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Scandalo Lazio. Polverini si è dimessa. Verso elezioni anticipate

La decisione comunicata alla stampa ieri sera è conseguente allo scandalo sull’utilizzo dei fondi pubblici che ha coinvolto esponenti di spicco del Pdl laziale. Probabile accorpamento delle elezioni regionali con quelle della capitale e con le politiche ad aprile

Alla fine ha deciso di dimettersi e l’ha fatto con il suo stile diretto, a cui ci aveva abituato dai tempi delle sue prime uscite televisive a Ballarò come segretaria dell’Ugl. Un trampolino di lancio verso una brillante carriera politica che la portò a sfidare e battere Emma Bonino per la carica di presidente del Lazio nel 2010. Un’avventura finita bruscamente ieri sera dopo due settimane di inferno conseguenti all’emersione di uno scandalo sull’utilizzo dei fondi pubblici destinati ai gruppi politici del Consiglio regionale che ha travolto l’ex tesoriere e capogruppo del Pdl laziale Franco Fiorito.
 
Manca poco alle 20.00 quando Renata Polverini appare davanti ai microfoni e ai flash dei fotografi in una conferenza stampa indetta già da alcune ore. 
 
Poco più di mezz’ora prima, in un’altra diretta televisiva, era stato il leader dell’Udc Casini, intervistato da Bianca Berlinguer del Tg3, a far capire che ormai per la giunta guidata dall’ex sindacalista il tempo era scaduto. “Domani mattina (oggi per chi legge) abbiamo riunito i vertici laziali del partito per decidere il da farsi. Ma sarebbe bene che la parola tornasse agli elettori”.
 
Ma, come è noto, non si è dovuto attendere il giorno dopo. Polverini getta la spugna poco dopo davanti ai giornalisti. Un monologo serrato, sempre all’attacco, per annunciare le sue dimissioni “irrevocabili” e scaricare sul Consiglio regionale tutta la responsabilità di una gestione scellerata del denaro pubblico. 
 
“Ieri l’ho comunicato al presidente Napolitano, poi al premier Monti e oggi ai leader della mia coalizione. Non ritengo questo Consiglio più degno di rappresentare una regione importante come il Lazio”. E ancora: “Non potevo mai immaginare che in Consiglio, pieno di personaggi da operetta, si facesse un uso sconsiderato di fondi pubblici. La mia giunta è pulita, ha operato bene. Ma il Consiglio regionale è indegno. E allora li mando a casa io”.
 
Ma ce n’è anche per l’opposizione: “La festa era finita da lunedì, ma ho atteso oggi per smascherare la loro falsità. Potevano presentare questa mattina le dimissioni al segretario generale, ma non l’hanno fatto. Sono dei vili, dei codardi, hanno approvato i tagli pensando di poter fare inciuci. Mi è stato detto che è la prima volta dal 1970 che un governatore se ne va senza avere colpe”.
 
A questo punto il lavoro della Giunta continuerà solo per l’ordinaria amministrazione. Da quando le dimissioni diventano esecutive, scattano i tempi minimi per andare al voto: 90 giorni per indire le elezioni e 45 di campagna elettorale. 
Le elezioni regionali si potrebbero quindi svolgere già a febbraio. Ma i più indicano un’altra via: election day nel Lazio ad aprile con voto per le politiche, le regionali e anche per il nuovo sindaco di Roma, anche lui in scadenza nel 2013.
quotidianosanita.it – 25 settembre 2012

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