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Quanti neo-dottori servono. Fabbisogno 2013-2014 veterinari, medici e odontoiatri: ecco l’Accordo Stato-Regioni

1a1a1a1a_0a0a1aaaaMedico-450Sxc1314902_99313658Paolo Del Bufalo. Approda in Stato-Regioni la richiesta ufficiale di posti per le lauree di area medica. Giochi ancora aperti per le professioni. Per i medici 11.923 posti, 988 per gli odontoiatri, 716 per i veterinari e 2.859 in tutto tra farmacisti (578), psicologi (525), biologi (409), chimici (177) e fisici (170). Per i medici il Miur ne ha già messi a bando poco più di 10mila e ha già provveduto anche per odontoiatri e farmacisti. Con troppi posti, secondo la FnomCeO secondo cui dopo lo stop alle pensioni precoci ne bastano 9mila per evitare il ripetersi della pletora degli anni ’80. Da notare la particolarità di veterinaria: il ministero dell’Università con il decreto 334 del 24 aprile di posti ne ha messi a bando 825, rispetto alla richiesta di ministero e Regioni quindi 109 in più. Guarda le tabelle

Ma Regioni e ministero della Salute rilanciano, alzano la quota dei futuri dottori e aggiungono al carnet quasi 32mila posti per le lauree triennali nelle 22 professioni sanitarie e 1.687 per le loro lauree biennali specialistiche

Sono questi i numeri ufficiali delle richieste di ministero della Salute e Regioni scritte negli schemi di accordo sul fabbisogno di posti a bando per le lauree di area sanitaria consegnati alla Stato-Regioni per essere messi in calendario in uno dei prossimi incontri.

I dati di ministero della Salute e Regioni sono del tutto sovrapponibili per quanto riguarda le lauree magistrali e differiscono di poco per quelle delle professioni sanitarie. Per quanto riguarda le professioni sanitarie, rispetto alle prime proiezioni, sono stati ridotti gli esuberi per i tecnici di laboratorio, radiologia, prevenzione e neurofisiopatologia, tutti da parte della Regione Lazio. «In realtà pero – spiega Angelo Mastrillo, segretario della Conferenza dei corsi di laurea delle professioni sanitarie e membro dell’Osservatorio sulle professioni sanitarie – non è finita perché anche con queste riduzioni restano esuberi per i tecnici di laboratorio che sono 1.164 invece di 1.000 e per quelli di radiologia: 1.309 invece di L000. E vero che il ministero della Salute ha indicato di ridurre rispettivamente per queste due professioni altri 100 e 90 posti, ma dovrebbe indicare anche dove dovrebbero avvenire le riduzioni, altrimenti non si ottengono risultati».

Per medicina il ministero dell’Università con il decreto 334 del 24 aprile di posti ne ha messi a bando 10.021, per odontoiatria 954 e per veterinaria 825, rispetto alla richiesta di ministero e Regioni quindi rispettivamente 902 in meno per medicina, 34 in meno per odontoiatria e 109 in più a veterinaria. A questi si aggiungono per gli studenti non comunitari non soggiornanti 555 a medicina, 86 a odontoiatria e 104 a veterinaria.

La richiesta di posti per medicina è comunque superiore di quasi 2mila unita rispetto a quella della FnomCeO. Questo perché il temuto massiccio esodo dei medici dal 2015, non bilanciato dalla cosiddetta gobba pensionistica della pletora dei medici degli anni ’80, subirà invece un forte rallentamento nei prossimi 10 anni fino al 2025 e secondo la federazione circa 9mila posti bastano a coprire il turnover e scongiurare il rischio della carenza ipotizzata per il futuro, mentre una programmazione che ecceda questi numeri appare eccessiva e rischierebbe di provocare una futura nuova area di disoccupazione/sottoccupazione medica.

Diverso invece il discorso per le professioni sanitarie. La determinazione ufficiale del Miur non c’è ancora stata ma secondo Mastrillo i posti finali potrebbero essere gli stessi (27.350) dello scorso anno accademico 2012-13, di cui 16mila per solo per gli infermieri. Come già sottolineato però la richiesta di ridurre il fabbisogno per alcune professioni è stata accolta nella programmazione di ministero e Regioni solo in parte e, quindi, potrebbero esserci ulteriori riduzioni prima della programmazione finale. Per le lauree biennali specialistiche delle professioni sanitarie invece la richiesta è di L687 posti, 457 in meno rispetto a quelli messi a bando lo scorso anno.

Per quanto riguarda la laurea in medicina le differenze maggiori dell’assegnazione reale dei posti (che ricalca un turn over medio al 2,7% rispetto agli iscritti agli Ordini) rispetto alle richieste di Salute e Regioni si hanno soprattutto in Campania, Veneto e Lazio dove ne sono stati assegnati molti meno di quelli previsti nel fabbisogno, mentre al contrario ne sono stati assegnati di meno in Lombardia, Puglia e Calabria.

La distribuzione dei posti assegnati dall’Università è decrescente: 39% al Nord, 31% al Centro e 30% al Sud, mentre rispetto alla richiesta delle Regioni avrebbe dovuto essere del 41% al Nord, 27% al Centro e 32% al Sud. Il numero maggiore di posti, comunque è in entrambi i fabbisogni maggiore nel Lazio, seguito secondo le richieste delle Regioni dalla Campania e poi dalla Lombardia, mentre nell’assegnazione dell’Università è seguito dalla Lombardia e poi dalla Campania. Negli ultimi anni il rapporto tra lauree in medicina e odontoiatria e quelle delle professioni sanitarie si è stabilizzato in una proporzione del 29% delle prime due (26% medicina e 3% odontoiatria) e 71% delle altre, dopo un avvio alla fine degli anni ’90 in cui le lauree magistrali erano intorno al 45% e quelle triennali, appena costituite, al 55% e un periodo agli inizi degli anni 2000 e fino al 2008-2009 di calo ulteriore per medicina (dovuto all’allarme pletora), scesa fino al 24% di posti dell’area medicina contro il 76% assegnati alle professioni sanitarie. Un’ultima analisi possibile grazie ai dati elaborati dall’Osservatorio sulle professioni sanitarie è quella relativa per l’area medica al rapporto tra posti a bando e docenti.

Questi ultimi sono in calo a partire dal 2008-2009 e sono scesi nello scorso anno accademico a 11.818 contro i 13,393 del 2006-2007. Al contrario quindi dell’andamento del fabbisogno di studenti che, sempre in crescita costante per le professioni sanitarie, ha ripreso a salire per medicina e odontoiatria proprio nel 2008-2009. In questo senso, dal 1997-1998 fino allo scorso anno accademico i posti delle professioni sanitarie sono cresciuti del 217%, quelli di medicina del 57%, di odontoiatria del 70%, mentre i docenti sono aumentati solo dell’8 per cento.

Il Sole 24 Ore sanità – 21 maggio 2013

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