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Monti: «Pronto a premiership con chi sostiene la mia agenda»

Mario Monti è disponibile a valutare una candidatura a premier. Il presidente del Consiglio lo ha detto rispondendo a una domanda inel corso della conferenza stampa di fine anno «A priori, verificate tantissime condizioni, sì. Che è altra cosa dal dare il nome ad altri per liberi utilizzi».

Nel corso della conferenza stampa il premier dimissionario ha fatto un bilancio dei suoi 400 giorni di governo. Il premier Mario Monti ha illustrato un bilancio consuntivo dei suoi 400 giorni di governo, di come ha ereditato una situazione fallimentare e di come la lascia. Si è tolto qualche sassolino dalla scarpa rispetto ad alcune dichiarazioni di Berlusconi e Alfano. Ha chiesto un salto di qualità nel modo di vedere le donne, auspicando una sempre più forte presenza delle donne nei centri decisionali. Ecco la cronaca della giornata.

Ore 13,00. Bersani rifletta se aderire alla mia agenda

«Il presidente Vendola, che é sempre una persona che si ascolta con interesse, ha detto di me che sono un liberale conservatore. Liberale sì, conservatore sotto molto profili é Vendola. Nell’Agenda Monti c’é molto pink e molto green», ha detto Mario Monti durante la conferenza stampa di fine anno. «Vendola ha chiesto a Bersani di prendere le distanze dall’agenda Monti. Come é diritto di Vendola chiedere, é diritto di Bersani riflettere se aderire».

Ore 12,58. Banche: abbiamo spezzato le concentrazioni di potere

«Agli occhi di molta stampa quella di banchiere è una categoria vastissima: noi siamo tredici ministri e basta aver avuto un deposito bancario 15 anni fa per essere considerati tali. Noi abbiamo fatto una cosa che è molto molto dispiaciuta ai vertici del mondo bancario, abbiamo spezzato le concentrazioni di potere che rendevano poco anticoncorrenziale e negativo per i cittadini il sistema bancario assicurativo», ha detto il premier Mario Monti nella conferenza stampa di fine anno.

Ore 12,55. Ridicoli i rumors sui conti in Svizzera

«Temi di alta politica, vedo…». Mario Monti replica così, nel corso della conferenza stampa di fine anno, al cronista del Fatto che gli chiede della casa di Grilli e delle pressioni sulle scelte del presidente del Consiglio,

tirando in ballo anche conti in Svizzera. Entrando nel merito, Monti conferma di avere avuto un chiarimento con il ministro dell’Economia. Quanto alle minacce, spiega Monti che «no, non ne ho avute. Attraverso la stampa ha avuto forme di leggera intimidazione e di leggera lusinga: ‘non sarà Presidente della Repubblica, del consiglio, della Commissione Europea… Ovviamente, uno é condizionato nel senso che vede interessi, e questo é comprensibile, che spingono in una direzione o nell’altra». Secca la chiusa sui rumors a proposito di conti svizzeri: «È una cosa che é stata ripresa solo sul vostro giornale, e la trovo ridicola».

Ore 12,50. Non ho ricevuto minacce, ma leggere intimidazioni e leggere lusinghe

Non ho ricevuto minacce, «ma leggere intimidazioni e leggere lusinghe sulla stampa» che ricordava quello che non potrei più fare (dal Presidente della Repubblica a quello dell’Eurogruppo….) se «mi candidassi». Mario Monti risponde così ad una domanda se avesse ricevuto pressioni o minacce per una sua candidatura. Il premier ha risposto invece con un ‘si” secco a chi gli chiedeva se avesse avuto un “chiarimento” con Grilli su indiscrezioni di stampa relative ad un presunto pagamento irregolare per una casa acquistata nel 2004.

Ore 12,47. Sulla candidatura ho ricevuto leggere intimidazioni e leggere lusinghe

Sulla candidatura, ha detto il premier dimissionario Mario Monti, rispondendo a una domanda, ho ricevuto leggere intimidazioni e leggere lusinghe

Ore 12,45. No a dare il nome ad altri per liberi utilizzi

Dopo aver detto che «verificate tantissime condizioni» valuterebbe come comportarsi se fosse candidato premier da forze che sostengono l’Agenda Monti, il premier Mario Monti ha aggiunto «che è altra cosa da dare il nome ad altri per liberi utilizzi».

Ore 12,45. A certe condizioni sono pronto a fare il premier

«Non sarò comunque candidato ad un particolare collegio, anche dovessi muovermi verso impegno politico. Sono senatore a vita. Se una o più forze politiche, con credibile adesione alla mia agenda, manifestasse il proposito di candidarmi a Presidente del Consiglio, valuterei la cosa. A nessuno si può impedire di fare questo e a nessuno diverso da me si può dare la decisione se io sarei disponibile o no. Verificate tante condizioni, sì. Il che é diverso da dare il nome ad altri», ha detto Mario Monti rispondendo alla domanda se sia pronto a candidarsi premier.

Ore 12,30. Serve un salto di qualità nella considerazione delle donne

«Per la crescita e l’equità ci vuole anche un salto di qualità nel modo in cui vediamo la donna», ha detto il premier Mario Monti nel corso della conferenza stampa di fine anno. «Un paese che non guarda al futuro non fa figli e senza figli non c’è futuro», ha detto auspicando una sempre più forte presenza delle donne nei centri decisionali.

Ore 12,25. Da chi dipende il calo dello spread?

Tra le accuse che arrivano dal Pdl al governo Monti c’è quella che «se oggi lo spread è la metà del 9 novembre 2011, questo è dovuto alla Bce». Ma chi lo dice, ribatte Mario Monti in conferenza stampa, lo fa «dimenticando qualche cosa», e cioè che la Bce comprava titoli italiani anche durante il governo Berlusconi, «ma lo spread saliva», e poi che se Francoforte negli ultimi mesi è potuta intervenire sui mercati è grazie alla “disciplina” dimostrata dai Paesi europei, a cominciare dall’Italia. Chi dice dunque che il merito del calo dello spread è della Bce, «dimentica qualche cosa. Prima di tutto che in agosto 2011 la Bce ha fatto ingenti acquisti di titoli italiani e che nonostante questo lo spread saliva. Secondo, che rispetto a un anno fa la situazione Italia-Spagna si è completamente invertita: eravamo 100 punti sopra, ora siamo 100 sotto. Terzo: certamente la Bce ha avuto un ruolo importante con operazioni fatte quest’anno sotto la lungimirante guida del presidente Draghi; ma la Bce si sente di allargarsi un po’ se vede i Paesi su un orientamento disciplinato, e se l’Italia non avesse fatto ciò che ha fatto, la condotta della Bce sarebbe stata diversa. Così come il meccanismo ‘anti-spread’ che noi abbiamo spinto perchè esistesse, ora potrà essere utilizzato. Non vediamo la necessità di usarlo, ma è un’altra cosa dipesa dall’atteggiamento del governo italiano».

Ore 12,20. Doppia citazione di De Gasperi per Monti

Doppia citazione per Alcide De Gasperi da parte di Mario Monti, nella conferenza stampa di fine anno. Il presidente del Consiglio ha citato la frase della Conferenza di Parigi del ’46 («prendendo la parola in questo consesso mondiale sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, é contro di me») e l’altrettanto celebre aforisma secondo il quale «un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista alle prossime generazioni».

Ore 12,15. I festini irriguardosi screditano la politica

«Il più grande costo della politica non é tanto quello di festini, irriguardosi di ogni dignità, e che determinano lo screditamento della politica quando c’é invece bisogno del suo rafforzamento, ma le decisioni non prese o quelle prese per interessi di breve periodo», ha detto Mario Monti nel corso della conferenza stampa di fine d’anno. «Il costo più grande sono le decisioni non prese o le decisioni prese guardando all’interesse di breve periodo», ha detto Monti.

Ore 12.10. Monti sulla giustizia: meglio leggi ad nationem che leggi ad personam

Parlando del capitolo giustizia il premier alludendo ai problemi nell’approvazione di disegni di legge sui temi della giustizia, ha detto «meglio leggi ad nationem che leggi ad personam». Quello che sarebbe necessario all’Italia in tema di regole è «un rafforzamento della disciplina del falso in bilancio, un ampliamento della disciplina del voto di scambio», e poi rivedere le norme sulla “prescrizione”, ed infine «una più robusta disciplina del conflitto di interessi», ha detto Monti.

Ore 12,09. Riforma del lavoro frenata dalla Cgil

«La riforma del lavoro e l’accordo sulla produttività sono stati frenati per l’atteggiamento di una componente sindacale, che non vuole evolvere e questo danneggia i lavorati italiani», ha detto Mario Monti durante la conferenza stampa di fine anno, facendo riferimento alla Cgil.

Ore 12,08. Ricorda le lacrime della Fornero

«Uno dei miei ministri é diventato ancora più famoso proprio a questo tavolo, quella sera del 4 dicembre». Mario Monti parlando della riforma del mercato del lavoro ha ricordato le lacrime del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, nel corso della conferenza stampa sui «sacrifici» tenuta un anno fa proprio nella Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dove oggi si tiene la tradizionale conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio.

Ore 12,05. Il governo deve rendere credibile il Paese

Il Governo italiano, ha sottolineato Monti, deve essere in grado

di mettere «il proprio paese nelle condizioni per essere credibile» in Europa, «altrimenti alla pacca sulla spalla segue il ridolino, l’inazione e la presa ancora meno in considerazione delle esigenze italiane la volta dopo».

Ore 12.03. Evitare pericolosi e illusionistici passi indietro

La cosiddetta ‘agenda Monti’ significa, innanzitutto, «evitare pericolosissimi e illusionistici passi indietro». Lo ha detto Mario Monti durante la conferenza stampa di fine anno: «L’agenda consiste quindi nell’evitare pericolosissimi e illusionistici passi indietro. Ma deve andare avanti. Sono convinto che l’Italia ha un grande potenziale, è un paese che può sorridere, è un bel paese con delle risorse straordinarie, con un capitale umano eccezionale, con un capitale sociale – salvo fenomeni gravissimi come la criminalità organizzata – molto positivo. Deve ritrovare quel tasso di fiducia che serve per fare più bambini».

Ore 12,00. Togliere l’Imu? Dopo un anno bisognerebbe rimetterla doppia

Togliere l’Imu? «Dopo un anno bisognerebbe rimetterla doppia», ha detto il premier nel corso della conferenza stampa. Quella di togliere l’Imu è «una proposta bellissima e piena di attrattivà popolare», ha spiegato ironicamente Mario Monti nella conferenza stampa parlando delle proposte di Berlusconi. «È bellissimo e allora io direi anche ridurre le tasse o reintrodure il concetto che le tasse significa mettere le mani nelle tasche degli italiani… Ma se si farà senza altre grandissime operazioni di politica economica, chi verrà al governo un anno dopo – e non dico dopo cinque anni – dovra mettere l’Imu doppia».

Ore 12.00. Non distruggere i sacrifici fatti, non promettere abolire Imu

«È necessario non distruggere i sacrifici, non dissipare quello che con grande fatica e con capacità di sopportazione che lascia pensare che i nostri cittadini abbiano capito cosa stavamo facendo e chiedendo loro. Due esempi di modi ultrasicuri per dissipare questi sacrifici: sottrarsi alle linee guida dell’Europa, promettere di abolire l’Imu».

Ore 11.52. Faccio fatica a seguire la linearità del pensiero di Berlusconi

«Faccio fatica a seguire la linearità del suo pensiero», ha detto il presidente del Consiglio uscente, Mario Monti, durante la conferenza stampa di fine anno, facendo riferimento all’ex premier Silvio Berlusconi verso il quale ha espresso una parola di «gratitudine e anche di sbigottimento».

Ore 11.50. Cedevolezza no, condizionamenti sì

«Cedevolezza no ma condizionamenti sì di tutti e tre i partiti» ha detto Monti. E «in particolare di due partiti, quelli estremi dell’arco, il Pdl e il Pd: una strana maggioranza che aveva in sè un più e un meno nella mia analisi ex post. La sua eterogenità, la compresenza di tradizionali avversari, ha impedito di fare meglio ma ha permesso di fare il bene che diversamente non avremmo potuto fare».

Ore 11.48. Al Alfano: grave accusarci di essere piegati al Pd

Parlando delle parole di Angelino Alfano che hanno aperto la crisi Monti ha risposto alle accuse lanciate dal Pdl. «Il nostro governo – ha rivendicato Monti – dal primo all’ultimo giorno é stato ispirato all’imparzialità, nell’interesse del Paese, nei confronti di ciascuna delle tre parti protagosiste ed é ancora più grave ritenere che il governo si sia piegato verso una delle parti, il Pd, che non il giudizio sulla cattiva qualità del suo lavoro».

Ore 11.45. Non avevamo chiesto noi di governare

No avevamo chiesto noi di governare, ha detto Monti. «Non abbiamo voluto continuare un giorno di più per non creare un equivoco: non avevamo chiesto noi di governare, non è stato fatto un favore a noi quando ci sono state date innumerevoli fiducie. E se si riteneva che avevamo governato male …non aveva senso governare».

Ore 11,43. Grazie a Napolitano e ai suoi consigli

Monti ha avuto parole di ringraziamento per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. «A nome del governo e mio personale, al termine di quest’anno di lavoro intenso, devo ringraziare il Capo dello Stato. È stata una sua intuizione all’origine di questo governo, ed in tutti i passaggi difficili é sempre stato prodigo di discreti ed illuminanti consigli».

Ore 11.41. Ora gli italiani a testa alta

«Gli italiani possono ora essere cittadini d’Europa a testa alta: siamo usciti da questa pericolosa strettoia senza seguire la via apparentemente facile di aiuti finanziari europei, via che ci veniva suggerita nei primi mesi del nostro Governo», ha detto Monti. «Sono sempre stato convinto che l’Italia avesse in sé tutte le risorse per farcela da sola e così é avvenuto. Guardando al destino dei Paesi che non ce l’hanno fatta sono convinto che quella che abbiamo seguito é stata la strada giusta».

Ore 11.40. In un anno l’emergenza è stata superata

Parlando dell’emergenza all’inizio dell’attività del Governo Monti, il premier ha sottolineato che «é facile dimenticare, e forse da un punto di vista umano é anche bene che ci si dimentichi della drammaticità di quei momenti». «Posso oggi rivelare – sottolinea – che nelle mie prime uscite europee come presidente del Consigli italiano, verso la fine di novembre, mi sono trovato in una situazione che mi ha fatto venire in mente le parole di De Gasperi alla Conferenza di Parigi del ’46», visto che verso il nostro Paese era «forse a torto così profonda la diffidenza». Resta il fatto che «in un anno, con il concorso delle forze politiche e del Parlamento quell’emergenza é stata superata».

Ore 11.38. Il Paese era in uno stato periglioso

«Mi ero presentato qui con diversi dei miei colleghi il 4 dicembre 2011 a pochi giorni dell’insediamento: avevamo illustrato provvedimenti presi dal Cdm e avevamo rappresentato il quadro periglioso della situazione economico-finanziaria del Paese e gli indirizzi lungo i quali avremmo cercato di far superare l’emergenza»ha sottolineato il premier Mario Monti nella conferenza stampa di fine anno.

Ore 11.35. Monti: essenziale la libertà di stampa

Rispondendo alle sollecitazioni del presidente dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, il premier Mario Monti aprendo la conferenza stampa di fine anno ha sottolineato che «la libertà di informazione è un elemento essenziale della vita civile e politica di un Paese»

Ore 11.32. Iniziata la conferenza stampa di Monti

È cominciata con una introduzione del presidente dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, la conferenza stampa di fine anno del presidente del consiglio Mario Monti. Iacopino ha messo in luce i rishi per la libertà di stampa esistenti in Italia, sollecitando la pubblicazione della legge sull’equo compenso dei giornalisti. Il premier risponderà alle domande dei giornalisti: sono in tutto 48 le domande che sono state annunciate.

Il Sole 24 Ore – 23 dicembre 2012

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