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Pace fiscale al 20%, via libera al decreto. Tetto a 100mila euro per ogni anno sanato. A regime stretta sulle sanzioni per chi evade

Accordo trovato dopo un lungo tira e molla tra Movimento 5 Stelle e Lega. La pace fiscale avrà tra i suoi punti di forza e all’articolo 1 del decreto approvato ieri in Consiglio dei ministri la dichiarazione integrativa «speciale» con flat tax al 20% con cui il contribuente potrà sanare gli importi non denunciati correttamente alle Entrate. Ma con tre paletti ben precisi fortemente voluti dal M5S: un massimo dichiarabile in più di un terzo rispetto all’anno d’imposta precedente entro un tetto di 100mila euro annui per gli ultimi periodi d’imposta fino a quello dichiarato entro il 31 ottobre 2017; niente sanatoria per chi non ha proprio presentato il modello, ossia il caso di omessa dichiarazione; una sola finestra per aderire con scadenza ad aprile-maggio 2019. Ai maggiori imponibili fatti emergere si applicherà un’imposta unica, ossia una flat tax, del 20 per cento. In questo modo la sanatoria consentirà di scontare non solo sanzioni e interessi ma anche la cosiddetta quota capitale. A questo si aggiunge la stretta sulle sanzioni amministrative.

In quest’ultimo caso, saranno inasprite tutte le penalità e, come si sottolinea da fonti di Governo, quella per la dichiarazione infedele sarà rivista al rialzo del 20 per cento.

Sarà, però, una pace fiscale a otto strade. All’integrativa si aggiungeranno la definizione agevolata di processi verbali di constatazione (Pvc), avvisi di accertamento, liti pendenti, cartelle esattoriali con la rottamazione ter, lo stralcio mini-cartelle fino a mille euro, i ruoli su dazi e Iva all’importazione e la definizione agevolata sulle imposte di consumo delle e-cig . Sulle liti fiscali si registrano le maggiori novità dell’ultima stesura del decreto: con lo sconto per chi ha vinto in secondo grado che salirebbe all’80% del valore della lite (il 50% per chi ha vinto in primo grado) e la possibilità di pagare quanto dovuto sostanzialmente in cinque anni, con un massimo di 20 rate trimestrali.

Anche l’edizione «3.0» della rottamazione dei ruoli consente pagamenti in termini più ampi. Con la possibilità di rivedere il piano offerta anche a chi ha aderito alla precedente definizione agevolata delle cartelle ma a condizione che entro il 7 dicembre si sia in regola con le tre rate dovute per l’anno in corso.
Entrano nel perimetro della definizione agevolata anche le imposte di consumo relative alle sigarette elettroniche per chi ha contenziosi non ancora passati in giudicato e controlli in atto sarà sufficiente versare il 5% della richiesta erariale. Si conferma, inoltre, anche la cancellazione automatica delle micro-cartelle, ossia dei carichi affidati alla riscossione dal 2000 al 2018 fino a un importo massimo di mille euro. Una cancellazione che riguarderà non solo debiti fiscali ma anche multe per violazioni al Codice della strada e le imposte locali. Nel complesso si stima un abbattimento del 25% del magazzino delle somme a ruolo con uno stralcio per 10 milioni di contribuenti.

Il decreto spinge anche sul fisco telematico. Accanto alla conferma del debutto dal prossimo 1° gennaio dell’obbligo di e-fattura tra privati ma con sanzioni ridotte o addirittura azzerate nei primi sei mesi e poi con più tempo per l’emissione, debutta anche l’obbligo di inviare gli scontrini telematici (in due tempi a seconda del volume d’affari di negozi ed esercizi) in vista del lancio della lotteria degli scontrini. A questo si aggiunge anche una novità sul fronte del processo tributario: diventeranno obbligatori (e non più facoltativo come ora) notifica e deposito di atti processuali, documenti e provvedimenti in modalità telematica per i ricorsi e gli appelli dal 1° luglio del prossimo anno. (Il Sole 24 Ore)

 

IL COMUNICATO DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

DECRETO FISCALE

Disposizioni urgenti in materia fiscale (decreto-legge)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze Giovanni Tria, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia fiscale.

Di seguito alcune tra le principali misure previste.

  1. ROTTAMAZIONE TER – Si prevede, per chi aveva già beneficiato della rottamazione bis e ha versato almeno una rata, la possibilità di ridefinire il proprio debito con il fisco (relativo al periodo tra il 2000 e il 2017) a condizioni agevolate, tra cui l’esclusione dal pagamento delle sanzioni e degli interessi di mora, la possibilità di rateizzare il pagamento (massimo 10 rate consecutive di pari importo) in 5 anni pagando un interesse ridotto del 2% l’anno e quella di compensare i debiti con il fisco con i crediti nei confronti della pubblica amministrazione.
  2. STRALCIO DEI DEBITI FINO 1000 EURO – Si prevede la cancellazione automatica di tutti i debiti con il fisco relativi al periodo che va dal 2000 al 2010 di importo residuo fino a 1000 euro.
  3. DEFINIZIONE AGEVOLATA – Sono previste varie ipotesi di definizione agevolata delle controversie tra i contribuenti e il fisco. In particolare, si prevede la definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione a titolo di risorse proprie dell’Unione europea; delle controversie tributarie nei confronti dell’Agenzia delle entrate; degli atti del procedimento di accertamento; degli atti dei procedimenti verbali di contestazione; delle imposte di consumo.
  4. FATTURAZIONE ELETTRONICA – Si mantiene l’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica dal primo gennaio 2019, riducendo per i primi sei mesi le sanzioni previste per chi non riuscirà ad adeguare i propri sistemi informatici.
  5. SEMPLIFICAZIONE PER EMISSIONE FATTURE – Si dà la possibilità di emettere fatture entro 10 giorni dalla operazione alla quale si riferiscono. Inoltre, si prevede che le fatture debbano essere annotate nel registro entro il giorno 15 del mese successivo alla loro emissione. Sempre nell’ottica della semplificazione viene abrogato l’obbligo di registrazione progressiva degli acquisti.
  6. IVA – Si prevede che il pagamento dell’Iva slitti al momento in cui la fattura viene incassata.
  7. GIUSTIZIA TRIBUTARIA DIGITALE – Si favorisce il processo telematico anche per la giustizia tributaria.
  8. TRASMISSIONE TELEMATICA DEI CORRISPETTIVI – Oltre all’obbligo di fatturazione elettronica, si introduce l’obbligo generalizzato di memorizzare e trasmettere telematicamente i corrispettivi. Questo consentirà di eliminare alcuni adempimenti contabili come l’obbligo di tenuta dei registri e conservazione delle fatture e degli scontrini e un controllo maggiore e meno invasivo dell’Agenzia delle entrate. L’obbligo parte per chi ha un volume d’affari superiore a 400 mila euro dal primo luglio 2019. Per gli altri dal primo gennaio 2020.

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