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Stabilità. Le Regioni rinunciano a 2mld del Fsn. La prima “castrazione” finanziaria del Terzo Millennio. E così il Patto per la salute diventa il “Pacco” per la salute

Ivan Cavicchi. Le Regioni, potendo scegliere come compensare i tagli della legge di stabilità, rinunciano a 2mld del Fsn. Nel terzo millennio è come se esse si amputassero i genitali per offrirli al governo. Come si faceva in Anatolia migliaia di anni fa con Cibele, la grande Dea Madre. E così il Patto per la salute diventa il “Pacco” per la salute

E sì, la “grande rinuncia” delle Regioni all’aumento del fondo sanitario previsto dal Patto per la Salute di luglio 2014, ricorda proprio la mitologia anatolica della dea Cibele venerata come Grande Madre Idea, dal monte Ida presso Troia. Dea della natura, degli animali e dei luoghi selvatici alla quale i sacerdoti a lei devoti arrivavano a sacrificare i propri genitali durante orgiastiche celebrazioni. Farmindustria, Aiop, Assogenerici, Federfarma non reggono alla vista di questo spettacolo raccapricciante e chiedono al governo di rifiutare i genitali offerti.

 Il sindacato è interdetto…per difendere quei genitali quante dichiarazioni… Il Veneto intende  ricorrere contro questa barbarie… Zaia ha fatto sapere che  non vuole diventare eunuco…e meno che mai  vestirsi da donna. La profezia si avvera …il “Patto per la salute” è diventato il “pacco per la salute”, il matto ce l’aveva detto ma non è stato ascoltato, l’eterna insufficienza finanziaria  della sanità con  Chiamparino diventa miracolosamente sufficienza…siamo alla moltiplicazione dei pani e dei pesci. Dove è finita la ministra della Salute? Voglio dichiararle la mia solidarietà…cavolo che figuraccia!!

Ho capito …siamo vicini al carnevale e come vuole la tradizione, almeno quella medioevale di  Bachtin, siamo già finiti nel “mondo alla rovescia”. E’ tempo quindi di celebrare la menzogna, l’inganno, l’incapacità, come virtù; gli imbecilli come “cape embombe” e di inchinarci riguardosi al  loro potere nichilista che trasforma il tutto in niente

A questi gran testoni dedico una “premessa”, un ragionamentosullavaghezza e lamenzogna  e un “paradosso”….e siccome siamo “nel mondo alla rovescia”, con le parole di Rigoletto, il mio sdegno ammirato.

 Premessa

Tutti i governi che si sono succeduti compreso quello in carica, e quindi tutte  le Regioni del nostro paese, in questi anni hanno messo in pista misure  finanziarie  tali da avere de facto forti effetti contro riformatori. Oggi tali misure stanno determinando di tutto: riordini, cioè tagli ai servizi, razionalizzazioni, cioè restrizioni di autonomie, riorganizzazioni, cioè centralizzazioni autoritarie, blocchi per lo più ai danni del lavoro professionale ecc. Siamo quindi in aperta  destrutturazione del sistema intendo con questo termine l’azione nichilista di  un economicismo dissennato che co-emerge da tante piccole destrutturazioni  in modo diffuso. Il provvedimento vero e proprio di controriforma, cioè quello che cambierà la natura pubblica del sistema,  verrà fuori probabilmente quando le tante piccole controriforme avranno raggiunto una massa critica sufficiente da giustificare un atto di rottura e di discontinuità. E’ quasi carnevale….  le Regioni rinunciano a 2 mld e la ministra Lorenzin sta lavorando a mettere su la “terza gamba” del sistema.

Vaghezza e menzogna

Nel “mondo alla rovescia” gli accattoni non chiedono più l’elemosina ma fanno la dieta. Rinunciare a 2 mld è un non senso. La tesi storica dei tagli che minacciano il sistema, salta per aria, tuttavia nessuno di noi sa se questa tesi sia vera, reale, attendibile, perché nessuno sino ad ora l’ha realmente confutata come una  verità: a volte si dice che in  sanità si spende poco, a volte troppo poco, a volte troppo, si dice anche  che essa sia insostenibile, che i tagli fanno male altre volte che fanno bene, altre volte  che i soldi basterebbero se non si rubasse  o non si  sprecasse. Insomma non si sa  con certezza quanto le risorse siano scarse quello che si sa è che sicuramente qualcuno mente. Lo spirito contro riformatore in sanità poggia sul nichilismo della  menzogna e sull’uso fraudolento della vaghezza. La vera scarsità  riguarda la verità su come stanno realmente le cose. Il nichilismo in sanità  è il niente che mente, è  quando le Regioni  ci dicono  che nei loro riordini, niente è controriformato, niente è in pericolo, niente lede i diritti delle persone, niente  danneggia la qualità dei servizi, niente compromette la sufficienza del personale…allora… niente non vale  come una garanzia o una rassicurazione ma come inganno. Tutto è contro riformabile perché niente cambia. Chiamparino ha detto che rinunciare a due  2mld…non è niente.. che i soldi   del Fsn se li faranno bastare…quindi niente accadrà perché  tutto è sostenibile cioè  continuerà a degradare.Quindi chiedo a Chiamparino: cosa vuol dire “sostenibilità”? Vi è una soglia che possiamo definire oltre la quale il sistema è insostenibile? O vi è una misura che seppur al minimo garantisca  la sostenibilità? Per anni avete rivendicato finanziamenti “adeguati” per mettere  in “sicurezza”  la sanità pubblica oggi  rinunciate a 2 mld, cosa vuol dire “adeguato”? E cosa vuol dire “sicurezza”? Il sistema è per caso a rischio di qualcosa e nessuno ce lo dice ?

Le Regioni non hanno uno straccio di progetto, e il governo con i tagli ha dimostrato di non fidarsi di loro e meno che mai di quel patto sul Fsn per il quale avevano esultato e che oggi si rimangiano senza batter ciglio. Quindi  la vaghezza  non  è un problema semantico ma  politico proprio perché ha a che fare con la verità.

Il paradosso

Vorrei invitare Chiamparino a paragonare  la sanità pubblica ad un mucchio di grano: togliendo ad uno ad uno i chicchi di grano dal mucchio, cioè tagliando continuamente  i finanziamenti, il personale, i servizi …alla sanità…quando il mucchio o la sanità pubblica  resta tale? E in quale momento e a quali condizioni quel mucchio iniziale non è più un mucchio e quella sanità non è più  la sanità?

La sanità alla stregua di un organismo può morire ma proprio come un organismo può morire in alcune sue parti sapendo che in un organismo le parti non muoiono tutte simultaneamente e puntualmente. A questo punto ci dica Chiamparino: qual è il momento preciso in cui una sanità  pubblica si può definire morta? E ancora: una sanità con ulteriori 2 mld di tagli … è ancora la sanità pubblica che era prima?

Ma ormai si è capito l’antifona: fino a quando il mucchio non sarà più un mucchio le Regioni non avranno pace. Vedrete…date retta al matto… la fase del riordino passerà presto e a forza di accorpare non ci sarà più niente di accorpabile… e ci ritroveremo punto e daccapo …vedrete …saranno loro…le regioni…a gridare per prime …”è tempo di cambiare il sistema”… “non si può più dare tutto a tutti”.

Nel mondo reale lo “scuorno” andrebbe sottolineato adeguatamente  con il disprezzo…quindi con   insulti  e  sputacchi…ma l’etica di questo giornale anche se siamo quasi a Carnevale non lo permette allora che nel dies sanguinis di Cibelea scaracchiare per me.. sia Rigoletto.

Cortigiani, vil razza dannata,

Per qual prezzo vendeste il mio bene?

A voi nulla per l’oro sconviene

Ma mia figlia è impagabil tesor

Ivan Cavicchi – Quotidiano sanità – 2 febbraio 2015

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