi per il terremoto dell’Emilia, con l’estensione dei finanziamenti agevolati alle imprese, promesse dilazioni per chi è stato sfrattato. Arriverà nelle prossime ore con un nuovo emendamento del governo, un articolo aggiuntivo con il rinvio di alcuni termini di legge in scadenza.

La Tobin Tax è stata di nuovo modificata ed elevata, fino ad un massimo di 200 euro, per gli acquisti di derivati, e sono arrivati gli emendamenti che attribuiscono l’intero gettito dell’Imu ai Comuni, che stanziano altri 950 milioni per la Cig in deroga, che «congelano» la riforma delle Province per un anno.

La Commissione Bilancio del Senato proseguirà l’esame del disegno di legge fino a lunedì, quando il governo si riunirà per autorizzare la richiesta della fiducia che sarà al voto dell’Aula il giorno successivo. La legge passerà alla Camera per la terza e ultima lettura, con il via definitivo, preludio alle dimissioni del governo, previsto il 20 dicembre.

La novità più rilevante delle ultime ore è l’aumento dei fondi per gli ammortizzatori sociali in deroga, sollecitato dal ministro del Welfare, Elsa Fornero, e molto ben accolto dai sindacati, Cisl in testa. Agli 800 milioni già stanziati per la Cassa integrazione in deroga se ne aggiungeranno altri 950, presi dal Fondi di coesione regionale (500 milioni), dai fondi per la produttività (200) e dai Fondi professionali (246).

Un’altra novità importante ed attesa è il passaggio dell’intero gettito Imu ai Comuni. Allo Stato rimarrà solo l’incasso dell’imposta pagata sui capannoni e sugli impianti produttivi, ed ai Comuni, a fronte del maggior gettito, arriveranno minori trasferimenti dallo Stato. Per i cittadini sarà in ogni caso più facile pagare l’imposta, che quest’anno ha generato un gettito di 23,2 miliardi, due in più rispetto a quanto previsto a giugno dal governo, grazie alla decisione di molti comuni di aumentare le aliquote. Secondo la Uil, il solo saldo di dicembre porterà un gettito di 13,6 miliardi (a giugno erano 9,6 miliardi): per le abitazioni principali il rincaro medio tra la prima e la seconda rata è stato del 23,5%, molto più alto per le seconde case e gli altri immobili (+45,7% il saldo rispetto all’acconto).

Nessuna difficoltà, in Commissione, per gli emendamenti presentati dai relatori d’intesa con l’esecutivo, salvo per la proroga concessa alle Province. L’emendamento del governo punta ad una transizione di poteri meno traumatica verso i Comuni e le Regioni, ma i senatori della maggioranza hanno già pronti diversi emendamenti per chiudere la vicenda delle province al più presto. Approvate senza problemi, invece, le proposte che prevedono l’estinzione automatica dei ruoli esattoriali fino a duemila euro emesse prima del 2000 e che consentono la rottamazione delle cosiddette «cartelle pazze».

La Tobin Tax è passata nella nuova versione proposta dal governo, con aliquote maggiorate e differenziate per tipologia di investimento, ma con alcuni aggiustamenti. La tassa massima da pagare per i derivati con un valore nozionale superiore a un milione di euro passa da 100 a 200 euro, e vengono esclusi dall’imposta anche i piccoli investimenti azionari a carattere «etico». Via libera anche al pagamento della Tarsu, la nuova tassa sui rifiuti solidi urbani che scatterà nel 2013 in quattro rate.

c.fo – informazioni tratte da Corriere della Sera e La Presse – 15 dicembre 2012

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