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Malattie virali trasmesse da vettori, sorveglianza da rafforzare: circolare Ministero

In Italia ed in Europa, si è assistito nell’ultimo decennio, all’aumento della segnalazione di casi importati ed autoctoni di alcune arbovirosi, malattie virali trasmesse da vettori (in genere zanzare) molto diffuse nel mondo, tra cui la Dengue, la febbre Chikungunya e la malattia da virus West Nile.

La Febbre Chikungunya e la Dengue sono malattie acute virali trasmesse da vettori, in genere zanzare del genere Aedes; in corso di epidemie, l’unico ospite del virus è l’uomo. La West Nile Disease (WND) è una malattia trasmessa dalla puntura di zanzare appartenenti soprattutto al genere Culex. Il ciclo naturale del virus prevede il passaggio dell’agente patogeno dal
vettore ad un elevato numero di specie di uccelli selvatici. Il virus può infettare diverse specie di vertebrati (mammiferi, uccelli, rettili) e tra i mammiferi l’uomo ed il cavallo possono manifestare una sintomatologia clinica.

In Europa, dopo l’epidemia di Chikungunya verificatasi in Emilia-Romagna nel 2007 (con 217 casi confermati prevalentemente nelle aree di Ravenna e Cesena) sono stati segnalati due focolai autoctoni di Dengue in Francia e Croazia nel 2010. Ad ottobre 2012, il Portogallo ha reso noto alle autorità sanitarie internazionali il verificarsi di un’epidemia di Dengue nell’isola di Madera, iniziata alla fine di settembre 2012, con 1.357 casi autoctoni fino a novembre 2012, di cui 669 confermati 2 dal laboratorio

Al fine di rafforzare la sorveglianza di tali patologie il Ministero della salute ha predisposto la circolare 14 giugno 2013 per identificare precocemente i casi di malattia e intraprendere una serie di misure atte alla riduzione del rischio di trasmissione, soprattutto nel periodo di presenza del vettore sul territorio nazionale italiano.

Per il WNV, la circolare indica fra i criteri epidemiologici allmeno una delle seguenti due correlazioni epidemiologiche: trasmissione da animale a uomo (che risieda o abbia viaggiato in zone in cui il WNV è endemico nei cavalli o negli uccelli o che sia stato esposto a punture di zanzare in tali zone); trasmissione interumana (trasmissione verticale, trasfusione sanguigna, trapianti).  

La sorveglianza sui casi umani di WND consente, insieme alla sorveglianza animale ed entomologica, di evidenziare la circolazione del virus in un determinato ambito territoriale e di avere una stima della sua entità attraverso l’individuazione sistematica dei casi clinici emergenti. Ambito di applicazione della sorveglianza: – casi importati, tutto l’anno; – casi autoctoni, nelle aree a dimostrata circolazione di WNV negli animali e aree limitrofe (in base ai criteri sotto riportati) dal 15 giugno al 30 novembre di ogni anno. Tali date potranno essere modificate sulla base delle evidenze epidemiologiche ottenute fino a quel momento sia in ambito umano che animale. La sorveglianza dei casi autoctoni avviene anche in aree che l’anno precedente sono state aree a dimostrata circolazione di WNV negli animali e/o nell’uomo.

Per ottimizzare le azioni di sanità pubblica da intraprendere, nel caso in cui sia dimostrata la circolazione di WNV negli animali in un’area vengono identificate: – Area con circolazione virale (ACV): il territorio che è stato interessato dalla circolazione del WNV nel corso dei due anni precedenti. – Area di sorveglianza esterna alla ACV (AE): il territorio dei Comuni compresi in un raggio di 20 km intorno ai casi verificatisi nelle zone più esterne dell’ACV. Tali aree concorrono alla determinazione delle “aree affette” (con le province come unità geografica) e le “aree di sorveglianza” (con le Regioni come unità geografica) per la sorveglianza della WNND nell’uomo. La circolare dettaglia le situzioni per l’identificazione di un’are acome “area affetta”. 
Per “area di sorveglianza” si intende un’area identificata attorno ad un’area affetta in base ad entrambe le informazioni seguenti: – presenza del vettore, competente per il WNV, nel territorio regionale, considerando le peculiarità geografiche (esempio: zone montane o zone umide) che possono limitare o favorire la presenza del vettore; – presenza di casi umani o veterinari confermati nelle aree provinciali (aree affette).
Le Regioni, che vengono incluse tra le “aree di sorveglianza”, devono adottare tutte le misure necessarie alla sorveglianza umana e veterinaria riportate nel presente testo e nel Piano di sorveglianza nazionale per l’encefalo-mielite di tipo West Nile negli animali, in modo da definire le strategie di controllo della diffusione della malattia.

L’obiettivo della sorveglianza attiva è sensibilizzare le persone che lavorano o vivono in aree in cui la presenza di zanzare infette è documentata (es. intorno a scuderie interessate da infezioni nei cavalli) ad adottare misure idonee a ridurre il rischio di essere punti e permettere una diagnosi tempestiva di eventuali casi clinici. 

Quando giunge al Servizio veterinario una segnalazione di sospetto clinico di WND nel cavallo, all’atto del primo sopralluogo in cui si preleva il sangue dell’animale o degli animali coinvolti e viene ricostruita la storia dei movimenti recenti dello/degli stesso/i, viene raccolto anche l’elenco dei lavoratori addetti alla scuderia e delle eventuali persone che risiedono stabilmente negli edifici annessi alla stessa. Per le modalità di attuazione della sorveglianza dei casi umani in aree affette ci si riferirà alle relative modalità organizzative definite a livello regionale. I dati della sorveglianza veterinaria sono messi a disposizione per le Regioni, sul sistema informativo nazionale SIMAN  Nel caso che gli accertamenti sugli animali diano luogo ad un primo referto di laboratorio positivo, il Dipartimento di Prevenzione contatterà attivamente le persone sopra indicate.

Lotta agli insetti vettori (area affetta) – Nelle zone interessate dai casi animali di WND vanno effettuati interventi focali di disinfestazione con adulticidi ad azione residuale per il trattamento murale di interni. Laddove si sospetti una circolazione di WNV è opportuna, inoltre, l’attivazione di una specifica sorveglianza entomologica, organizzata e gestita a livello regionale, che preveda la cattura di esemplari di zanzara da sottoporre ad analisi per la ricerca del virus e una conseguente migliore definizione dell’ambito di circolazione dello stesso nel territorio interessato. I campioni di zanzare positivi saranno inviati al Laboratorio Nazionale di Riferimento per gli
Arbovirus dell’Istituto Superiore di Sanità.

fonti: Ministero Salute – 19 giugno 2013

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