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Profilassi varroa, il Ministero fornisce indicazioni operative sull’applicazione dell’ordinanza 17 febbraio 1995

varroa-in-celletta-di-covataLa Direzione generale della sanità animale ha inviato una nota alle Regioni in cui fornisce indicazioni operative sull’applicazione dell’ordinanza ministeriale 17 febbraio 1995 per la profilassi della varroa. L’ordinanza in questione disciplina la gestione dei focolai prevdendo, tra l’altro, l’applicazione di misure quali il sequestro dell’apiario colpito, l’esecuzione di controlli di tipo clinico e parassitologico, nonche l’applicazione di trattamenti disinfestanti. A questo riguardo, visto che le definizioni contenute nell’ordinanza si prestano a interpretazioni molteplici con la conseguenza che le modalità di gestione dei focolai risultano diversificate sul territorio nazionale, il Ministero ha chiesto un parere al Centro di referenza nazionale per l’apicoltura sulle modalità di esecuzione dei controlli.

Ciò premesso la Direzione generale per la corretta applicazione dell’ordinanza fa presente:

Per quanto riguarda la definizione di caso di varroasi ai fini della denuncia questo deve essere inteso come una forma clinica di infestazione delle api da parte di Varroa destructor con evidenza di api con varroe in fase foretica, api con addome deforme, piccolo o atrofizzato.

Parimenti interventi diagnostici negli apiari presenti nel raggio di 5 Km devono essere solo di tipo clinico con l’obiettivo di individuare altri apiari con lesioni di Varroa destructor; parimenti la revoca delle misure di sequestro dovrà essere effettuata solo alla completa remissione dei sintomi clinici degli apiari colpiti o in alternativa a seguito della distruzione degli alveari che presentano sintomatologia clinica.

 Per quanto concerne gli apiari sotto sequestro questi dovranno essere sottoposti a trattamenti antivarroa secondo le modalità individuate dal veterinario ufficiale. In alternativa si potrà procedere alla distruzione dell’apiario o di parte di esso qualora il veterinario ufficiale ritenga che il trattamento non sia comunque in grado di assicurare la sopravvivenza della famiglia.

Il Centro di referenza nazionale ha inoltre posto l’accento sulla necessità di rendere più efficace sul terriorio nazionale il contenimento della infestazione da varroa attraverso la realizzazione sistematica di trattamenti tecnici e farmacologici in tutti gli apiari. A questo proposito il Crn fornisce una scheda riguardanti i vari trattamenti e le modalità di esecuzione (allegato 1).

Per una buona efficacia i trattamenti dovranno essere eseguiti in tutti gli apiari presenti in aree territoriali omogenee dal punto di vista eco-ambientale nel medesimo arco temporale.

A cura Sivemp Veneto – 22 luglio 2013 – riproduzione riservata

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