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Multe latte e i Cospa. «Fu intercettato il dirigente arrestato»

«Pronti a querelare tutti coloro che definiscono evasore chi non paga. La truffa è stata un’altra»

«Abbiamo dato mandato ai nostri avvocati di querelare tutti coloro che hanno sostenuto e sosterranno anche in futuro, che gli allevatori multati per le quote latte sono dei delinquenti, degli evasori e dei truffatori»: è l´esordio della nota diffusa ieri da Mauro Giaretta e Ruggero Marchioron, portavoce dei Cospa Veneti. Che ribadiscono la loro contro-accusa: «I veri delinquenti, evasori e truffatori sono tutti coloro che, con la dolosa connivenza degli apparati statali deputati all´applicazione del regime, sono riusciti a far risultare latte fresco italiano del latte di dubbia provenienza o del latte in polvere rigenerato, mettendo in commercio falsi made in Italy e quindi truffando i consumatori, ma anche tutti gli allevatori italiani, che a causa di questa inesistente produzione interna, si sono visti imputare del tutto illegittimamente, dall´inizio del regime, ben 4,5 miliardi di multe, soldi già versati dallo Stato italiano all´Europa e che l´Europa ora deve restituirci».
Giaretta e Marchioron ricordano che esiste un´indagine dei carabinieri, con inchieste aperte (per la verità da molto tempo senza sviluppi) da 60 procure italiane. Ma ricordano anche un elemento di cronaca già emerso qualche tempo fa: un´intercettazione ambientale del luglio 2010 tra l´allora capo di gabinetto del ministero Giuseppe Ambrosio (che come noto è stato arrestato l´11 dicembre per un´altra inchiesta della procura di Roma) e il tenente colonello dei carabinieri assegnati alle Politiche agricole Paolo Mantile: Ambrosio disse al militare che «quell´indagine non “s´aveva da fare” perché mette in crisi in made in Italy». Il vero scandalo, sostengono i Cospa, sta in questo insabbiamento

Il Giornale di Vicenza – 6 febbraio 2013

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