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Pfizer-Moderna, richiamo dopo tre mesi l’idea del governo per salvare le vacanze. Aifa dà il via libera. E un nuovo studio su Nature dice: così il farmaco è ancora più efficace

La Stampa. Superare l’impasse dei richiami per chi è in vacanza dando la possibilità di posticipare a 3 mesi la seconda dose anche di Pfizer e Moderna. L’idea si fa strada tra governo e regioni, mentre aumenta lo schieramento favorevole tra esperti e scienziati. Perché sulla strada finalmente in discesa della campagna vaccinale c’è una mina da disinnescare: quella di chi, soprattutto tra i giovani che si sentono più immuni, è tentato di rinviare a dopo l’estate la puntura per paura di dover poi rientrare in città a fare il richiamo in vacanza.
In un Paese digitalmente alfabetizzato ci sarebbe una banca dati vaccinale nazionale in grado di risolvere il problema, ma così non è da noi, dove sei Regioni hanno adottato la piattaforma di Poste per gestire prenotazioni e richiami, mentre nelle altre ognuna ha fatto da sè. Con il risultato che i sistemi non si parlano, per cui se il signor Rossi fa la prima dose a Torino diventa difficile poi che qualcuno sappia che deve fare il richiamo a Riccione dove riposa sotto l’ombrellone.
«Stiamo valutando l’ipotesi di poter fare i richiami in vacanza, ma vedo molto difficile per chi va a fare una o due settimane di ferie in un luogo fare il vaccino lì», ammette il presidente della Conferenza delle regioni, il friulano Massimiliano Fedriga. Così la soluzione a portata di mano sembra essere diventata di fare i richiami più in là. Tanto più che un recente studio dimostrerebbe come spostando a tre mesi il richiamo gli anticorpi generati dal vaccino triplichino. Che si possa fare ne è convinto il presidente dell’Aifa, Giorgio Palù, che fa parte anche del Cts. «Per i vaccini è molto importante la risposta cellulo-mediata e questo è così vero che sulla rivista Nature è uscito un lavoro che dimostra come ritardando di 90 giorni la seconda dose con un vaccino a mRna la risposta che si ottiene è ancora più forte» ha sostenuto in audizione in commissione sanità al Senato. «La seconda dose può essere posticipata di alcune settimane», rilancia il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. «Questo vuol dire che si può fare prima della partenza ma anche al ritorno, credo che sia una cosa di buon senso». Anche se poi lancia l’idea dei “grandi hub” per i villeggianti.
I tecnici del ministero della Salute stanno studiando la pratica, a cominciare dalla solidità dello studio pubblicato su Nature: secondo la prestigiosa rivista scientifica il vaccino è ancora più efficace con il posticipo. Ma lo slittamento a tre mesi dei richiami di Pfizer e Moderna divide gli scienziati e il Cts. «Ad oggi non c’è motivo di estendere ancor di più il richiamo perché abbiamo abbondanza di vaccini», taglia corto l’immunologo della Statale di Milano e componente dello stesso comitato, Sergio Abbrignani, che però sembra ignorare il problema villeggiatura. Ben presente invece nella testa dei governatori che stanno studiando un pian alternativo: dosi anticipate o posticipate di pochi giorni per non rovinare a nessuno le sospirate vacanze. —

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