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«Il vitalizio degli ex consiglieri? È un benefit». Sentenza del Tar del Friuli riapre lo scontro. Boeri (Inps): «Giusto intervenire, com’è stato con le pensioni»

Il vitalizio degli ex consiglieri? Non si tratta né di retribuzione differita, né di trattamento pensionistico, ma di un benefit che garantisce il diritto all’elettorato passivo, perché permette di fare politica (e dunque di non lavorare, con rispetto parlando) anche a chi non è ricco.

A piantare un po’ di paletti nel campo ancora poco coltivato dei diritti quesiti in ambito regionale è la sentenza con cui il Tar del Friuli Venezia Giulia ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da 48 ex amministratori e 3 vedove del «parlamentino» di Trieste, tutti patrocinati dall’avvocato bellunese Maurizio Paniz, lo stesso che rappresenta una sessantina di ex inquilini di palazzo Ferro Fini davanti ai giudici amministrativi del Veneto, dove il procedimento è tuttora in attesa di verdetto.

Nel caso friulgiuliano i ricorrenti chiedevano l’annullamento della deliberazione che dispone per tre anni la riduzione dell’assegno per una somma variabile fra 36,10 euro e 605,55 euro al mese. Nel declinare la giurisdizione a favore del giudice ordinario, i magistrati hanno affermato due princìpi che potrebbero da un lato legittimare la rimodulazione dell’importo, ma dall’altro escludere un totale azzeramento. Sul discusso tema ieri è intervenuto a Venezia anche Tito Boeri, il presidente dell’Inps che si è già detto favorevole al dimezzamento sopra gli 80 mila euro: «È opportuno intervenire sullo stock di trattamenti in essere – ha sottolineato – anche perché viene da chiedersi perché, per tanti anni, le pensioni sono state soggette a riforme e i vitalizi no».

Inutile dire che l’esito del Friuli Venezia Giulia ha determinato in Veneto reazioni opposte. «Andremo in Consiglio di Stato e fino in Cassazione – annuncia Paniz – per avere un pronunciamento definitivo sulla competenza. Quanto al prelievo di solidarietà applicato in Veneto, ribadisco che la giurisprudenza è costante nel dichiarare incostituzionali tali interventi». Ma Jacopo Berti, capogruppo del Movimento 5 Stelle che ha ingaggiato il costituzionalista Mario Bertolissi, rilancia: «Siamo pronti a sferrare l’attacco finale contro la casta».

Il Corriere Veneto – 14 novembre 2015 

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