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Rimborsi in arrivo per medici specializzandi tra l’82 e 91

Ai medici che hanno frequentato le scuole di specialità tra il 1982 e il 1991 senza ricevere la borsa di studio prevista andranno 2,5 milioni di euro di rimborso: il diritto non è prescritto.

Lo ha stabilito il Tribunale di Venezia con la sentenza n. 759/2012 dell’8 maggio. Si tratta della terza vittoria in poco più di un mese per i professionisti sanitari associati Consulcesi, che hanno fatto ricorso di fronte alla giustizia per ottenere quanto loro dovuto secondo le normative europee, cui lo Stato italiano si è adeguato con grande ritardo.

In totale, spiega una nota dell’associazione che rappresenta oltre 30 mila medici provenienti da tutta Italia, la presidenza del consiglio dei ministri e i ministeri competenti sono stati costretti a sborsare quasi 60 milioni di euro a fronte di quest’ultima sentenza e delle due precedenti (Corte d’appello di Roma, sentenza n. 2286/2012 del 30 aprile e Tribunale di Roma, sentenza n. 8427/2012 del 26 aprile), tutte immediatamente esecutive. Lo stato italiano si trova dunque costretto a fare i conti con il rischio di dover restituire somme ingenti ad ancora 120 mila medici, tutti in diritto di ricevere un’adeguata remunerazione per gli anni di scuola di specializzazione. L’unica alternativa è scegliere la via della transazione, proposta in parlamento dal senatore Stefano De Lillo con il ddl n. 2786 del 16 giugno 2011, per risolvere in modo definitivo la questione. La discussione del ddl è stata calendarizzata in commissione sanità, relatore il senatore Paolo Barelli. La vicenda è nota: le norme comunitarie prevedono che a partire dal 1983 i medici iscritti a un corso di specializzazione debbano ricevere un’adeguata remunerazione sotto forma di borsa di studio. Lo stato italiano, invece, in ritardo sui termini previsti, ha recepito la direttiva solo dieci anni dopo. La conseguenza è stata l’esclusione dai diritti sanciti di tutti quei medici che hanno frequentato i corsi di specializzazione dal 1982 al 1991.

La proposta di De Lillo prevede un rimborso forfetario di 20 mila euro a testa per ogni anno di corso, senza interessi né rivalutazione delle somme, in favore esclusivamente dei medici che si sono già rivolti alla legge per ottenere quanto loro dovuto. De Lillo, già lo scorso anno, aveva presentato al senato della Repubblica questo ddl per sanare una volta per tutte l’annoso contenzioso circa le borse di studio, su stimolo dell’Associazione Consulcesi. La condizione essenziale per poter accedere a questi rimborsi forfettari, nel caso lo Stato italiano decidesse di intraprendere tale via, è aver già aderito a una causa, ricorda l’associazione.

Repubblica – 23 giugno 2012

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