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Vittoria per Obama: Corte Suprema promuove la “sua” riforma sanitaria

La Corte Suprema con 5 voti favorevoli e 4 contrari ha ritenuto in larghissima parte costituzionale la riforma sanitaria che punta a estendere la copertura assicuratuva a 30 milioni di statunitensi che ne sono sprovvisti.

«Era la scommessa del suo mandato e Barack Obama l’ha incassata: la Corte Suprema con 5 voti favorevoli e 4 contrari ha ritenuto in larghissima parte costituzionale il Patient Protection and Affordable Care Act (Pppaca), noto come “Obamacare”, la riforma sanitaria che punta a estendere la copertura assicuratuva a 30 milioni di statunitensi che ne sono sprovvisti. «Non c’è chi ha vinto e chi ha perso», ha commentato Obama visibilmente emozionato. «La decisione di oggi è una vittoria per tutto il Paese e per tutto il popolo americano».

La riforma, promulgata il 23 marzo 2010 dopo aver ottenuto il via libera da Camera e Senato senza però ricevere nemmeno un voto positivo dai parlamentari repubblicani, si pone l’obiettivo cruciale di ridurre drasticamente il numero di americani privi di assicurazione. La Corte Suprema ha promosso il punto più importante e controverso della legge, quello dell'”individual mandate”, che obbliga tutti i cittadini a stipulare un’assicurazione sanitaria entro il 2014, pena una multa, esentando i più poveri. Secondo i detrattori il potere di regolare il commercio non può penalizzare l’inazione, ovvero in questo caso chi non stipula il contratto assicurativo. Il presidente della Corte, John Roberts – che, pur essendo di area conservatrice e nominato da Bush, ha votato a favore – ha però spiegato che l’individual mandate va considerato alla stregua di una tassa: «Poiché la Costituzione permette l’adozione di tasse simili, non è ruolo della Corte Suprema cassare questo Atto, né sottoporlo a un giudizio di merito o correttezza».

Gli assicuratori, dal canto loro, dovranno uniformarsi alle nuove regole: la riforma vieta loro di negare la copertura sulla base di alcune precondizioni, ad esempio precarie condizioni di salute. Una commissione di esperti penserà invece a limitare ai trattamenti realmente effettuati i rimborsi governativi per Medicare, il programma di assicurazione sanitaria governativo per gli anziani.

L’unico punto corretto dalla Corte riguarda invece Medicaid, l’altro programma federale, ma gestito dai singoli Stati, che fornisce aiuti alle famiglie a basso reddito. I giudici hanno infatti riconosciuto agli Stati la possibilità di rifiutare l’estensione del programma prevista dall'”Obamacare”.

La legge costerà al Governo Usa circa 938 miliardi in 10 anni, secondo il Congressional Budget Office, secondo cui, inoltre, ridurrà il deficit federale di 138 miliardi. A contestarla davanti alla Corte Suprema erano stati 26 Stati, per i quali infrange i diritti e le libertà individuali. Ma la partita è stata vinta dal presidente Obama. Ad appena quattro mesi dalle elezioni presidenziali di novembre.

LEGGI LA NOTIZIA SUL WALL STREET JOURNAL E SUL NEW YORK TIMES

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a cura di Manuela Perrone – Il Sole 24 Ore Sanità – 28 giugno 2012

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