Close Menu
Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Facebook X (Twitter) RSS
    Facebook X (Twitter) RSS
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    ISCRIVITI
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
      • Attività Sindacale
        • Dalla convenzionata
        • Segreteria regionale
      • Formazione
        • Eventi E.C.M SIMEVEP
        • Appuntamenti
      • Novità normative
        • Contratto
        • Dal Ministero
        • Dalle ULSS
        • Dall’Europa
        • Dalla Regione
        • Sentenze
      • Temi
        • Lavoro
        • Professione
        • Previdenza
        • Politiche sanitarie
        • Sicurezza alimentare
        • Sanità animale
        • Anagrafe degli animali
        • Malattie trasmissibili
        • Allevamenti
        • Benessere Animale
        • Biosicurezza
        • Farmaci veterinari
        • Contaminanti e residui
        • Mangimi e sottoprodotti
        • Igiene urbana
      • Dicono di noi
      • La nostra vetrina
    • Contatti
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Home»Notizie ed Approfondimenti»Notizie»Pensioni, uscita 8mila dipendenti pubblici in deroga. Alternativa è mobilità con buste paga ridotte fino al 50%
    Notizie

    Pensioni, uscita 8mila dipendenti pubblici in deroga. Alternativa è mobilità con buste paga ridotte fino al 50%

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche10 Luglio 2012Nessun commento4 Minuti di lettura
    Facebook Twitter LinkedIn Telegram Pinterest Tumblr Reddit WhatsApp Email
    Condividi
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    1a1a1_1pensioni_e_mobilitArriva il nuovo “esonero” dalla riforma previdenziale, e riguarda i dipendenti pubblici destinati a uscire dagli uffici per il dimagrimento della Pa. Si tratta, secondo le stime governative, di circa 8mila persone, che potranno essere accompagnati alla pensione con il vecchio regime purché il diritto all’assegno, determinato da 40 anni di servizio o dalle quote di età e anzianità, scatti entro il 2014 (e quindi i requisiti siano centrati entro il 2013). La nuova via d’uscita serve a ridurre il numero di dipendenti pubblici che rischiano di essere colpiti dalla mobilità all’80% dello stipendio, prevista nel 2011 e rilanciata con la spending review. La conseguenza sarebbe quella di un taglio fino al 50% della retribuzione effettiva, con un rischio maggiore nelle amministrazioni che non hanno attuato la prima revisione degli organici chiesta dalla manovra-bis dell’anno scorso.

    All’epoca, si chiese per legge di ridurre del 10% gli organici dirigenziali non generali (calcolando per teste) e quelli del personale non dirigente (calcolando per spesa). La nuova riduzione, spiega il decreto sulla spending review, va aggiunta agli effetti della tappa precedente, per cui negli enti della Pa centrale che hanno glissato su quel passaggio la tagliola dovrebbe arrivare al 30% per i posti da dirigente e al 20% per i costi degli organici non dirigenziali.

    Negli enti locali, invece, il problema non dipenderà dagli organici ma dal personale effettivo: chi, in rapporto agli abitanti, ne ospita il 40% in più della media nazionale, dovrà agire di forbice. L’apertura previdenziale secondo il Governo sarà sfruttata da un terzo dei 24mila esubeni. Gli altri, la cui individuazione dipenderà anche dalle eventuali compensazioni fra Pa diverse, potranno tentare la strada del part-time o dello spostamento in altro ufficio (sempre che si trovino posti disponibili), altrimenti sarà interessata dalla regola della mobilità all’80%, che potrà durare fino a 4 anni anziché i 2 previsti dalla regola originaria. L’80% in questione, però, si calcola sulle voci stipendiali, e non sul trattamento economico complessivo. A perdersi per strada sono le indennità di posizione, gli straordinari e le altre voci accessorie, che per tutto il pubblico impiego valgono 27 miliardi all’anno (il 23% del costo complessivo del personale). Nascono da qui gli alleggerimenti reali delle retribuzioni di chi sarà colpito dalla misura. Nelle medie di comparto, a temere gli effetti maggiori sono presidenza del consiglio ed enti non economici (Inps, Aci ecc.), dove le indennità accessorie pesano di più: andando a colpire i dipendenti più anziani, però, l’impatto può essere anche maggiore.

    Gli esuberi della Pa vanno aggiungersi ad altre categorie di persone che potranno andare in pensione prima dei 66 anni età la soglia limite effetto della riforma. Innanzitutto sono “salvi” tutti i lavoratori che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2011. Inoltre il comma 15-bis del decreto legge 201/2011, come modificato dalla legge di conversione 214/2011, invece, prevede «in via eccezionale» ai dipendenti del settore privato iscritti all’assicurazione generale obbligatoria o forme sostitutive di andare in pensione a 64 anni. La clausola si applica agli uomini che entro la fine del 2012 maturano 35 annidi contributi arrivando a quota 96, cioè 6o anni di età e 36 di contributi o 61 e 35, ma si applica anche alle donne che, sempre entro la fine dell’anno, compiano 60 anni e vantino almeno 20 anni di versamenti contributivi.

    Seppur a fronte di una penalizzazione dell’assegno oscillante tra il 20 e il 30% rispetto al sistema retributivo, con tagli più consistenti per gli stipendi più elevati, possono anticipare il tempo della pensione anche le lavoratrici con anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un’età di almeno 57 anni se dipendenti o 58 anni se autonome. Per loro c’è la possibilità di andare in pensione se si passa al sistema di calcolo contributivo e si matura la decorrenza della pensione entro la fine del 2015.

    Della pattuglia di lavoratori sottratti alle nuove regole, in base dei decreti legge 78/2009 e 78/2010, fanno parte anche le lavoratrici del settore privato che sono nate entro il 1951 e quelle del pubblico nate entro il 1950 che hanno maturato 15 o 20 annidi contributi in base al regime previdenziale applicabile, in quanto hanno già maturato il diritto alla pensione anche se sono ancora al lavoro. Infine ci sono i 12omila salvaguardati, così come definiti dai decreti legge 201/2011, 214/2011 (e relative leggi di conversione) e 95/2012, nei mesi scorsi oggetto di lunghi confronti tra governo, partiti politici e parti sociali. Tra questi il nucleo più consistente è costituito dai 40mila, anche se in servizio al 4 dicembre, oggetto di accordi siglati entro il 31 dicembre 2011 finalizzati alla gestione delle eccedenze occupazionali tramite ammortizzatori sociali.

    Guarda gli effetti dello scivolo applicato all’80% dello stipendio

    Il Sole 24 Ore – 10 luglio

    Post Views: 154
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    SeguenteSanità, la scure si abbatte sulle auto dei servizi essenziali. A rischio emergenze mediche e attività dei veterinari
    Precedente Giallo esodati, il decreto sui primi 65mila è sparito
    pecore-elettriche

    Potrebbe interessarti anche

    Residui di farmaci veterinari negli alimenti: la non conformità rimane bassa nel 2023

    5 Marzo 2025

    Aviaria ad alta patogenicità, il Ministero istituisce la zona di attenzione fino al 15 marzo

    5 Marzo 2025

    Antibiotici, in Italia aumentano consumi e uso improprio. Il report Aifa

    5 Marzo 2025
    Scrivi un commento
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Residui di farmaci veterinari negli alimenti: la non conformità rimane bassa nel 2023

    5 Marzo 2025

    Fuga medici all’estero. “In Italia non solo stipendi più bassi, ma anche pressione fiscale eccessiva”

    5 Marzo 2025

    Aviaria ad alta patogenicità, il Ministero istituisce la zona di attenzione fino al 15 marzo

    5 Marzo 2025

    Antibiotici, in Italia aumentano consumi e uso improprio. Il report Aifa

    5 Marzo 2025

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Il SIVeMP (Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica) propone per i propri iscritti: la tutela sindacale sul piano morale, formativo, professionale, giuridico ed economico; la promozione e l’aggiornamento scientifico, tecnico, organizzativo e gestionale; la consulenza in materia di tutela assistenziale, previdenziale e pensionistica integrativa.

    Chi Siamo
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
    • Contatti
    Contatti - SONIA LAVAGNOLI
    • segretariofvmveneto@sivempveneto.it
    • certificata@pec.sivempveneto.it
    • +39 339 2538475
    • Via Danilo Preto, 1B - 37133 Verona (VR)
    Facebook
    X (Twitter)
    RSS
    © 2026 Sivemp Veneto - CF 97611610581
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.