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Oms: salute pubblica e sicurezza alimentare vanno di pari passo. Quattro le azioni che i governi e le istituzioni di ogni Paese dovrebbero mettere in pratica

Costruire e mantenere adeguate infrastrutture per il controllo della salubrità dei prodotti (ad esempio laboratori di analisi) per rispondere e gestire i rischi per la sicurezza lungo tutta la catena alimentare; favorire la collaborazione tra il settore della sanità pubblica, quello della salute degli animali, l’agricoltura e tutti gli altri settori coinvolti nella filiera produttiva alimentare; integrare il concetto di “sicurezza alimentare” all’interno dei programmi e delle politiche alimentari;

pensare globalmente e agire localmente, affinché venga garantita una produzione (locale) di cibo salutare e sia possibile commerciarlo anche a livello internazionale (incidenti locali possono evolvere rapidamente in emergenze internazionali per via della velocità con cui i prodotti vengono oggi distribuiti): secondo l’Organizzazione mondiale della sanità sono in particolare queste quattro le azioni che i governi e le istituzioni di ogni Paese dovrebbero mettere in pratica per contribuire alla produzione e al commercio di alimenti certificati e sicuri. L’obiettivo dell’Oms è ridurre al minimo le infezioni e le malattie che possono derivare dal consumo di cibo contaminato: mangiare alimenti non sicuri crea infatti un circolo vizioso di diarrea e malnutrizione che minaccia lo stato nutrizionale soprattutto dei soggetti più vulnerabili – le malattie diarroiche di origine alimentare, ad esempio, provocano ogni anno la morte di due milioni di persone in tutto il mondo, soprattutto bambini, in particolare nei Paesi in via di sviluppo. A parlare dell’importanza della collaborazione tra i diversi Paesi per la realizzazione in sicurezza degli alimenti destinati al consumo umano è una scheda informativa recentemente redatta dall’Oms sulla Sicurezza alimentare, “Food safety”.

Il documento mette in evidenza che la crescita della popolazione mondiale, insieme con l’intensificazione e l’industrializzazione dell’agricoltura e della zootecnia mirate a soddisfare la crescente domanda di prodotti alimentari e unite ai cambiamenti climatici in atto che pongono nuove questioni sulle modalità di produzione e conservazione degli alimenti creano nuove sfide per la sicurezza alimentare: “La sicurezza alimentare e la nutrizione sono indissolubilmente legate – si legge nel documento dell’Oms -. I governi dovrebbero fare della sicurezza alimentare una priorità di salute pubblica, in quanto svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo di politiche e quadri normativi per stabilire e attuare sistemi efficaci di sicurezza alimentare per garantire che i produttori alimentari e i fornitori lungo tutta la catena alimentare operino in maniera responsabile e forniscano alimenti sicuri per i consumatori. Gli alimenti non sicuri creano un circolo vizioso di malattia e malnutrizione che colpisce soprattutto i soggetti più deboli come neonati, bambini, anziani, malati e donne in gravidanza”.

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