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Mobilità nazionale. Sanità, al Veneto altri 95 milioni «Per le cure ai malati forestieri»

Ancora soldi per la sanità veneta, dopo la vittoria strappata giovedì in sede di Conferenza Stato-Regioni dall’assessore alla Sanità, Luca Coletto, e dal segretario Domenico Mantoan, che hanno portato a casa 8,5 miliardi di euro dal riparto del Fondo nazionale. Altri 95.106.721,83 euro sono stati assegnati dallo Stato alla Regione per la mobilità, ovvero il saldo tra i pazienti provenienti dal resto d’Italia e del mondo curati negli ospedali veneti e quelli locali che hanno scelto di farsi seguire altrove.

Per la mobilità nazionale Palazzo Balbi ha ottenuto 75.790.422 euro, piazzandosi in terza posizione dietro Lombardia (555,1 milioni) ed Emilia (336,7 milioni). Per quella internazionale, invece, il saldo inserito nel riparto 2013 al netto dei conguagli già operati è di 19.136.299 euro, dietro Bolzano (37,9 milioni) ed Emilia (23).

«Dal 25 ottobre sono cadute le frontiere sanitarie in Europa — ricorda Coletto — una direttiva Ue consente agli abitanti dei Paesi membri di curarsi dove credono, alle stesse condizioni. Di conseguenza la guerra tra le Regioni per attrarre pazienti perde di significato, dobbiamo invece unire le forze per incrementare l’afflusso di malati dal resto d’Europa. Per le nostre casse significano soldi freschi da reinvestire in servizi al cittadino». A tale scopo Coletto, coordinatore nazionale degli assessori alla Sanità, proporrà di introdurre una regolamentazione ad hoc che lasci più margine alle regioni di confine, depositarie di un ruolo strategico: quello di fare filtro e agevolare l’«attrazione positiva». «Bisogna stare attenti a non lasciarcela sfuggire — insiste il responsabile di settore nella giunta Zaia — per esempio la Germania ci fa la guerra e noi dobbiamo essere pronti a rispondere. Siamo chiamati a diventare competitivi, a investire in tal senso, che significa essere lungimiranti. In questa partita il Veneto può giocare un ruolo importante, a beneficio dei propri malati. Faremo una proposta al governo di premiare le Regioni capaci di risultare maggiormente attrattive per i pazienti del resto d’Europa. Da questo meccanismo virtuoso, che appunto porterebbe fondi nuovi da reinvestire per esempio negli ambulatori h24, nello snellimento delle liste d’attesa, nel potenziamento della medicina del territorio con maggiore attenzione a pazienti fragili, anziani e bambini, ci guadagnerà anche il governo».

Corriere Veneto – 22 dicembre 2013 

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