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Lo strano caso delle 17 scimmie rubate Francia, beffate le telecamere dello zoo. Specie rarissime: la pista del furto su commissione

Sette scimmie leonine (o leontocebi dalla testa dorata) e 10 uistiti argentati sono stati rubati dal grande zoo di Beauval, nel centro della Francia, nella notte tra sabato e domenica: un lavoro da professionisti, perché quelle scimmie sono molto rare e possono interessare solo a veri conoscitori, e anche perché lo zoo di Beauval ha un sistema di allarme con videocamere di sorveglianza ed è pattugliato giorno e notte.

In teoria, impossibile entrare nei recinti e scavalcare i cancelli oltretutto con una refurtiva vivente. Ma la destrezza di solito riservata a gioielli o quadri è stata stavolta applicata alle piccole scimmie originarie del Brasile, e il colpo senza precedenti è riuscito.

«Sono animali estremamente fragili che fanno parte dei programmi di allevamento internazionali, non ne abbiamo la proprietà — spiega il direttore dello zoo, Rodolphe Delord —. Le scimmie leonine appartengono al governo del Brasile. È incomprensibile come un’azione del genere abbia potuto essere condotta con successo».

Le scimmie leonine all’inizio degli anni Settanta stavano per estinguersi, ne restavano solo circa 200 esemplari. Grazie all’azione degli esperti e del governo brasiliano oggi sono arrivate a oltre 1.500, che vivono quasi tutte nella «riserva biologica» dello Stato di Rio de Janeiro, con altre 450 accudite negli zoo di tutto il mondo. Mangiano banane, mele, arance, vermi, insetti, scarafaggi e topi.

Gli uistiti argentati vivono soprattutto in Amazzonia, pesano circa 400 grammi, si nutrono di resina e linfa degli alberi o, in mancanza di meglio, di frutta e insetti.

Qual è il valore di mercato di un bottino così inusuale? «Zero, o decine di migliaia di euro», ha detto all’ Obs Eric Hansen, specialista del traffico di animali rari presso l’Ufficio nazionale della caccia e della fauna selvatica (Oncfs). «Il valore di mercato è pari a zero, nessuno potrebbe rivenderle in Europa perché questi animali sono estremamente controllati». L’altra ipotesi invece è che tutta l’operazione sia stata organizzata e finanziata da un ricchissimo committente, pronto a ingaggiare ladri professionisti e ad affrontare qualsiasi spesa per aggiungere quelle 17 scimmie alla sua collezione.

Il direttore dello zoo si dice molto preoccupato. «È indispensabile ritrovare questi animali in tempi rapidi. È illegale venderli e anche tenerli in casa. Una delle scimmie leone in particolare è ferita alla coda, ha bisogno di cure quotidiane e intensive. Dobbiamo recuperarla presto».

Se i ladri hanno intenzione di approfittare della grande moda dei «Nac», ossia i «nuovi animali da compagnia» (dai porcellini d’India alle tartarughe, tranne cani e gatti), e rivendere le 17 scimmie sul mercato nero, è possibile che vengano individuati presto. Se invece i trafugatori hanno agito su commissione di un ricco appassionato, le chance di ritrovarle diminuiscono. Due anni fa 121 scimmie, tra le quali molti leontocebi e uistiti, sono state ritrovate nel seminterrato di un privato a Aix-en-Provence, nel Sud della Francia.

Stefano Montefiori – Il Corriere della Sera – 13 maggio 2015 

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