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Regione Veneto, anni di risparmi e tagli bruciati da 40 milioni di «multa». Gli accantonamenti salderanno la causa persa con Net e Astaldi

È raro che Valdo Ruffato (Ncd), presidente del consiglio regionale, si rivolga direttamente ai giornalisti. «Ma questa volta faccio un appello: la politica è un servizio, bisogna distinguere tra i ladri e gli onesti. L’Aula ha lavorato per ridurre i costi della politica e oggi posso dire con orgoglio che questa operazione ha ridotto i costi di gestione del 20%, pari a quasi dodici milioni di euro».

E in effetti, rispetto al 2010 quando palazzo Ferro Fini costava più di 61 milioni di euro all’anno, grazie ai tagli, alla progressiva riduzione delle indennità dei consiglieri regionali, alla diminuzione del personale e alla sparizione dei vitalizi, oggi tutta l’Aula costa «appena» 50 milioni. «Nel panorama delle Regioni italiane l’assemblea veneta è la migliore», aggiunge il vicepresidente Raffaele Grazia (Fp) avanzando l’ipotesi di accorpare tutti gli uffici nel vicino palazzo Torres Rossini (che la Regione non riesce a vendere) per tagliare sugli affitti degli altri stabili.

Peccato però che ieri tutti gli sforzi fatti dai consiglieri per risparmiare una decina di milioni siano stati vanificati da un paio di multe che insieme costano quattro volte tanto. Le minori spese dovute ai miglioramenti di gestione di tutto l’impianto regionale (quindi anche della giunta) e le maggiori entrate delle imposte – un totale di oltre 40 milioni di euro – sono infatti stati interamente bruciati dall’accantonamento fatto per pagare il conto a Net Engineering (30,5 milioni) e ad Astaldi Srl (9,5 milioni). «La manovra di assestamento che vale 58 milioni è fortemente condizionata dalle cause passate in giudicato che costano 40 milioni», ha spiegato Costantino Toniolo (Ncd) a cui ha subito ribattuto Piero Ruzzante (Pd) convinto che si tratti «di un bilancio di pignoramento più che di assestamento». Due terzi se ne vanno infatti per pagare le multe «dovute – continua Ruzzante – alla totale mancanza di strategia della giunta che dopo cinque anni continua a navigare a vista». «Con gli interessi che stiamo pagando avremmo potuto avviare ogni giorno una nuova pratica per un lavoratore socialmente utile», aggiunge Stefano Peraro (Udc). «Ci troviamo a sprecare 40 milioni di euro e non sappiamo ancora perché», rincara la dose Claudio Sinigaglia (Pd). In realtà qualcosina la sappiamo. Sappiamo per esempio che in tutti questi anni nessun dirigente regionale ha firmato una lettera di opposizione alla richiesta di soldi di Net Engineering (lo ha ricordato Stefano Fracasso del Pd) e che l’intera partita è stata giocata dall’ex assessore Renato Chisso che in giunta avrebbe sempre tranquillizzato i colleghi inquilini di palazzo Balbi sulla buona riuscita della causa contro le due aziende di progettazione del sistema ferroviario metropolitano regionale. Le vicende di Net e di Astaldi, iniziate almeno quindici anni fa sotto la giunta Galan, però non sono destinate a concludersi perché gli uffici della Regione stanno preparando un nuovo ricorso: «Sono cifre che nascono lontano e che ci troviamo a gestire», ha ricordato l’assessore al Bilancio Roberto Ciambetti. Il voto sull’assestamento di bilancio è stato rimandato a questa mattina. La votazione finale era prevista entro il 30 settembre di quest’anno. (Avete letto bene: siamo un po’ in ritardo).

Alessio Antonini  – Corriere del Veneto – 18 dicembre 2014 

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