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Peste suina africana: primo focolaio identificato in un cinghiale selvatico in Polonia. La notifica all’Oie

Per la prima volta nella storia del paese, la Polonia ha notificato all’Oie un caso di Peste Suina Africana. Secondo quanto riportato in un comunicato del Ministero dell’Agricoltura polacco la PSA è stata identificata il 13 febbraio in un cinghiale selvatico morto a circa 900 metri dal confine con la Bielorussia, nell’ambito del programma di controllo e monitoraggio per la Peste Suina Africana.

Va sottolineato che il 24 gennaio in Lituania sono stati confermati due casi di PSA in cinghali selvatici vicino al confine con la Bielorussia, tanto da indurre il sospetto che gli animali infetti provengano proprio dalla Bielorussia e che questo ha provocato il bando della Russia all’importazione di carne suina Europea.

“Una restrizione del commercio senza precedenti” che ha “un serio impatto economico su tutti gli operatori europei” ed è una risposta “sproporzionata e contraria ai principi del commercio internazionale” ha commentato il commissario della DG Sanco Tonio Borg. “Le ultime prove scientifiche dimostrano che i due casi lituani”  – ha aggiunto Borg  – provengono in realtà dalla Bielorussia e “sono legati ad un tentativo senza successo di controllare una prolungata presenza del virus nelle regioni occidentali della Russia”.

La notifica Oie

A cura della segreteria SIVeMP

19 febbraio 2014 

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