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Malattia di Newcastle, dal Ministero nuovo piano di vaccinazione e precisazioni sulla gestione di casi sospetti e positività

La Direzione generale sanità animale del Minsalute ha ritenuto indispensabile definire un protocollo di gestione di eventuali sospetti o casi di malattia di Newcastle. Il protocollo di gestione, diffuso oggi dalla Direzione Generale della Sanità Animale ai Servizi Veterinari regionali e agli Istituti Zooprofilattici, dispone le misure da applicare o da non applicare nei casi che coinvolgono volatici selvatici, piccioni viaggiatori o uccelli tenuti in cattività.

Nella nota del 3 marzo, a firma del direttore generale Silvio Borrello, si premette che a partire dall’anno 2000, conclusasi l’epidemia di Malattia di Newcastle (ND) che ha coinvolto gli allevamenti di avicoli presenti nelle regioni del nord Italia, a livello nazionale nessun altro focolaio è stato confermato in allevamenti industriali.

Sono state individuate unicamente sporadiche circolazioni virali in popolazioni selvatiche o in allevamenti di piccole dimensioni; in particolare sono state confermate positività in allevamenti di piccioni.

Casi che coinvolgono volatili selvatici. Non si applicano le misure sanitarie previste dallo stesso decreto se la malattia viene individuata negli uccelli selvatici che vivono in libertà, fermo restando l’obbligo del Ministero della Salute di segnalare alla Commissione europea le eventuali misure di lotta adottate.

Casi che coinvolgono piccioni viaggiatori o uccelli tenuti in cattività. Devono essere adottate le misure previste all’art. 19 del Dpr 657/96. In particolare:

a) I Servizi veterinari dovranno confermare o escludere la presenza della malattia, provvedendo al prelievo di idonei campioni per gli esami diagnostici e inviarli all’IZS competente per territorio.

b) In caso di conferma porre sotto controllo ufficiale l’azienda ed effettuare l’indagine epidemiologica.

c) Sulla base della situazione epidemiologica e della sintomatologia clinica presente, disporre in alternativa o l’abbattimento dei soggetti presenti o il sequestro per almeno 60 giorni dopo la scomparsa dei sintomi clinici della malattia.

d) Effettuazione delle operazioni di pulizia e disinfezione e trattamento dei materiali potenzialmente contaminati.

e) Il Servizio veterinario regionale trasmetterà al Ministero della salute le informazioni sulla situazione epidemiologica e sulle misure di controllo adottate, secondo il modello di cui all’Allegato VI al d.P.R. 657/96.

La nota ministeriale contiene anche indicazioni sul nuovo piano vaccinale e precisazioni riguardanti i rapporti di prova trasmessi dal Centro di Referenza Nazionale.

Nel rapporto di prova relativo a campioni prelevati da volatili domestici dovrà sempre figurare, tra le analisi previste sui ceppi di Paramyxovirus di tipo I (APMV-1) isolati o inviati da altri laboratori, il test di patogenicità intracerebrale (ICPI); l’applicazione delle misure previste dalla normativa vigente (d.P.R. n. 657/96) dovranno essere disposte solo quando la diagnosi di malattia di Newcastle è ufficialmente confermata dal Centro di Referenza Nazionale (conclusione test ICPI); in caso di valore di ICPI ?0,7 nel rapporto di prova relativo a isolamento di APMV1 da volatili domestici comparirà la seguente dicitura: “Sono soggetti a denuncia esclusivamente i focolai sostenuti da virus con indice di patogenicità intracerebrale > 0,7”; nei casi in cui non fosse possibile isolare il virus (campioni non in perfetto stato di conservazione), oltre all’annotazione delle caratteristiche genetiche del virus in base a quanto ottenuto dagli esami biomolecolari, nel rapporto di prova sarà riportata la seguente dicitura: “Virus non patotipizzabile per mancato isolamento virale”;  per i casi riguardanti uccelli selvatici, il rapporto di prova relativo al virus isolato o inviato includerà solo la tipizzazione antigenica e l’analisi filogenetica. Il test di patogenicità intracerebrale sarà eseguito solo per gli episodi di mortalità anomala o in caso di isolamento di ceppi di APMV-1 differenti da quelli endemici nelle popolazioni di columbiformi selvatici.

Le Regioni e Province Autonome sono chiamate a garantire la trasmissione tempestiva al Centro di Referenza Nazionale per la malattia di Newcastle e l’influenza aviaria presso 1’IZS delle Venezie, dei ceppi di NDV isolati e dei campioni (organi, tamponi, RNA estratto) in cui è stata identificata la presenza di uno di questi virus, da parte dei laboratori pubblici e privati a cui afferiscono campioni provenienti da allevamenti avicoli.

La circolare ministeriale evidenzia che l’attuale situazione epidemiologica permette di elaborare “un nuovo piano di vaccinazione che prevede la possibilità di effettuare, su alcune categorie produttive “a breve vita”, un intervento vaccinale sufficiente ad ottenere una copertura immunitaria di base”. In caso di mutazione della situazione epidemiologica, “tale immunità di base, potrà garantire l’instaurarsi in tempi brevi di una protezione ottimale anche nei confronti di eventuali stipiti con virulenza più elevata mediante integrazione con ulteriori interventi vaccinali di richiamo (effetto booster)”.

il nuovo piano vaccinale

3 marzo 2015 

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