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Peste suina africana. Piano di sorveglianza e prevenzione in Italia e Piano di eradicazione in Regione Sardegna per il 2020

Il Ministero della Salute ha trasmesso agli assessorati regionali alla Salute il Piano di sorveglianza per Peste Suina Africana per l’anno 2020, inviato alla Commissione europea lo scorso maggio tecnicamente già approvato, di cui si è in attesa della comunicazione ufficiale e i cui punti strategici sono contenuti nell’Accordo Stato-Regioni e Province Autonome in materia di rafforzamento della sorveglianza e di riduzione del rischio per talune malattie animali siglato in data 25 luglio scorso.

Ai fini dell’adozione da parte di codeste Regioni e Province Autonome di quanto necessario per l’implementazione del Piano, con particolare riferimento alle attività di sorveglianza passiva e alla verifica dei livelli di biosicurezza nel settore suinicolo nazionale, il Ministero “invia in allegato le documentazioni di corredo, così come definito nel corso delle riunioni e degli incontri dei Gruppi di lavoro per l’attuazione del Piano medesimo”.

Piano di sorveglianza della Psa in Italia

L’obiettivo generale del Piano è di proteggere il patrimonio suinicolo nazionale da eventuali incursioni del virus sul territorio continentale. Rientrano in questo quadro d’azione il  miglioramento del sistema nazionale di allerta precoce per la PSA e l’ innalzamento del livello di sorveglianza passiva negli allevamenti e nei cinghiali. E’ prevista la possibilità di ricorrere ad iniziative per la riduzione numerica della popolazione di cinghiali. Tali iniziative dovranno essere  elaborate in base ad una valutazione del rischio di introduzione e diffusione della malattia, nonché in base a specifici criteri di azione che saranno, nel caso, implementati dalle Regioni.
Sono previste anche azioni di informazione e formazione degli stakeholders.

In sintesi, il Piano si articola nei seguenti punti:

a. sorveglianza passiva nelle popolazioni di cinghiali.
b. sorveglianza passiva negli allevamenti di suini.
c. controllo numerico della popolazione di cinghiali.
d. verifica dei livelli di applicazione delle misure di biosicurezza.
e. campagna di formazione ed informazione degli stakeholders.

Sorveglianza passiva sia nel settore domestico che dei selvatici

Il Ministero ne ribadisce l’importanza “fondamentale”. Per i selvatici “dovrà essere sottoposto a campionamento ogni cinghiale rinvenuto morto o incidentato o abbattuto in condizioni particolari”. Il raggiungimento del target minimo di cinghiali morti da prelevare “non rappresenta un motivo per interrompere l’attività di campionamento”- precisa la nota ministeriale. Quanto ai domestici, la Direzione generale raccomanda l’innalzamento del livello di allerta nel caso di riscontro di “qualunque tipo di sospetto come definito dalla documentazione tecnica”. Vanno garantiti, inoltre, “almeno due campionamenti settimanali per regione di capi morti negli allevamenti selezionati secondo i criteri di rischio indicati dal Piano”.

La PSA è soggetta a denuncia obbligatoria secondo quanto previsto dal Regolamento di Polizia Veterinaria (RPV). Tutti i soggetti individuati dall’articolo 2 del RPV sono tenuti alla comunicazione anche del sospetto di Peste Suina Africana. I dati relativi ai focolai vengono notificati alla Commissione Europea, attraverso il SIMAN (Sistema Informativo Malattie Animali Nazionale).

Gli allegati

Nota-trasmissione-piano-PSA-2020

PSA-piano-di-sorveglianza-in-Italia-ed-eradicazione-in-Sardegna

ACCORDO_STATO_REGIONI_25_LUGLIO_2019

Linee-guida-sorveglianza-passiva-PSA

Scheda-domestici-SINVSA

Scheda-cinghiali-SINVSA

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