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Slitta a luglio 2013 l’aumento dell’Iva. Confermati tagli pubblico impiego

L’aumento dell’Iva di due punti sulle aliquote al 10 e al 21% scatterà dal primo luglio 2013 e fino al 31 dicembre 2013. Prevista anche una pagella per i dipendenti del pubblico impiego. Iniziato il Cdm a Palazzo Chigi

Lo prevede la bozza del decreto legge sulla spending review che approderà oggi pomeriggio in Consiglio dei ministri. Dal 2014 anziché scattare l’aumento di 0,50 punti percentuali, l’Iva fa un passo indietro e scende dal 12 all’11% e dal 23 al 22 per cento. È stato eliminato, inoltre, l’ulteriore incremento di 0,5 punti percentuali previsto a partire dal 2014. Il testo precisa che non si darà luogo agli aumenti dal 2013 se entro il 30 giugno 2013 saranno state tagliate le agevolazioni fiscali con un risparmio di spesa per 6.600 milioni di euro.

«Non esistono liste di ospedali da chiudere, né nessuno le sta predisponendo», ha precisato, in una nota, il ministero della Salute in merito a notizie di stampa che riportano liste di ospedali da chiudere nell’ambito del decreto legge sulla spending review che sarà varato oggi dal Consiglio dei ministri.

Torna il taglio ai mini-ospedali

Se il ministro garantisce che non esistono liste di ospedali da chiudere, nell’ultima bozza, la terza della giornata, sulla spending review torna la chiusura degli ospedali sono i 120 posti letto. «Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottano tutte le misure necessarie a prevedere, entro il 31 ottobre 2012, si legge nel testo – la cessazione di ogni attività dei presidi ospedalieri a gestione diretta, anche se funzionalmente aggregati in presìdi ospedalieri multisede, con un numero di posti letto inferiore a 120 unità e la conseguente immediata chiusura». Sempre in tema di ospedali si conferma la «riduzione dello standard dei posti letto ospedalieri accreditati ed effettivamente a carico del servizio sanitario regionale, ad un livello non superiore a 3,7 posti letto per mille abitanti, comprensivi di 0,7 posti letto per mille abitanti per la riabilitazione e la lungodegenza post-acuzie, adeguando coerentemente le dotazioni organiche dei presidi ospedalieri pubblici».

Pagelle per gli statali

Una “pagella” per i lavoratori del pubblico impiego. La istituisce il decreto legge sulla spending review, secondo quanto contenuto nella bozza all’esame del Consiglio dei ministri, che prevede l’individuazione di «criteri per la valutazione organizzativa e individuale dei dipendenti pubblici».

Buoni pasto massimo da 7 euro

Buoni pasto da 7 euro nella Pa. «A decorrere dal 1° ottobre 2012 il valore dei buoni pasto attribuiti al personale, anche di qualifica dirigenziale, delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione non può superare il valore nominale di 7 euro. Eventuali disposizioni normative e contrattuali più favorevoli cessano di avere applicazione a decorrere dal 1 ottobre 2012». Le somme «non possono essere utilizzate per incrementare i fondi per la contrattazione integrativa».

Confermati i tagli nel pubblico impiego

Tagli del 20% degli uffici dirigenziali e del 10% del personale delle amministrazioni dello Stato confermati dalla bozza del ecreto legge sulla spending review all’esame del Cdm oggi pomeriggio. Il provvedimento é diretto nei confronti delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, delle agenzie, degli enti pubblici non economici, degli enti di ricerca, degli enti pubblici. Il Consiglio dei ministri per approvare le misure sulla spending review è confermato alle ore 17 a Palazzo Chigi.

Blocco per tre anni degli adeguamenti Istat dei canoni degli immobili in affitto alla Pa

La bozza del decreto conferma il blocco per tre anni degli adeguamenti Istat per i canoni degli immobili in locazione alla Pubblica amministrazione. Il blocco é riferito agli anni 2012, 2013 e 2014 «in considerazione dell’eccezionalità della situazione economica e tenuto conto delle esigenze prioritarie di raggiungimento degli obiettivi di contenimento della spesa pubblica». Il locatore ha facoltà di recedere dal contratto, entro il 31 dicembre 2012, anche in deroga ai termini di preavviso stabiliti dal contratto.

Salta il blocco delle tariffe, confermata la riduzione dell’aggio di Equitalia

Salta il blocco delle tariffe, viene invece confermata la riduzione dell’aggio di Equitalia. Dal nuovo articolo 6 delll’ultima bozza del decreto spending review in circolazione è stato cancellato con un tratto di penna il blocco di cui si è parlato nei giorni scorsi. «Ferma restando la diminuzione, sui ruoli emessi dall’1 gennaio 2013, di un punto della percentuale di aggio sulle somme riscosse dalle società agenti del servizio nazionale della riscossione, le eventuali maggiori risorse rispetto a quanto considerato nei saldi tendenziali di finanza pubblica, correlate anche al processo di ottimizzazione ed efficientamento nella riscossione dei tributi e di riduzione dei costi di funzionamento del gruppo Equitalia, da accertare con decreto del ministro dell’economia e delle finanze da emanarsi entro il 30 novembre 2012, sono destinate alla riduzione, fino a un massimo di ulteriori quattro punti percentuali, dello stesso aggio. Il citato decreto stabilisce, altresì, le modalità con le quali al gruppo Equitalia S.p.A. è, comunque, assicurato il rimborso dei costi fissi di gestione risultanti dal bilancio certificato».

Salvaguardia per altri 55mila esodati

Oltre ai 65 mila lavoratori esodati, già salvagaurdati, la bozza del Decreto legge sulla Spending review all’easame del Cdm oggi pomeriggio, prevede la salvaguardia per ulteriori 55 mila lavoratori esodati «ancorché maturino i requisiti per l’accesso al pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011».

Ridotto di 200 milioni il Fondo università

«Il fondo per il finanziamento ordinario delle università di cui all’articolo 5, comma 1, della legge 24 dicembre 1993, n.537, é ridotto di 200 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013«. È quanto si legge nell’ultima bozza del decreto sulla Spending review, oggi all’esame del Consiglio dei ministri.

Novanta milioni in più per prestiti d’onore e borse di studio

Sul fronte delle università la dotazione del fondo di intervento integrativo per la concessione dei prestiti d’onore e l’erogazione delle borse di studio da ripartire tra le regioni «é incrementata di 90 milioni di euro – segnala la bozza – per l’anno 2013».

Sulla sanità Polverini chiama in causa il Quirinale

La Governatrice del Lazio, Renata Polverini, chiama in causa il Quirinale. «Ora siamo concentrati sulla sanità, ma siamo anche in presenza di una norma altrettanto stringente. C’é anche un profilo costituzionale – ha sottolineato Polverini – noi siamo una parte dello Stato e quindi il governo non può agire su un tema come la sanità su cui si opera insieme. È un problema che può addirittura interessare il garante dell’assetto costituzionale cioe il presidente della Repubblica». La Polverini si é detta «preoccupata« per la situazione «da ieri non abbiamo avuto risposte sufficienti per poterci tranquillizare».

ilsole24ore.com – 5 luglio 2012

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