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Nuovo vertice Agea, la sentenza del Tar rinviata all’11 gennaio

Il Tar del Lazio che aveva annunciato per il 31 agosto la decisione si è preso cinque mesi di tempo. L’ex presidente Fruscio aveva presentato ricorso per contestare le motivazioni del pensionamento

La sentenza del Tar Lazio sull’Agea non è arrivata. Il 31 agosto infatti il nuovo collegio (il primo era presieduto da Linda Sandulli) non si è pronunciato sulla spinosa questione del nuovo vertice dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura sollevata dal ricorso del presidente «pensionato» Dario Fruscio, (si veda «Agrisole» n. 31-33) ma ha annunciato che la sentenza arriverà l’11 gennaio prossimo. E per ora, dunque, tutto resta così come è cioè con l’Agea guidata dal commissario Mario Iannelli, nominato con decreto del Presidente del consiglio su indicazione del ministro delle Politiche agricole, Saverio Romano. Il Tar aveva chiesto chiarimenti sulla defenestrazione dell’ex presidente Fruscio in particolare su due aspetti chiave evidenziati dal decreto di nomina di Iannelli. E cioè il danno economico provocato dalla mancata nomina del direttore generale, su cui era giù esplosa una polemica tra Fruscio e l’allora ministro Galan, e su eventuali avvisi in merito a richiami di Bruxelles. Non si conoscono le argomentazioni presentate dalla presidenza del Consiglio (in realtà fornite dal ministero delle Politiche agricole), ma il Tar non ha voluto prendere una decisione definitiva. Ci sono ancora cinque mesi per riflettere. E in questo clima politico molto confuso tutte le ipotesi sono possibili. Anche che si possa alla fine raggiungere un accordo politico con Fruscio che magari potrebbe anche decidere di ritirare il ricorso. Anche se l’ex presidente dell’Agea appare un osso duro. E ha anche recentemente inviato una lettera ai nuovi vertici dell’Agenzia per metterli in guardia da iniziative tese a stravolgere gli assetti dei «satelliti». Per Fruscio infatti la partita non è affatto chiusa. La «battaglia» si gioca tra due protagonisti forti. L’ex presidente appunto, un tempo uomo della Lega (a quel posto l’ha voluto l’ex ministro Luca Zaia) e il ministro Romano che ha indicato subito tra le priorità quella di mettere mano agli enti vigilati dal Mipaaf. «Il ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali vigila una serie di Enti e Agenzie e Istituti di cui intendo valutare l’effettivo funzionamento, anche secondo criteri di efficienza ed economicità, così come intendo considerare la possibilità di valutare eventuali fusioni tra enti che svolgono funzioni contermini. Penso ad Agea e Agecontrol, a Unire e Unirelab, a Buonitalia e Isa.Valuterò la possibilità di sciogliere qualcuno di tali enti, ritenendo raggiunto o non più raggiungibile lo scopo per il quale era stato istituito». Così lo scorso aprile il ministro esponeva le sue linee alle commissioni Agricoltura di Camera e Senato. Un emendamento di riforma era stato inserito, ma non accolto, nel «Decreto sviluppo», mentre in occasione degli ultimi due Consigli dei ministri prima dello stop estivo erano stati annunciati interventi relativi agli enti che però alla fine non sono mai andati in porto. Ora la linea sembra quella di procedere ente per ente e ad aprire il valzer del riassetto è stata proprio la «sensibile» Agea.

agrisole – 12 settembre 2011 

 

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