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Protezione degli animali utilizzati a fini scientifici: via libera dal Cdm al recepimento della direttiva europea

palazzo chigi giornoIl Consiglio dei ministri di ieri ha dato il via libera al decreto legislativo di recepimento della normativa Ue sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici (Dir. 2010/63/Ce) che punta ad assicurare un elevato grado di protezione degli animali coinvolti e nel lungo periodo operare con l’obiettivo della loro completa sostituzione con metodi alternativi. La direttiva introduce disposizioni che mirano alla sostituzione e alla riduzione dell’uso di animali nelle diverse procedure e al miglioramento dei metodi di allevamento, sistemazione, cura ed uso, nonché norme relative alla loro origine, marcatura, cura, sistemazione e soppressione, all’attività degli allevatori, dei fornitori e degli utilizzatori. Obiettivo della disciplina comunitaria, limitare il più possibile l’uso di animali negli esperimenti, in particolare di vertebrati e cefalopodi

Inoltre si impone di ricorrere ad alternative ogni qualvolta possibile, sempre assicurando che la ricerca nell’Ue mantenga livelli qualitativi di eccellenza.

Il termine ultimo per il recepimento nella normativa nazionale è scaduto il 10 novembre del 2012: la Commissione Ue aveva trasmesso all’Italia una lettera di costituzione in mora il 31 gennaio 2013, cui ha fatto seguito un parere motivato il 21 giugno 2013. L’Italia aveva inizialmente dichiarando che l’attuazione era prevista per il dicembre 2013. L’ulteriore rinvio ha deteminato la denuncia da parte della commissione Ue alla Corte di giustizia del Lussemburgo.

L’iter di recepimento è stato accompagnato da roventi polemiche a causa dei vincoli restrittivi introddotti nel testo di recepimento, con ulteriori divieti e obblighi per i ricercatori: tra questi, il divieto di xenotrapianti, cioè il trapianto tra organi di specie diverse, e sostanze d’abuso, il divieto di esperimenti e procedure che non prevedono anestesia o analgesia e di quelli condotti su cani, gatti e primati non umani e l’orientamento della ricerca all’impiego di metodi alternativi. Paletti che secondo numerosi rappresentanti del mondo scientifico avrebbero avuto la capacità di bloccare gran parte degli studi di biomedicina e farmacologia

Il Sole 24 Ore sanità – 1 marzo 2014 

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