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Riforma costituzionale, da stamattina il ddl Boschi al rush finale alla Camera. Le opposizioni chiedono uno stop. Renzi: entro mercoledì si chiude

Manca poco al varo del ddl Boschi di riforma costituzionale che dovrà portare l’Italia al superamento dell’attuale bicameralismo paritario. Dopo l’approvazione da parte della commissione Affari costituzionali della Camera giovedì scorso il disegno di legge riparte dall’aula di Montecitorio, che stamattina alle 11 ha iniziato la discussione generale. Si tratta dell’ultima lettura, la sesta, da parte Parlamento della riforma che dovrebbe essere quindi approvata definitivamente (con un voto secco, senza possibilità di emendamenti).

Poi, in autunno, il testo verrà sottoposto al referendum confermativo. «Giornata storica oggi per le riforme costituzionali», ha scritto su twitter stamattina Matteo Renzi, che oggi intorno alle 18 parlerà alla Camera per spiegare l’importanza del provvedimento. Il disegno di legge modifica la ripartizione delle competenze legislative tra Stato e Regioni e ha come obiettivo prioritario quello di incrementare la capacità decisionale della democrazia parlamentare

M5S e Forza Italia chiedono uno stop ai lavori

Il voto finale della Camera sulle riforme costituzionali è possibile in teoria a partire da domani. Ma Movimento 5 Stelle e Forza Italia hanno chiesto che si fermino i lavori dell’Aula della Camera e non si proceda con il voto finale sul ddl Boschi. La richiesta è di convocare subito una conferenza dei capigruppo.

Il M5S ha pianificato un ostruzionismo senza quartiere schierando quasi tutti i suoi deputati iscritti a parlare e il voto potrebbe slittare a mercoledì. Immediate le contromisure del Pd. Oggi sono previste circa undici ore di dibattito generale e subito dopo la replica in Aula dello stesso Renzi. Bellicosi i 5 Stelle che si sono appellati prima al capo dello Stato, poi ai presidenti delle Camere, per far slittare l’approvazione della riforma costituzionale a dopo il voto sulle mozioni di sfiducia, fissato il 19 aprile. Ma per Renzi la tabella di marcia è già fissata: entro mercoledì 13 al più tardi sulle riforme si chiude.

Boschi: il calendario non si cambia , ok Camera a riforme in settimana

«Non vedo ragioni per cambiare un calendario parlamentare già definito e approvato da tempo. È per noi un elemento di serietà e rispetto degli impegni con gli elettori votare le riforme entro questa settimana, concludendo l’esame del Parlamento. Poi ci sarà referendum popolare ottobre». Da Londra, dove ha incontrato stamani gli investitori londinesi per illustrare le riforme in Italia, la ministra Maria Elena Boschi ha chiuso le porte alla rinnovata richiesta delle opposizioni di far slittare il voto finale a Montecitorio sulla riforma della Costituzione a dopo le mozioni di sfiducia al Governo che il Senato vota martedì prossimo. Rispetto alle quali Boschi, parlando a Skytg24, si è mostrata assolutamente «tranquilla». «Il governo – ha detto- ha i numeri in Parlamento e anche sulla fiducia sono sempre stati ampi. Il nostro governo ha dimostrato grande solidiatà e coraggio nell’affrontare e portare avanti riforme che il nostro paese aspettava da 30 anni, e i numeri sulla disoccupazione a un anno dal Jobs act dimsotrano che siamo sulla strada giusta. Tutto il resto sono polemiche che passano».

Referendum finale: nessun dubbio di Renzi

Sull’esito del referendum finale Renzi non ha dubbi. Il presidente del consiglio Renzi ha infatti risposto a una domanda su twitter: con quale legge elettorale si andrà a votare per il Senato se il referendum sulla riforma costituzionale verrà bocciato? «Con quella in vigore oggi. Ma non succederà», ha risposto Renzi e ha confermato che oggi intorno alle 18 parlerà alla Camera. «Punto per punto rispondo ai dubbi sulla riforma», ha assicurato.

Il Sole 24 Ore sanità – 11 aprile 2016 

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