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Scadenze. I prodotti offerti «in saldo» fanno male? Caramelli: ecco le norme igieniche da seguire con scrupolo

Complice la crisi, siamo sempre più sensibili a offerte speciali, ancor più quando si tratta di alimenti di “pregio” e costosi, come pesce e carne. Ma possiamo acquistarli senza timori anche quando il prezzo è ribassato perché sono vicini alla data di scadenza? «Si tratta di un modo eticamente corretto di ridurre gli sprechi – risponde Maria Caramelli, Direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

“È tuttavia evidente che per questi prodotti vanno adottate, in modo più rigoroso, le cautele di sempre: mantenimento della catena del freddo, cottura adeguata e consumo più rapido possibile e comunque entro la data di scadenza. Tale data, come sottolinea la dicitura “da consumarsi entro”, riportata sui prodotti deperibili, ha un tono perentorio, perché riguarda la sicurezza igienica dei prodotti e quindi è sempre necessario rispettarla».

La carne

Facciamo qualche esempio pratico. Se cuociamo la carne, magari per fare un ragù, nel giorno indicato come limite di scadenza, la carne una volta cotta va mangiata subito o la si può utilizzare anche qualche giorno dopo? «Se il ragù viene prontamente refrigerato – risponde l’esperta – è possibile consumarlo nei due giorni successivi, a condizione che venga nuovamente portato a ebollizione prima dell’utilizzo». E se la carne e il pesce stanno per scadere, li si può congelare per consumarli più tardi? «Il congelamento non è in grado di eliminare la flora batterica presente nell’alimento, – risponde Caramelli – ma ne blocca solamente la moltiplicazione. Per cui è consigliabile, specie per i prodotti altamente deperibili, congelarli quando sono ancora freschi, per mantenerne intatte le caratteristiche. Oppure, se si teme di dover superare la data di scadenza si possono congelare dopo averle cotte».

Il formaggio

E se ci accorgiamo che mozzarella o la ricotta sono appena scadute, non si potrebbero ridurre eventuali rischi consumandole in preparazioni che richiedono la cottura ? «Certo, ma con le dovute accortezze. Se i prodotti sono stati conservati in modo appropriato e le caratteristiche organolettiche dell’alimento (odore, aspetto) non rivelano un inizio di alterazione, è possibile utilizzarli in preparazioni da cuocere, meglio se in forno. Le possibilità sono parecchie: dalla pizza, alle torte salate, alla pasta al forno ».

Corriere.it – 12 giugno 2014 

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