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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Sanità sempre più privata. Ricerca Censis: spesa out of pocket a 33 mld nel 2014, 1 mld in più in un anno. Il 54% degli italiani indica come priorità la riduzione delle liste di attesa
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    Sanità sempre più privata. Ricerca Censis: spesa out of pocket a 33 mld nel 2014, 1 mld in più in un anno. Il 54% degli italiani indica come priorità la riduzione delle liste di attesa

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche9 Giugno 2015Nessun commento5 Minuti di lettura
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    La spesa “out of pocket” cresciuta di un miliardo in un anno (dati 2014) e oggi pari a 33 miliardi. La paura di non potersi curare domani. Le liste d’attesa che nel pubblico restano il nodo principale: nodo che va assolutamente sciolto, chiedono quindi a gran voce gli italiani.

    E’ un panorama all’insegna dell’incertezza quello tracciato dalla ricerca Censis-Rbm Salute, promossa in collaborazione con Previmedical e presentata a Roma al V “Welfare Day”. Titolo:«Oltre l’attuale welfare integrativo: rinnovare la previdenza complementare e la sanità integrativa».

    La salute preoccupa sempre più. Insieme alla spesa sanitaria – quella pubblica pari a 110 miliardi e quella privata che si attesta ormai sui 33 miliardi (uno in più in un anno nel 2014, pari a +2% rispetto all’anno prima), crescono anziché diminuire le preoccupazioni delle famiglie italiane sulla possibilità di curarsi. Il 63,4% – spiegano Censis e Rbm Salute – si dichiara insicuro rispetto alla copertura sanitaria futura (il 77,1% al Sud, il 74,3% delle famiglie monogenitoriali, il 67% delle coppie con figli).

    Il nodo liste d’attesa. Il 54% degli italiani indica come priorità del welfare la riduzione delle liste di attesa (il 62,6% dei 29-44enni, il 59,1% dei residenti al Sud). Che nell’ultimo anno si sono allungate: 20 giorni in più per una risonanza magnetica al ginocchio (da 45 a 65 giorni), 12 giorni in più per una ecografia dell’addome (da 58 a 71 giorni), 10 giorni in più per una colonscopia (da 69 a 79 giorni).

    Da qui la scelta di rivolgersi al privato: una colonscopia senza biopsia nel pubblico costa mediamente 56 euro di ticket e richiede 3 mesi di attesa (fino a un massimo di 6 mesi nel Centro Italia) oppure costa 224 euro nel privato con una settimana di attesa: il costo a carico del cittadino è di 28 euro per ogni giornata in meno di attesa. Una risonanza magnetica al ginocchio nel pubblico richiede un ticket di 63 euro e 74 giorni di attesa, 142 euro di costo nel privato con soli 5 giorni di attesa.

    Sono 22 milioni gli italiani che nell’ultimo anno hanno fatto almeno un accertamento specialistico (radiografia, ecografia, risonanza magnetica, Tac, elettrocardiogramma, pap-test, ecc.): 5,4 milioni hanno pagato per intero la prestazione (1,7 milioni di questi sono persone a basso reddito). E sono 4,5 milioni gli italiani (di cui 2,8 milioni a basso reddito) che hanno dovuto rinunciare ad almeno una prestazione.

    Oltre 9 milioni di italiani hanno effettuato visite specialistiche nell’ultimo anno nel privato a pagamento intero (2,7 milioni di questi sono persone a basso reddito). Puglia e Campania sono le due regioni in cui è più alto il ricorso agli specialisti privati. È questo uno degli esiti della lunghezza delle liste di attesa: 69 giorni in media per una visita oculistica con ticket di 42 euro nel pubblico contro 6 giorni di attesa nel privato con pagamento intero per 102 euro, 58 giorni di attesa per una visita cardiologica nel pubblico e 5 giorni nel privato (con un costo di 42 euro nel pubblico e di 108 euro nel privato), 48 giorni per una visita ortopedica nel pubblico e 5 giorni nel privato (32 euro di ticket e più del triplo nel privato), 38 giorni per una visita ginecologica nel pubblico e 5 giorni nel privato (31 euro di ticket e 103 euro nel privato). Chi riesce ad andare dallo specialista è soddisfatto: assegna un voto medio di 8,2 su 10 (e il 72,4% degli utenti dà una voto pari ad almeno 8).

    Focus su riabilitazione e analisi di laboratorio. Oltre 4 milioni di italiani si sono sottoposti a trattamenti di riabilitazione nell’ultimo anno. Durante l’ultimo ciclo terapeutico, il 54% ha pagato per intero, il 16% ha pagato il ticket e il 30% era esentato. Anche tra le persone a basso reddito il 27,3% ha pagato per intero la prestazione. Il costo medio è di 37 euro per una prestazione di riabilitazione motoria nel privato (con soli 4 giorni di attesa) e di 7 euro di ticket (ma con un mese di attesa). Stando così le cose, 1,5 milioni di italiani hanno rinunciato a fare la riabilitazione (di questi, 934.000 perché costava troppo).

    Pubblico e privato alla pari per le analisi di laboratorio, dove hanno fatto esami del sangue 29,6 milioni di italiani: comunque si paga e si aspetta più o meno lo stesso tempo. Per l’analisi dell’emocromo completo i tempi di acceso e i costi sono ormai quasi equivalenti: 7 euro di ticket e 10 euro di costo nel privato.

    L’intramoenia non aiuta. Il servizio privato all’interno delle strutture pubbliche ha costi di solito superiori al privato puro e tempi di attesa più lunghi. Una visita cardiologica costa in media 113 euro con 7 giorni di attesa in intramoenia, 108 euro e 5 giorni di attesa nel privato. Una risonanza magnetica del ginocchio senza contrasto costa in intramoenia 152 euro con 11 giorni di attesa, 142 euro con 5 giorni di attesa nel privato puro. Una prima visita oculistica costa 105 euro con 12 giorni di attesa in intramoenia, 102 euro con 6 giorni di attesa nel privato puro.

    Il Sole 24 Ore sanità – 9 giugno 2015 

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