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L’età media dei dipendenti pubblici continua a salire. Colpa del blocco del turnover e dall’inasprimento dei requisiti per andare in pensione

L’età media nel pubblico impiego sale sempre piu’. A discapito dei giovani. E’ quanto emerge dal resoconto annuale della Ragioneria generale dello Stato. Solo nel 2013 l’età media «è aumentata di sette mesi, sfiorando ormai i 50 anni». I giovani appiano così sempre più come «mosche bianche», tanto che gli under 30 sono appena 108 mila, il 3,3% del totale. E se si porta l’asticella fino ai 34 anni la quota resta comunque inferiore al dieci per cento (8,6%).

La rappresentanza giovanile potrebbe essere ancora più bassa se non si considerasse l’apporto dato dalle force armate e da quelle di polizia (quasi sette under 30 su dieci sono loro). I numeri parlano chiaro e «l’invecchiamento» del pubblico impiego avanza. Basti pensare che nell’ultimo decennio l’età media è aumentata di quattro anni.

Un innalzamento che non è privo di conseguenze, come fa notare la stessa Ragioneria nell’analisi dei dati, avvertendo: «il mantenimento prolungato» delle poIttiche di contenimento del turnover. scattate per la generalità dei comparti nel 2008, «finirà per porre in pochi anni un problema di sostenibilità dei servizi erogati». Il ricambio, uno a uno, con un neoassunto per ogni pensionato, potrà tornare solo nel 2019.

Intanto in diversi settori l’età media ha già superato la soglia dei 50 anni, dalla scuola all’università, dai ministeri alle Regioni e alle autonomie locali. Sotto i 40 anni resta un solo comparto, quelle delle forze armate. Nel dettaglio, l’età media degli insegnanti a tempo indeterminato sfiora i 52 così come quella dei medici; per i professori universitari l’età è di oltre 56 anni, mentre per i dirigenti ministeriali di prima fascia quasi 57. E si sale ancora nelle prefetture visto che per i prefetti l’età media è poco sotto i 60 anni.

I comparti più pesanti sono l’istruzione pubblica, il servizio sanitario nazionale e gli enti locali, ma nell’elenco non mancano anche gli altri settori, tra cui gli enti pubblici non economici (Inps, Inail, ordini professionali) e le agenzie (Entrate, Demanio e Dogane).

Intanto l’età per andare in pensione si allontana sempre più. È stato infatti già stabilito che a partire dal 2016 per uscire saranno necessari quattro mesi in più, quindi nella pubblica amministrazione significa che si passa a 66 anni e sette mesi (oggi 66 e tre mesi).

Pensioni Oggi – 2 febbraio 2015 

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