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Relazione 2013 sul controllo ufficiale degli alimenti e delle bevande. I dati dell’attività dei servizi veterinari

C 17 notizie 1739 paragrafi paragrafo 0 immagine«Ancora numerose, e in un certo senso non risolte, sono le irregolarità riscontrate nell’igiene generale, del personale e dell’Haccp». Il Ministero della salute ha trasmesso al Parlamento la relazione “Vigilanza e controllo degli alimenti e delle bevande in Italia – anno 2013”. Il controllo ufficiale degli alimenti e delle bevande ha la finalità di verificare e garantire la conformità dei prodotti alle disposizioni dirette a prevenire i rischi per la salute pubblica, a proteggere gli interessi dei consumatori ed assicurare la lealtà delle transizioni. Il controllo riguarda sia i prodotti italiani, o di altra provenienza, destinati ad essere commercializzati sul territorio nazionale, che quelli destinati ad essere spediti in un altro Stato dell’Unione europea oppure esportati in uno Stato terzo.

I controlli ufficiali sono eseguiti in qualsiasi fase della produzione, della trasformazione, della distribuzione, del magazzinaggio, del trasporto, del commercio e della somministrazione. La relazione riporta i risultati ottenuti attraverso un controllo effettuato sullo stato e le condizioni igieniche degli impianti utilizzati per la produzione di generi alimentari; sulle materie prime e gli ingredienti utilizzati; sui prodotti semilavorati e finiti; sui materiali a contatto con gli alimenti; sull’etichettatura e sui mezzi di conservazione. Su 327.021 unità operative controllate (erano 319.650 nel 2012), le infrazioni sono state 52.395 (50.780 nel 2012). Le problematiche nono sono certo nuove ma sono – come si legge nella Relazione – «ricorrenti negli anni».

Nel corso del 2013 le unità operative controllate sono risultate essere 327.021 contro le 319.650 del 2012 e le 358.196 del 2011. Le unità con infrazioni sono state 52.395 contro le 50.780 del 2012 e le 53.180 del 2011.

 In aumento le irregolarità riscontrate nei 110.017 campioni (124.845 nell’anno precedente): sono pari all’1,8% mentre negli anni passati erano rispettivamente 1,4% e 1,3% nel 2012 e nel 2011.

Per quanto riguarda le contaminazioni microbiologiche, oltre a Salmonella e Listeria, sui campioni analizzati dagli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, si è evidenziato che la contaminazione più frequente è stata un’elevata carica batterica e altri patogeni (E. coli, Yersinia enterocolitica) in prodotti a base di carne. Contaminazioni da Stafilococchi ed E. coli anche in prodotti lattiero caseari, seguiti da E. coli nella categoria pesci, crostacei e molluschi.

Per quanto riguarda le ARPA e i laboratori di sanità pubblica delle ASL, le principali contaminazioni microbiologiche, ricadenti sotto la voce “altro”, si riferiscono ad E. coli, Stafilococchi e muffe, principalmente rilevate nei piatti preparati e cereali e prodotti della panetteria.

 Per le contaminazioni chimiche, invece, le maggiori irregolarità rilevate, oltre alle micotossine e ai metalli pesanti, sono rappresentate principalmente dai residui di fitofarmaci nella categoria frutta e verdura e dalla presenza di allergeni non dichiarati in etichetta.

 Relativamente all’analisi dei trend degli ultimi anni, per le contaminazioni microbiologiche si evidenziano alcune variazioni. Per la Listeria monocytogenes si osserva un incremento soprattutto per piatti preparati e carne e prodotti a base di carne; una diminuzione è riscontrata per i prodotti lattierocaseari. Per la Salmonella, invece, le maggiori non conformità sono osservabili principalmente nei prodotti a base di carne e uova, mentre si assiste ad una diminuzione, negli ultimi due anni, nei vegetali (come peraltro evidenziato anche dall’analisi delle notifiche di allerta RASFF), nonché in zuppe e brodi e in piatti preparati.

Infine, relativamente ai contaminanazioni chimiche per le micotossine, sono osservabili maggiori variazioni ed incremento negli ultimi anni per i cereali e prodotti di panetteria, mentre rispetto al 2012 vi è una diminuzione di non conformità nella frutta secca. Per i metalli pesanti si assiste, rispetto allo scorso anno, ad una diminuzione di non conformità rilevate nei prodotti della pesca e un aumento per le migrazioni di materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti, nel vino e nella frutta e verdura.

Le criticità:

 – Ancora numerose, ed in un certo senso non risolte, sono le irregolarità riscontrate nell’igiene generale, del personale e dell’HACCP.

– Si evidenziano ancora dei report regionali in parte disomogenei, anche dovute, in taluni casi, all’unificazione dei servizi tra SIAN e SV o all’uso di diversi sistemi informativi regionali adottati per le loro rendicontazioni

Il Ministero sottolinea che il nuovo sistema informatico, al momento ancora a carattere sperimentale, andrà di conseguenza implementato prevedendo, per facilitare l’entrata a regime, maggiori incontri tecnici rivolti ai referenti delle Regioni e dei Laboratori Ufficiali (Arpa, Izs e Lsp), oltre ai tecnici che si occupano di elaborazione, conversione e trasmissione dei dati.

 Analogamente, andrà definita e completata la revisione delle linee guida 882-854, per la raccolta sui dati delle ispezioni ed audit anche per garantire una omogeneità nella frequenza e nella natura dei controlli su tutto il territorio nazionale.

Attività ispettiva svolta dai Dipartimenti di Prevenzione delle ASL

 In relazione alle attività ispettive del S.S.N., i Servizi Igiene degli Alimenti e Nutrizione ed i Servizi Veterinari dei Dipartimenti di Prevenzione delle A.S.L., hanno complessivamente controllato 327.021 unità operative (impianti e attrezzature dei locali, strutture e mezzi di trasporto), delle quali 52.395 (pari al 16.0%) hanno mostrato infrazioni durante le ispezioni. Le percentuali più elevate di irregolarità sono state riscontrate nella ristorazione (27,3%) seguite da produttori e confezionatori che vendono prevalentemente al dettaglio (20,8%). In particolare, le percentuali più elevate di infrazioni sono nell’igiene generale e igiene del personale, delle strutture e  dell’HACCP . Le unità operative controllate ammontano al 21.4 % di quelle che sono state segnalate dai Dipartimenti di Prevenzione delle A.S.L. sul territorio nazionale (1.528.952).

Attività ispettiva svolta dai Servizi Veterinari

Per quanto riguarda l’attività svolta in particolare dai servizi veterinari le unità controllate sono state 171.929, il 27,6% di quelle totali segnalate sul  territorio (622.198). L’ 8.7% delle unità controllate sono risultate irregolari durante  le ispezioni. La maggior frequenza di queste irregolarità è stata registrata nel settore della  ristorazione (19.0%) e nella categoria dei produttori e confezionatori (13.6%), seguono i settori della distribuzione (13.5%) e i produttori e confezionatori che vendono prevalentemente al dettaglio (13,3%).

 Confrontando l’attività ispettiva dal 2003 al 2013 per i Servizi veterinari si nota un decremento del numero delle ispezioni effettuate.   La percentuale di unità con infrazioni è pari al 8.7% in lieve diminuzione rispetto a  quella del 2012 (9.0%). Dal 2007 il numero dei campioni prelevati è sistematicamente diminuito con  un’unica eccezione per l’anno 2009. I campioni risultati irregolari sono pressoché  stazionari e pari all’1.1%. il maggior numero di infrazioni provengono dal settore dell’igiene generale e dell’HACCP. Complessivamente sono stati adottati 16.406 provvedimenti amministrativi e 746 notizie di reato.

24 settembre 2014 

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