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Rapporto Ceo choc su Efsa: conflitti di interesse alle stelle. Metà dei ricercatori ha rapporti stretti con l’industria

Corporate Europe Observatory pubblica una relazione: metà dei 209 ricercatori di EFSA avrebbe relazioni strette con l’industria. Pronta la replica di EFSA: regole più stringenti che dalle altre parti

Negli ultimi anni EFSA, complice anche il Parlamento Europeo, ha certamente rivoluzionato il proprio rapporto con le industrie, nel segno di una maggiore indipendenza. Qualcuno ad esempio, ricorderà la eurodeputata Luisa Macovei, che mise sulla graticola l’Authority nel 2012, vincolando l’approvazione del budget a consuntivo del 2010 all’adozione di regole stringenti sul Conflitto di Interessi. Ovvero, quelle situazioni in cui (definizione OCSE) “un individuo o un’organizzazione-sia essa pubblica o private- sia in una posizione tale da sfruttare le proprie capacità professionali o di ruolo, in qualche modo, per interesse personale o organizzativo”. Più banalmente, conflitti di interesse classici sono quelli in cui un ricercatore indipendente sulla carta abbia poi legami (finanziari soprattutto) con l’industria cui debba valutare la sicurezza dei prodotti.

La discussione è stata lunga, come abbiamo documentato: EFSA infatti ha per lungo tempo cercato di affermare che la presenza di interessi non implica in quanto tale conflitti di interesse; il Parlamento Europeo per contro, ha sempre sottolineato che quel che rileva è la situazione, ovvero la mera possibilità. Alla fine, EFSA ha adottato una nuova policy corporate sul Conflitto di interessi. Definita, dalla valutazione di Ernst&Young, alla avanguardia tra tutte le agenzie indipendenti UE.  Ricercatori che provengano dall’industria non possono per almeno due anni partecipare ai gruppi scientifici di EFSA; ricercatori sovvenzionati l’anno precendente per almeno il 25% dei propri fondi dall’industria, parimenti sono sottoposti a restrizioni circa la loro capacità di partecipare ai gruppi scientifici. Inoltre, il controllo a campione sulle Dichiarazioni di interesse compilate dai ricercatori sono divenute uno strumento chiave della nuova policy. Oltre ad una Dichiarazione di interessi (DoI) annuale, i ricercatori dei panel devono sottoporsi ad una DoI per ogni specifico incontro cui partecipano.

Ma le cose sembrano ancora…da migliorare. Questo è quanto promette il rapporto di CEO.

Sicurezza Alimentare Coldiretti – 30 ottobre 2013 

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