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«Zurle» all’attacco della Bassa. Invasione coleotteri raggiunge Legnago

Migliaia di coleotteri verdi si spingono fino a Legnago. La loro corazza è un pericolo per ciclisti e centauri. Il sindaco di Bovolone: con l’Ulss studiamo i rimedi

Una «carruga della vite» di quelle che stanno «invadendo» la zonaHanno un colore verde metallico brillante, e hanno cominciato a invadere balconi, terrazze e androni dei palazzi, mettendo in subbuglio la vita dei cittadini. Le «zurle» o «surle» – ma il loro nome scientifico è «Anomala vitis» o «Carruga della vite» – sono ricomparse con la stagione calda e hanno occupato a migliaia campagne e centri abitati della Bassa. Se il fenomeno, fino a qualche anno fa, era circoscritto ad alcune zone isolate, tra cui quella di Bovolone, ora gli insetti, innocui per l´uomo ma devastanti per le coltivazioni, hanno occupato una fetta di territorio più ampia, toccando Oppeano, Isola Rizza, Sanguinetto, le zone periferiche di Cerea fino a spingersi nel cuore di Legnago e delle sue frazioni. Tanto che le autorità locali hanno deciso di mobilitarsi per studiare soluzioni.

Lo stesso assessore all´Ambiente legnaghese Graziano Lorenzetti è sorpreso dalla comparsa in quantità anomala dei coleotteri, nella sua casa a San Pietro: «In terrazza ho raccolto una decina di questi insetti», dice. «Non ne ho visti così tanti da anni. Non sono stati segnalati disagi ma intendo monitorare la situazione, per vedere come si evolve».

Le «zurle» hanno creato problemi anche a Vangadizza, al circolo Noi parrocchiale: «Questi animaletti infastidiscono chi frequenta la sede», afferma il consigliere comunale Lucio Martinelli, «e di sera i volontari devono cacciarli fuori con delle palette. Ce ne sono pure al campo sportivo. Gli anziani raccontano che erano anni che non si vedeva una simile invasione». I coleotteri, che appartengono alla stessa famiglia di maggiolini e scarabei, quando si spostano, dopo il tramonto, lo fanno assieme.

Con la loro corazza dura rappresentano quindi un pericolo soprattutto per ciclisti e motociclisti, che se si «scontrano» con loro lungo le strade della Bassa, compresa la Transpolesana.

Di fronte al moltiplicarsi di anno in anno degli insetti, qualche ente ha deciso di mobilitarsi. «Ci siamo incontrati con il responsabile dell´Ulss 21 e con un agronomo, Franco Pozzato, per studiare i rimedi», spiega Emilietto Mirandola, sindaco di Bovolone e imprenditore agricolo. «Sono almeno quattro anni», dice, «che nelle nostre campagne, nei giardini e nei parchi, queste bestiole sono sempre più numerose. Si spostano di uno o due chilometri al giorno, ma per combatterle occorre individuare le piante utilizzate come dormitori». Quindi aggiunge: «Servono prodotti a base di esteri fosforici o piritroidi, serve personale specializzato. I trattamenti andranno fatti in contemporanea e fuori dai centri abitati». Sull´origine della proliferazione dei coleotteri, Pozzato evidenzia: «Questi animali sono sempre esistiti nelle nostre campagne. Il loro aumento può essere causato da molti fattori, come una leggera mutazione del clima. La migliore strategia è uccidere gli esemplari adulti, quando si riuniscono sulle piante per la notte». Poi aggiunge: «Bisogna intervenire prima che le femmine vengano fecondate. Ognuna di esse, infatti, si seppellisce nel terreno verso metà luglio e depone una trentina di uova. Le larve, che nascono in agosto, raggiungono la metamorfosi l´anno successivo. Quando la popolazione di questi insetti, come nel nostro caso, supera la soglia di dannosità, la defoliazione indebolisce la pianta».

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