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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Stabilità 2016. Dalla non autosufficienza ai farmaci biotech, dagli innovativi all’autismo fino alla ludopatia: gli emendamenti dei M5S
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    Stabilità 2016. Dalla non autosufficienza ai farmaci biotech, dagli innovativi all’autismo fino alla ludopatia: gli emendamenti dei M5S

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche8 Dicembre 2015Nessun commento4 Minuti di lettura
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    Portare da 150 a 350 milioni le risorse destinate al fondo non autosufficienza, escludere dal calcolo dell’Isee le provvidenze assistenziali, istituire un fondo da 50 milioni all’anno per la cura dei soggetti con disturbo dello spettro autistico. Sul fronte farmaci, riduzione del 30% del prezzo di rimborso dei farmaci biotecnologici (tale da garantire risparmi certi attesi dal Ssn a seguito della ridefinizione di tali prezzi) e definizione di un piano strategico sui farmaci sperimentali volto anche alla maggiore trasparenza delle procedure di rinegoziazione.

    In particolare, rispetto ai farmaci sperimentali e e ai trattamenti innovativi, si chiede al ministero della Salute di predisporre ogni anno un programma strategico che definisca priorità di intervento, condizioni di accesso ai trattamenti, parametri di rimborsabilità sulla base di risultati clinici significativi, numero dei pazienti potenzialmente trattabili e relative previsioni di spesa, condizioni di acquisto, schemi di prezzo condizionato al risultato e indicatori di performance degli stessi. I risultati della rimborsabilità dei farmaci e le eventuali clausole di riservatezza precedentemente previste, inoltre, dovrebbero essere pubblicate in Gazzetta Ufficiale.

    Sono questi alcuni degli emendamenti alla Stabilità presentati dai deputati del Movimento 5 Stelle in commissione Affari Sociali. «Abbiamo avanzato unpacchetto ristretto di proposte, tutte di peso e grande utilità per il sistema sociale e sanitaria, proprio al fine di dargli maggior risalto e di concentrare la nostra battaglia su pochi ma ben definiti aspetti. Vediamo se anche questa volta la maggioranza avrà la faccia tosta di bocciarle, nascondendosi dietro alla scusa del fatto che non cisarebbero i fondi necessari», spiegano i parlamentari pentastellati in un comunicato.

    L’incremento del fondo per la disabilità è reso necessario dal fatto che i 150 attualmente previsti sono la stessa cifra stanziata nel 2015 e che, già allora era considerata insufficiente rispetto alle necessità. Rispetto al Isee invece – spiegano ancora i deputati – stiamo solo cercando di mettere fine a un principio vergognoso introdotto dal governo e già bocciato dal Tar. Per quanto riguarda il fondo per la cura dei soggetti con disturbo dello spettro autistico, questo dovrebbe essere finalizzato ad assegnare somme per accedere e scegliere l’assistenza più idonea e per formare le figure professionalmente idonee ad occuparsi di questo disturbo.

    Altro punto fondamentale, il contrasto all’azzardopatia. Al primo punto – continuano i M5S – chiediamo il divieto assoluto di pubblicità diretta ed indiretta di marchi o prodotti di giochi con vincita in denaro, anche quelli on line. Attraverso un altro emendamento proponiamo che la percentuale minima di “pay out”, a decorrere dal 2016 diventa quella massima e viene fissata al 72%. Questa inversione consentirebbe di ricavare maggiori entrate e di queste 200 milioni dovrebbero essere destinati e ad incrementare il Fondo per la prevenzione e cura del gioco d’azzardo patologico.

    Riguardo la dolente questione degli emodanneggiati – si legge ancora nel comunicato – anche quest’anno abbiamo presentato un emendamento con il quale si prevede l’innalzamento delle somme stanziate dalla scorsa legge di stabilità e destinate agli indennizzi ex legge 210/1992 e alla rivalutazione di tali indennizzi. Sarebbe stato opportuno, già l’anno scorso, che il Ministero avesse fatto una quantificazione esatta dei percettori dell’indennizzo. Ma il Governo è ben consapevole che le somme previste sono assolutamente insufficienti a soddisfare il pagamento degli arretrati e la spesa corrente. Ne è dimostrazione il fatto che dal 2012 lo Stato ha maturato nei confronti degli emodanneggiati di alcune Regioni un debito di circa 735 milioni di euro; vi sono state Regioni che sono riuscite ad anticipare le somme non corrisposte dallo Stato, ma altre, come la Calabria, non hanno avuto tale capacità. Non dimentichiamo che gli indennizzi ex legge 210 svolgono una funzione sociale assistenziale fondamentale; gli emodanneggiati e gli emotrasfusi sono affetti da patologie fortemente invalidanti, patologie contratte, in taluni casi, per errori sanitari. I più non possono svolgere attività lavorativa e la salute ne risulta compromessa.

    Il Sole 24 Ore sanità – 8 dicembre 2015 

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