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Programma nazionale riforme. Ecco le 5 azioni per la sanità. Sostenibilità del Ssn, Patto per la Salute da perfezionare, revisione Lea e sistema remunerazione prestazioni, prevenzione

Nella terza sezione del documento, ossia il Programma nazionale di riforma, il Governo fissa per il prossimo triennio alcuni obiettivi già contenuti nel Patto per la salute. Tra quelli indicati nel capitolo “welfare e salute” ci sono la semplificazione degli adempimenti per le persone con disabilità, l’assicurazione a tutti i cittadini della prenotazione delle prestazioni sanitarie per via telematica o per telefono e l’accesso ai referti online o in farmacia. In questo modo si eliminano file inutili e si riducono costi e perdite di tempo per milioni di italiani, spiega il documento.

Ma le azioni che il Governo intende mettere in campo nel triennio 2015-2018 per migliorare programmazione e assistenza sono riassunte nel cronoprogramma dell’Esecutivo, in cui si traccia anche un bilancio delle azioni già intraprese nell’ultimo semestre, quello di presidenza Ue italiana.

Queste le cinque azioni operativamente previste:

1. Ripensare il Servizio sanitario in un’ottica di sostenibilità ed efficacia

Il Ssn ha oggi di fronte una sfida assistenziale “imponente” per conciliare il mantenimento degli standard e dei risultati fin qui raggiunti con le esigenze di razionalizzazione della spesa pubblica. In questo comparto secondo il Def ci sono spazi per la riduzione di aree di spreco e per l’allineamento delle spese ai costi standard. La sostenibilità finanziaria del Ssn nel medio-lungo periodo, anche in relazione alle tendenze demografiche, ha come punto di partenza lo sviluppo del modello di governance del settore sanitario e al tempo stesso si basa sul ripensamento dell’attuale modello di assistenza, con l’obiettivo di garantire prestazioni rivolte a chi ne ha effettivamente bisogno.

Le azioni. Predisporre il nuovo Piano nazionale di Prevenzione, attraverso la modifica e l’aggiornamento di quello attuale, prestando attenzione: alla prevenzione di tutti i comportamenti a rischio, alle tossicodipendenze, al piano nazionale per le vaccinazioni e agli interventi per la sicurezza sul lavoro. E’ poi necessario sistematizzare la raccolta di dati in modo da rendere operativo il fascicolo sanitario elettronico a aiutare così anche le valutazioni dei decisori. In generale va dato impulso all’informatizzazione dei processi di assistenza, allo sviluppo e alla diffusione della sanità elettronica in modo che la sanità in rete diventi una componente strutturale del Ssn come indicato anche nel Patto per la sanità digitale, introdotto sempre con il Patto sulla salute.

2. Patto per la salute per il triennio 2014-2016

Per la programmazione sanitaria bisogna perfezionare il nuovo Patto per la salute per il triennio 2014-2016, definendo gli aspetti finanziari e programmatici tra Governo e Regioni. Monitorare la sostenibilità economica del Ssn per assicurare l’equilibrio tra il sistema delle prestazioni e quello dei finanziamenti, raggiungendo l’equilibrio tra efficacia ed efficienza attraverso il rispetto di criteri di costi definiti nell’ambito dei rapporti di Stato-Regioni. Sarà necessario proseguire il percorso di individuazione dei costi e dei fabbisogni standard e rilanciare il sistema nazionale delle Linee-guida per favorire l’appropriatezza nella prescrizione ed erogazione delle prestazioni e introdurre strumenti di verifica del loro rispetto, promuovendo la trasparenza funzionale alla comunicazione con il cittadino e al controllo di legalità.

Le azioni. Avviare il riordino della rete ospedaliera nel rispetto dei nuovi standard qualitativi, strutturali, tecnologici e qualitativi e consolidare in tutte le Regioni le forme organizzative innovative della medicina territoriale fondate sulle aggregazioni dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta per consentire l’ulteriore trasferimento di attività a livello territoriale e favorire l’appropriatezza dei ricoveri ospedalieri. Individuazione dei costi e dei fabbisogni standard. Aggiornare i livelli essenziali di assistenza.

Questo servirà anche a raggiungere secondo il documento l’equilibrio tra il sistema delle prestazioni e quello dei finanziamenti.

 3. Ridisegnare il perimetro dei Lea e adottare l’approccio del Health Technology Assessment

Contemporaneamente il ministero dovrà dotarsi dei dati necessari per la costruzione degli strumenti di monitoraggio dei Lea attraverso una lettura integrata delle prestazioni, a partire da quelle ospedaliere e territoriali, con particolare riferimento all’assistenza residenziale, semi residenziale e domiciliare e con l’aggiunta di quelle prestazioni erogate in ambiti assistenziali a cavallo tra ospedale e territorio (emergenza-urgenza).

E nell’aggiornamento dei Lea si dovrà anche adeguare l’attività assistenziale alle innovazioni cliniche e tecnologiche verificatesi negli ultimi anni, soprattutto nelle aree dell’assistenza specialistica e dell’assistenza protesica ai disabili e potenziare le attività socio-sanitarie per la popolazione non-autosufficiente e con condizioni di fragilità.

Per migliorare l’attuale sistema di monitoraggio, è stato attivato un percorso per definire una metodologia più analitica che consideri l’appropriatezza, l’efficienza e l’efficacia dell’erogazione e le variazioni di queste dimensioni a livello sociale e geografico.

Le azioni. Vanno per questo identificate le opzioni assistenziali maggiormente efficaci dal punto di vista dei costi e per i pazienti e definita una regia nazionale per mantenere l’unitarietà del Ssn e garantire l’equità di accesso sul piano territoriale. E si deve portare a compimento e migliorare le scelte attuate nella scorsa legislatura in tema di responsabilità professionale e di precariato nelle professioni sanitarie.

4. Revisione e aggiornamento del sistema di remunerazione delle prestazioni sanitarie e servizi migliori

Il documento indica la necessità di provvedere alla revisione e all’aggiornamento del sistema di remunerazione delle prestazioni sanitarie.

Le previsioni sono di procedere con maggiore sostegno nelle attività di affiancamento, supportando le Regioni in provvedimenti e iniziative per rendere più efficaci e distribuite sul territorio le prestazioni erogate. Proseguiranno le attività sugli Accordi sui piani di rientro dai disavanzi sanitari per il miglioramento qualitativo del servizio sanitario regionale e l’efficientamento della spesa sanitaria. Si proseguirà nell’azione strategica finalizzata al riassetto organizzativo e funzionale dell’assistenza primaria, con un maggiore coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, secondo una logica di rete, per consentire la presa in carico globale del paziente da parte di un team multi professionale e multidisciplinare con competenze diversificate. Questo comporta secondo il documento la realizzazione di azioni programmatorie orientate alla riqualificazione del sistema delle cure primarie attraverso mediante l’adozione di modelli organizzativi che forniscano risposte assistenziali integrate con il sistema ospedaliero e dell’emergenza-urgenza con impulso all’attuazione da parte delle Regioni dei modelli organizzativi tra i quali le Aggregazioni funzionali territoriali (Aft) e le Unità complesse di cure primarie (Uccp). La riorganizzazione delle cure primarie è anche un elemento fondamentale del Piano Nazionale delle Cronicità, in fase di predisposizione come da previsione del Patto della Salute 2014- 2016.

E’ necessario anche assicurare tutti gli adempimenti in materia di circolazione dei servizi sanitari all’interno del territorio dell’Ue e per questo serve il coordinamento tra la disciplina e i Regolamenti in materia di sicurezza sociale.

Per migliorare la qualità e la sicurezza è necessario assicurare il monitoraggio degli eventi sentinella, attraverso il flusso informativo Simes. La sicurezza del percorso nascita dovrà prevedere una programma di attività di monitoraggio sistematico.

E’ poi centrale la prosecuzione del programma pluriennale di investimenti in edilizia e tecnologie sanitarie, per garantire nel tempo il mantenimento e il rinnovo del patrimonio nazionale delle strutture sanitarie.

E si dovrà potenziare il ruolo delle farmacie convenzionate e in particolare la farmacia dei servizi e promuovere in ogni ambito la trasparenza funzionale alla comunicazione con il cittadino e al controllo di legalità.

Le azioni. Accordi sui Piani di rientro dai disavanzi sanitari; proseguire nell’azione strategica finalizzata al riassetto organizzativo e funzionale dell’assistenza primaria; riqualificazione del sistema delle Cure Primarie; monitoraggio degli eventi sentinella attraverso il flusso informativo SIMES; potenziare il ruolo delle farmacie convenzionate e in particolare la Farmacia dei Servizi; promuovere in ogni ambito la trasparenza funzionale alla comunicazione con il cittadino e al controllo di legalità.

5. Legge cornice sull’autismo

Infine la commissione Igiene e Sanità del Senato ha dato il via libera alla prima legge-cornice sull’autismo. Il Ddl di natura ordinamentale, dedicata spazio al capitolo formazione. Formazione che significa potenziare il canale scolastico prevedendo nella legislazione nazionale una preparazione ad hoc degli insegnanti di sostegno, ma anche puntare su interventi a tutto tondo, frutto di addestramenti mirati sul territorio, di un’integrazione sociosanitaria necessaria per l’attuazione della legge, della valorizzazione del volontariato e del terzo settore.

Le azioni. Due i criteri cardine: a) l’importanza della diagnosi precoce e l’attivazione di servizi di terapia riabilitativa intensiva. L’Istituto superiore di Sanità aggiorna le Linee guida sul trattamento dei disturbi dello spettro autistico in tutte le età della vita sulla base dell’evoluzione delle conoscenze fisiopatologiche e terapeutiche; b) la diagnosi precoce, cura e trattamento individualizzato sono prestazioni assegnate alle Regioni in base all’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza. Le Regioni possono individuare centri di riferimento per coordinare i servizi, stabilire percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali per la presa in carico di minori, adolescenti e adulti verificandone l’evoluzione. Adottano poi misure per: unità funzionali multidisciplinari, formazione degli operatori, definizione di équipe territoriali, figure di coordinamento, continuità dei percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali nel corso della vita della persona, progetti dedicati alle famiglie, disponibilità sul territorio di strutture residenziali e semiresidenziali accreditate, pubbliche e private. Sono previste anche azioni per promuovere la presa in carico e l’integrazione sociale e lavorativa delle persone con disturbo dello spettro autistico. 

Quotidiano sanità – 11 aprile 2015

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