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Malattie animali transfrontaliere, l’Efsa: quali sono i rischi nell’Unione europea e che cosa fa l’agenzia in questo campo

malattie transfrontalireLe malattie animali transfrontaliere sono malattie altamente contagiose che possono diffondersi rapidamente oltre i confini nazionali. Possono causare alti tassi di mortalità e malattia negli animali, e comportano gravi conseguenze per la salute socio-economica, e talvolta anche pubblica, dei paesi colpiti. Il presidente del Gruppo di esperti sulla salute e il benessere animale dell’Efsa, Simon More, spiega quali sono i rischi per l’Unione europea e cosa fa l’EFSA in questo campo. Secondo More tra le malattie con più probabilità di entrare nell’Unione Europea c’è la peste suina africana, che colpisce i maiali ed è presente nei paesi ai confini orientali dell’Unione europea. Si è diffusa in Lituania nel mese di gennaio 2014, e poi in Polonia, Lettonia ed Estonia. Sul confine sud-est dell’Unione europea, poi, ci sono diverse malattie transfrontaliere che colpiscono bovini e ovini.

Tra queste il vaiolo degli ovicaprini, la dermatite nodulare e la peste dei piccoli ruminanti. Ma anche l’afta epizootica è un problema in molte regioni del mondo, e una grave minaccia per l’agricoltura nella UE.

Il gruppo di esperti scientifici sulla salute e il benessere degli animali ha prodotto una serie di pareri scientifici, uno per ognuna di queste malattie transfrontaliere: lo fa attraverso una revisione dettagliata della malattia transfrontaliera, comprese le vie di trasmissione; un aggiornamento sulla diffusione della malattia, con particolare attenzione alle regioni confinanti con l’UE; una valutazione dei possibili percorsi di introduzione dell’infezione nell’UE, e del potenziale di diffusione in seguito all’introduzione.

Inoltre suggerisce misure appropriate per ridurre al minimo il rischio di introduzione, o per individuare e controllare le infezioni.

Ci sono molte ragioni per la diffusione nei paesi confinanti delle diverse malattie. Una, in particolare, è il movimento transfrontaliero incontrollato di animali, persone e prodotti di origine animale.

In ogni caso, l’Efsa ha identificato misure per ridurre il rischio di introduzione, e per individuare e controllare le infezioni dopo la loro introduzione nei paesi confinanti.

Per ognuna di queste malattie, la situazione internazionale è in continua evoluzione, e in gran parte questo è dovuto alla diffusione permanente dei contagi. Ci sono rapporti regolari di diffusione delle infezioni  all’interno di nuovi paesi e regioni. Non è da sottovalutare il fatto che per alcuni paesi e regioni, non sempre è possibile contare su dati robusti; questo è particolarmente vero per i movimenti illegali di animali, di persone e di prodotti di origine animale.

Secondo More c’è bisogno di una comprensione dettagliata sia dei movimenti legali che di quelli illegali per dare un quadro completo dei rischi connessi alla diffusione dell’infezione e ridurre al minimo le incertezze nella valutazione del rischio di introduzione.

Per ognuna di queste malattie transfrontaliere, sono a disposizione strumenti e strategie per mitigare o ridurre il rischio di introduzione, e per individuare e controllare l’infezione in caso di introduzione. E’ importante che le opzioni strategiche siano concepite sulla base di solide informazioni scientifiche. Queste includono informazioni sulla malattia stessa, sulla sua distribuzione, sui possibili percorsi di introduzione, sulle misure adeguate per ridurre al minimo questo rischio, e sulle misure atte a rilevare e controllare le infezioni.

Fonte Efsa – 15 gennaio 2015 

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