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Piemonte. Successo sciopero 20 dicembre. Ministero dà ragione a Fvm

«Lo sciopero del 20 dicembre dei veterinari e medici dei servizi di prevenzione piemontesi ha già ottenuto due importanti risultati con le prese di posizione del ministro Balduzzi e del sottosegretario Cardinale» afferma Maurizio Bologna, presidente Fvm Piemonte

«Infatti, il ministro Balduzzi ha assicurato il proprio intervento nei confronti dell’assessore regionale Monferino perché sia rispettata la normativa vigente e il sottosegretario alla Salute Cardinale, in Parlamento, ha richiamato tutte le Regioni e le Asl a recepire il modello organizzativo dei Dipartimenti di prevenzione esplicitato dal decreto Balduzzi».

«Queste prese di posizione autorevoli – aggiunge Bologna – sono il risultato della pressione che la Federazione veterinari e medici ha esercitato a tutti i livelli istituzionali, di cui lo sciopero ha rappresentato il massimo livello di mobilitazione. E sono una conferma della fondatezza delle ragioni alla base della nostra protesta».

La mobilitazione di Fvm contro la destrutturazione dei servizi veterinari messa in atto dall’Asl To1 con la delibera del 20 novembre scorso, ha avuto una vasta eco anche a livello nazionale. A distanza di poche ore l’uno dall’altro, si sono susseguiti gli interventi dei massimi vertici del Ministero. Il ministro Renato Balduzzi ha indirizzato al presidente di Fvm Piemonte un messaggio in cui ha definito «meritevoli di interesse» le istanze della Federazione veterinari e medici. Balduzzi ha assicurato, quindi, il proprio intervento nei confronti «della Regione Piemonte, nella persona dell’assessore alla tutela della Salute e Sanità».

Il sottosegretario Adelfio Elio Cardinale, rispondendo a un’interrogazione parlamentare sulla situazione piemontese presentata dall’onorevole Gianni Mancuso, ha evidenziato la necessità di un «rafforzamento delle strutture deputate alla prevenzione della sanità animale e della sicurezza alimentare, anche al fine di individuare in modo efficace l’autorità competente in questa materia a livello locale, così come richiesto dalla normativa comunitaria». Tutte le Regioni devono prevedere l’istituzione, quindi, nell’ambito del Dipartimento di Prevenzione, di strutture organizzative dotate, oltre che di autonomia tecnico-funzionale, anche di un «budget» e di finalità proprie. Anche i provvedimenti assunti dalle singole aziende sanitarie locali, quindi, dovranno allinearsi a tali orientamenti e la Regione Piemonte dovrà vigilare affinché i medesimi risultino “coerenti con il dettato normativo nazionale e con il modello organizzativo dei Dipartimenti di prevenzione”.

Di tali indicazioni la Regione dovrà ora ben tener conto nell’emanare le linee guida destinate alle Asl per la definizione e l’approvazione degli atti aziendali di organizzazione. Linee guida che, ha riferito il sottosegretario, sono attese entro l’anno.

Torino, 22 dicembre 2012

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