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Padova. Ospedale, scontro con Zaia: «Al tavolo senza i privati». Finanza & Progetti non è disposta a lasciare Padova Ovest senza un’alternativa. Ma il governatore: «Nessun incontro»

di Claudio Malfitano. «Al tavolo sul nuovo ospedale di mercoledì non ci sarà nessun invito a nessun privato». È netto il governatore Luca Zaia, preoccupato di rispettare scrupolosamente ogni passaggio sulla vicenda del nuovo polo sanitario di Padova. Ma si profila uno scontro (forse anche giudiziario) con Finanza & Progetti, la società promotrice del project financing che, forte della sentenza del Tar del maggio scorso, a quel tavolo chiede proprio di sedersi.

E soprattutto non intende chiudere la partita di Padova Ovest senza avere certezze su un’area alternativa. «Il fatto che il privato chieda e cerchi di far valere i suoi diritti è la dimostrazione di quello che ho sempre sostenuto: che io non li ho mai incontrati», chiarisce il governatore smentendo qualsiasi possibilità di condizionamenti su un percorso che Zaia vuole mantenere lineare e pulito, senza sbavature. Mai stati a Palazzo Balbi, ma Finanza & Progetti, società della multinazionale australiana Lend Lease, specializzata in infrastrutture sanitarie, ha avuto m questi mesi uno scambio epistolare con l’azienda ospedaliera e qualche contatto con Palazzo Moroni.

«I privati nel rispetto di quello che è previsto dalla legge verranno ascoltati dalla stazione appaltante quando e come prevede la legge», scandisce ancora il governatore Zaia, che poi chiude la porta a ogni mediazione: «II tavolo del 16 dicembre è un tavolo ufficiale di legge che non prevede la presenza di nessun privato – sottolinea il governatore – È come se i carabinieri decidessero di fare una riunione di coordinamento chiamando qualcun’altro…».

Finanza & Progetti però non la pensa allo stesso modo. Perché, sostiene, quello non sarebbe un tavolo politico, ma un tavolo richiesto dal Tar per analizzare la situazione «in contraddittorio» con il promotore. Dove va verificata la chiusura del procedimento su Padova Ovest, sulla base delle criticità idrauliche emerse, e valutate «eventuali altre ipotesi allocative». Il problema è che i privati non accettano il percorso ipotizzato da Claudio Dario, direttore generale dell’azienda ospedaliera, che vorrebbe prima chiudere la partita di Padova Ovest per poi ragionare su un’eventuale altra area, considerando che resta aperta ancora anche l’opzione dell’aeroporto Allegri a Brusegana. Ma, per i privati, il rischio di ritrovarsi con in mano “un pugno di mosche” è alto. Per la società infatti la chiusura del procedimento su Padova Ovest sarà vincolata all’apertura di un accordo di programma su Padova Est (o su un’altra area scelta dagli enti pubblici). «Pronti a qualsiasi soluzione nell’interesse pubblico. Ma senza pregiudicare i nostri interessi», sostengono. Altrimenti si rischia di arrivare a un nuovo ricorso al Tar.

Il Mattino di Padova – 12 dicembre 2015 

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