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Pubblico impiego, il blocco degli stipendi si estende. Dal 2010 è già costato fino a 5.000 euro ad ogni dipendente

dirigenti stato soldiUna perdita di alcune migliaia di euro, almeno 4-5.000 in termini lordi dal 2010 ad oggi, per il solo effetto dei mancati rinnovi contrattuali. Il congelamento delle retribuzioni dei dipendenti pubblici ha dato in questi anni un aiuto notevole al bilancio dello Stato, ma indubbiamente ha danneggiato in modo altrettanto consistenti i bilanci privati degli interessati, che infatti negli ultimi giorni si stanno facendo sentire per cercare di scongiurare un ulteriore prolungamento del blocco. Tra i più attivi nella protesta ci sono i rappresentanti delle forze dell’ordine, che al pari degli altri lavoratori (tranne pochissime eccezioni) vedono i propri stipendi inchiodati ai livelli di quattro anni fa. Per di più, come ha ricordato il responsabile Settori pubblici della Cgil Michele Gentile, l’eventuale nuova stretta si applicherebbe ad una platea ancora più vasta di dipendenti.

Questo a causa delle recenti norme che estendono il regime contrattuale delle pubbliche amministrazioni anche alle società partecipate.

LE RISORSE DA TROVARE

II sottosegretario alla presidenza Graziano Delrio ha fatto sapere che il relativo dossier non è mai arrivato a Palazzo Ghigi. Il punto però è che non si tratta di tagliare una voce di spesa già prevista, ma al contrario di reperire risorse fresche per finanziare la nuova stagione di rinnovi. Insomma se non si fa nulla per trovare questi soldi la prosecuzione del blocco è nei fatti, anche se poi serve naturalmente un provvedimento per formalizzarla. Se invece ci fosse un’apertura da parte dell’esecutivo, allora potrebbe iniziare la discussione per il rinnovo relativo al triennio 2015-2017. Anche in questo caso però i dipendenti pubblici si porterebbero dietro il danno economico subito dal 2010 in poi. Per provare a quantificarlo, si può fare un confronto con la dinamica delle retribuzioni contrattuali nel settore privato, che per la verità nello scorso decennio aveva potuto contare su rinnovi meno generosi di quelli concessi nel pubblico. Dal dicembre del 2010 fino allo scorso giugno impiegati e quadri privati hanno avuto un incremento medio di poco superiore al 7 per cento. Applicando lo stesso aumento agli stipendi medi dei dipendenti pubblici (al lordo delle trattenute contributive e fiscali) si avrebbe una teorica crescita del reddito che oscilla tra i circa 1.700 euro dei dipendenti delle autonomie locali, il cui trattamento è relativamente più basso, ai 2.300-2.400 di forze dell’ordine e militari. Naturalmente l’effetto netto è minore.

tabella blocco contratti-1LE ALTRE VOCI CONGELATE

Se a questi importi si aggiungono quelli più contenuti che sarebbero gradualmente maturati nel corso degli anni – sempre nell’ipotesi di una dinamica simile a quella dei privati – la perdita cumulata è compresa tra i 4.000 e i 5.800 euro, con un valore medio di circa 4.700 per il complesso della pubblica amministrazione. Le cifre non comprendono altre voci al di fuori dei contratti nazionali come premi o incentivi, ugualmente bloccate dalla stretta del 2010 che oltre ai contratti ha congelato qualsiasi incremento individuale; con l’eccezione di alcune categorie come i magistrati (in quanto non contrattualizzati) e i lavoratori della scuola che hanno avuto la possibilità di recuperare almeno gli scatti di anzianità.

Luca Cifoni – Il Messaggero – 23 agosto 2014 

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