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    Home»Notizie ed Approfondimenti»“No al pignoramento degli animali domestici”. Realacci deposita un’interrogazione parlamentare alla Camera: «Normativa inadeguata»
    Notizie ed Approfondimenti

    “No al pignoramento degli animali domestici”. Realacci deposita un’interrogazione parlamentare alla Camera: «Normativa inadeguata»

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche7 Febbraio 2015Nessun commento2 Minuti di lettura
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    «Cani, gatti, pesci rossi e ogni sorta di animale domestico sono considerati dal codice civile una “res”, ossia una cosa, e quindi pignorabili nei casi previsti dalla legge proprio come televisori, moto, automobili, divani. Un fatto incredibile e contro il buonsenso». Lo afferma il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, rilevando «l’inadeguatezza delle nostre normative su una questione che interessa ben 25 milioni di italiani insieme ai loro “amici a quattro zampe”».

    Il parlamentare ha quindi presentato un’interrogazione ai ministri dell’Economia e delle finanze, della Giustizia, dell’Ambiente e della Salute” contro la pignorabilità degli animali di affezione.

    Ai ministri Realacci chiede «se intendano o meno aggiornare la normativa civile e disporre la non pignorabilità degli animali d’affezione, anche alla luce della novella giurisprudenziale in questi anni volta a garantire maggiore rispetto e diritti agli animali. Tanto più considerando che il pignoramento di un animale d’affezione e il suo allontanamento costituisce elemento non trascurabile e indubbio di ritorsione sull’affetto dello stesso ed anche una forma indiretta di ritorsione psicologica sul debitore».

     Realacci ritiene che occorra adeguare «la nostra normativa al principio di civiltà già adottato da Austria e Germania secondo cui gli animali domestici non sono cose pignorabili, ma esseri viventi dotati di propri sentimenti da rispettare». «Peraltro – prosegue – assistiamo al paradosso che la legge ad oggi esclude il pignoramento di tutti quei beni che abbiano un valore affettivo, ma non quello degli animali da compagnia».

    La campagna #giulezampe 

    Uno status quo in contraddizione anche con i principi di tutela sanciti nella legge quadro sugli animali di affezione e da cambiare secondo molti italiani, come dimostra il successo della petizione #giulezampe, sottoscritta dallo stesso Realacci, per chiedere al governo di non considerare più gli animali domestici come semplici oggetti che ho sottoscritto e che in pochi giorni ha raggiunto migliaia di firme.

    La Stampa – 7 febbraio 2015 

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