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Piano taglia-oneri uffici, si punta sui «costi standard»

Spesa pubblica. Raccordo tra spending review e riforma della pubblica amministrazione

Un raccordo tra la spending review e la riforma della pubblica amministrazione. Per il momento è un’idea che non è stata ancora messa nero su bianco. Ma nei fatti il punto d’incontro tra i due interventi che avranno una ricaduta diretta in termini di contenimento della spesa è obbligato. Un incrocio che potrebbe essere visibile nelle prossime settimane al momento della stesura del piano tagli-oneri burocratici a carico delle amministrazioni, in cui potrebbe essere previsto anche il ricorso allo strumento dei “costi standard” già ipotizzato in passato (oltre che per il federalismo) per il funzionamento dei ministeri. Al ministero della Pubblica amministrazione, guidato da Filippo Patroni Griffi, dove si sta mettendo a punto la fase attuati-va del programma di semplificazioni e si sta preparando il terreno al prossimo intervento taglia-oneri, il riferimento ai “costi standard” diventa sempre più frequente. Un meccanismo che potrebbe essere utilizzato per frenare gli sprechi per adempimenti burocratici delle varie amministrazioni (comunicazioni procedure, atti, certificati, spese postali e via dicendo) ma anche per alleggerire i costi amministrativi sulle piccole e medie imprese. Prima però di rendere operativo un intervento di questo tipo dovrà essere completata la mappa di tutti gli adempimenti amministrativi (la cosiddetta “misurazione”) a livello statale e regionale. Il censimento riguarderà anche la tempistica ovvero la durata delle procedure “effettiva” e non quella dichiarata da strutture centrali ed enti territoriali. Per le Regioni sarà previsto un programma taglia-oneri ad hoc, dove i costi standard, già contemplati dal federalismo, potrebbero avere un ruolo centrale. Il piano regionale dovrà poi amalgamarsi con quello statale. Un’operazione che sarà affinata tra la fine di giugno e i primi di luglio nel rispetto della tabella di marcia per l’attuazione del decreto sulle semplificazioni da poco approvato dal Parlamento. Non è escluso che l’ipotesi “costi standard” abbia fatto capolino anche durante l’incontro di martedì tra Piero Giarda, Vittorio Grilli e lo stesso Patroni Griffi sul piano di spending review. La priorità resta utilizzare i risparmi di spesa per centrare il pareggio di bilancio fissato nel ao13. Ma sulla tempistica potrebbe anche esserci un’accelerazione, almeno per quanto riguarda una parte dell’intervento. La relazione del ministro Giarda dovrebbe essere presentata al prossimo Consiglio dei ministri. Una relazione che partirà dalla ricognizione fatta anche sulla base delle indicazioni arrivate dai primi ministeri chiamati a fornire indicazioni per il piano di revisione della spesa, ma che citerà anche diverse criticità su cui intervenire. Nella prima fase, come si legge nel Programma nazionale di riforma inviato a Bruxelles, i progetti di revisione riguarderanno la spesa sostenuta dalle amministrazioni centrali per «i servizi da loro prodotti o acquistati, i programmi di infrastrutture e quelli «di trasferimenti finanziaria a individui o imprese».

GLI INTERVENTI

Spending review

• Il piano è quello al quale sta lavorando il ministro Piero Giarda in collaborazione con il ministro Filippo Patroni Griffi e il viceministro dell’Economia, Vittorio Grilli, per riorganizzare e razionalizzare la spesa delle amministrazioni centrali e, in una seconda fase, anche delle Regioni. La relazione Giarda nella quale saranno individuate le “criticità” su cui intervenire dovrebbe approdare al Consiglio dei ministri domani o la prossima settimana

Piano tagli-oneri burocratici

• Il piano per tagliare gli oneri burocratici a carico delle stesse amministrazioni dovrà essere definito dal ministro Patroni Griffi entro l’inizio di luglio. Possibile un ricorso ai “costi standard” per razionalizzare le spese degli uffici soprattutto a livello regionale

Il Sole 24 ore – 26 aprile 2012

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