Close Menu
Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Facebook X (Twitter) RSS
    Facebook X (Twitter) RSS
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    ISCRIVITI
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
      • Attività Sindacale
        • Dalla convenzionata
        • Segreteria regionale
      • Formazione
        • Eventi E.C.M SIMEVEP
        • Appuntamenti
      • Novità normative
        • Contratto
        • Dal Ministero
        • Dalle ULSS
        • Dall’Europa
        • Dalla Regione
        • Sentenze
      • Temi
        • Lavoro
        • Professione
        • Previdenza
        • Politiche sanitarie
        • Sicurezza alimentare
        • Sanità animale
        • Anagrafe degli animali
        • Malattie trasmissibili
        • Allevamenti
        • Benessere Animale
        • Biosicurezza
        • Farmaci veterinari
        • Contaminanti e residui
        • Mangimi e sottoprodotti
        • Igiene urbana
      • Dicono di noi
      • La nostra vetrina
    • Contatti
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Home»Notizie ed Approfondimenti»Sanità, in Friuli-Venezia Giulia un primario su 3 è “facente funzione”: molti anche da 7-8 anni. La denuncia dei sindacati: “Oneri senza tutele”
    Notizie ed Approfondimenti

    Sanità, in Friuli-Venezia Giulia un primario su 3 è “facente funzione”: molti anche da 7-8 anni. La denuncia dei sindacati: “Oneri senza tutele”

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati14 Luglio 2021Nessun commento4 Minuti di lettura
    Facebook Twitter LinkedIn Telegram Pinterest Tumblr Reddit WhatsApp Email
    Foto Massimo Paolone/LaPresse 8 aprile 2020 Bologna, Italia cronaca Emergenza Coronavirus, il reparto di terapia intensiva dell'ospedale Policlinico Sant'Orsola-Malpighi per la cura del Covid-19 Nella foto: una fase delle cure Photo Massimo Paolone/LaPresse April 8, 2020 Bologna, Italy news Coronavirus emergency, the intensive care unit of the Sant'Orsola-Malpighi hospital for the cure of Covid-19 In the pic: a phase of treatment
    Condividi
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    Il Fatto quotidiano. I direttori di struttura “precari” sono 64 su 212: a far scoppiare il bubbone il sindacato dei medici, che chiede alla Giunta del leghista Massimiliano Fedriga di risolvere un problema che sta diventando strutturale. La risposta del vicepresidente e assessore alla Sanità Riccardi: “Li faremo arrivare a zero entro fine legislatura”

    Sono i medici più potenti: i primari che dirigono i reparti arrivano al vertice della carriera ospedaliera. Ma in Friuli-Venezia Giulia un direttore di struttura su tre è un facente funzione, ovvero ricopre l’incarico senza essere stato scelto attraverso un concorso. Significa che i dirigenti sono nominati con una sorta di precettazione dei propri vertici, e che – inoltre – non godono dei benefici e delle tutele connesse al ruolo che di fatto esercitano, assumendone gli oneri. A far scoppiare il bubbone il sindacato dei medici, che chiede alla Giunta del leghista Massimiliano Fedriga di risolvere un problema che sta diventando strutturale. Alcuni primari, infatti, lavorano in proroga anche da parecchi anni.

    Antonio Maria Miotti e Raffaele Perrone Donnorso, rispettivamente presidente regionale e nazionale dell’Associazione primari ospedalieri (Anpo), dell’Ascoti (medici ortopedici e traumatologi) e della Fials (Autonomie locali e sanità) hanno scritto a Riccardo Riccardi, vicepresidente della Regione e assessore alla Sanità, oltre che ai direttori generali delle Aziende sanitarie Friuli Centrale, Giuliano-isontina e Friuli Occidentale. Denunciano che “la Regione Friuli Venezia Giulia, in passato esempio positivo nazionale per la gestione della Sanità, presenta gravi criticità. Tra queste la presenza di un gran numero di strutture ospedaliere o sanitarie affidate provvisoriamente a dirigenti facenti funzione, in molti casi per anni”. Gli effetti? “Precarietà nell’organizzazione e minore autorevolezza di un responsabile incaricato provvisoriamente rispetto a uno con contratto pluriennale”. Non si tratta, spiega il sindacato, di una rivendicazione corporativa, ma fatta a tutela dell’efficienza del servizio. “Il primario in ambito ospedaliero o sanitario è in realtà, dal 1992, il direttore di struttura complessa o il responsabile di struttura semplice dipartimentale. Vigila sull’attività e sulla disciplina del servizio assegnato alla sua divisione, ha la responsabilità dei malati, definisce i criteri diagnostici o terapeutici che aiuti e assistenti devono seguire, pratica direttamente sui pazienti gli interventi diagnostici e curativi che ritenga di non affidare ai suoi collaboratori”. Un’attività complessa, ma nei casi dei facenti funzioni è “notoriamente ingrata, con moltissimi oneri e responsabilità e senza riconoscimento giuridico ed economico”.

    La lettera si spinge a ipotizzare che la stortura favorisca i raccomandati. “Non sempre l’incaricato ha la certezza di essere confermato in un concorso, e quante volte lo abbiamo visto superare dall’ultimo arrivato, appoggiato dal boiardo di turno. Su questo punto esistono purtroppo le eccezioni, che confermano la regola, con Direttori o Responsabili “misteriosamente” individuati e stabilizzati da un giorno all’altro“. La lettera risale a qualche mese fa e allora aveva quantificato una quarantina di primari in questa posizione, incontrando però le resistenze delle direzioni aziendali e della Regione a fornire i dati reali. “Incredibilmente molti di questi sono incaricati da almeno 7-8 anni, e quindi non si può pensare che questo sia dovuto alla situazione pandemica degli ultimi 12 mesi”, si legge. Adesso i numeri sono stati aggiornati dalla Direzione centrale Salute, come riferisce Il Piccolo: i direttori di struttura complessa ad interim sono 64 sui 212 previsti dalla riforma dell’assessore di centrosinistra Maria Sandra Telesca, che risale a cinque anni fa ed eliminò primariati “doppioni”. Nell’Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina le posizioni ibride sono 21, in quella udinese sono 30, mentre nella parte occidentale del Friuli sono 13 (Pordenone e San Vito al Tagliamento). La media è del 30 per cento.

    Il vicepresidente Riccardi ha però dato una risposta incoraggiante: “Questa storia va avanti da troppi anni. L’organizzazione deve poggiare su basi e ruoli certi, altrimenti balla tutto. Ho detto ai direttori generali delle Aziende sanitarie che dobbiamo far tendere a zero i facenti funzione entro fine legislatura”. Nel bene e nel male, comincia una stazione di concorsi e nomine, che potrebbe durare alcuni anni. Non è, comunque, una situazione limitata al Friuli. Valtiero Fregonese, segretario regionale del sindacato dei medici Anaao Assomed, dichiara: “La mancanza del direttore responsabile penalizza la funzionalità di una struttura operativa e impedisce le progressioni di carriera. In Italia si sono tagliate per risparmiare novemila strutture complesse negli ultimi anni e molte delle sopravvissute sono affidate a facenti funzione, che restano precari per anni. Una situazione strutturale, non certo un’emergenza, che va risolta”.
    Post Views: 395
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    SeguenteZaia: «Serve una svolta, contiamo i ricoverati e non i contagiati. Ai ragazzi test gratis»
    Precedente Speranza spinge per la stretta: a cena con il certificato e zone gialle come prima. L’esecutivo costretto a intervenire dal nuovo aumento dei casi. Il ministro in pressing su Draghi per replicare quanto fatto da Macron
    Cristina Fortunati
    • Website

    Potrebbe interessarti anche

    Alla sala Orus dell’ IzsVe, il 22 febbraio verrà eletta la nuova Segreteria regionale del SIVeMP Veneto

    6 Febbraio 2025

    Corte Ue boccia l’Italia: vanno pagate le ferie non godute, anche nel pubblico

    19 Gennaio 2024

    Nuovo decreto farmaci, dal Ministero nota con le prime modifiche al sistema Rev

    18 Gennaio 2024
    Scrivi un commento

    Comments are closed.

    Residui di farmaci veterinari negli alimenti: la non conformità rimane bassa nel 2023

    5 Marzo 2025

    Fuga medici all’estero. “In Italia non solo stipendi più bassi, ma anche pressione fiscale eccessiva”

    5 Marzo 2025

    Aviaria ad alta patogenicità, il Ministero istituisce la zona di attenzione fino al 15 marzo

    5 Marzo 2025

    Antibiotici, in Italia aumentano consumi e uso improprio. Il report Aifa

    5 Marzo 2025

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Il SIVeMP (Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica) propone per i propri iscritti: la tutela sindacale sul piano morale, formativo, professionale, giuridico ed economico; la promozione e l’aggiornamento scientifico, tecnico, organizzativo e gestionale; la consulenza in materia di tutela assistenziale, previdenziale e pensionistica integrativa.

    Chi Siamo
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
    • Contatti
    Contatti - SONIA LAVAGNOLI
    • segretariofvmveneto@sivempveneto.it
    • certificata@pec.sivempveneto.it
    • +39 339 2538475
    • Via Danilo Preto, 1B - 37133 Verona (VR)
    Facebook
    X (Twitter)
    RSS
    © 2026 Sivemp Veneto - CF 97611610581
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.