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Stipendi dei manager sul Bollettino ufficiale, Vernizzi (Veneto strade) guadagna più di Zaia. Lo strano caso dei «risparmi» in Veneto Agricoltura

Come ciclicamente accade, perché stabilito da un obbligo di legge, Palazzo Balbi ha pubblicato ieri sul Bollettino Ufficiale i compensi dei manager degli enti e delle società della Regione. E come sempre in questi casi, non sono mancate alcune curiosità.

La prima riguarda Silvano Vernizzi, l’ex segretario delle Infrastrutture che oggi riveste l’incarico di commissario della Pedemontana e amministratore delegato di Veneto Strade, che cumulando a quest’ultima carica quella di direttore generale, si vede riconosciuto dalla società uno stipendio annuo lordo di 194 mila euro, che non soltanto è la retribuzione più alta tra i manager (interni ed esterni) della Regione ma supera pure quella del governatore Luca Zaia, che ammonta a 165 mila euro lordi l’anno. La seconda curiosità riguarda i compensi in Veneto Agricoltura, l’agenzia chiusa nel nome della razionalizzazione e del risparmio forzato per poi essere riaperta con il nome di Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario. Ebbene, l’ultimo presidente di Veneto Agricoltura, Paolo Pizzolato, guadagnava 98 mila euro lordi. Il suo successore Giuseppe Nezzo, commissario chiamato a liquidare la vecchia agenzia, è salito a 152 mila (più rimborsi spese e premio di risultato). Oggi il direttore della nuova Agenzia per l’Innovazione Alberto Negro, stando alla delibera di nomina, percepisce lo stesso trattamento economico riservato ai direttori di area della Regione e cioè 167 mila euro (premio incluso). Una differenza, certo positiva per lui, di 69 mila euro rispetto a Pizzolato, anche se va ricordato che nella vecchia configurazione di Veneto Agricoltura il presidente era affiancato da un direttore generale mentre oggi Negro, che ricopre proprio l’incarico di dg, non ha sopra di sé alcun presidente, sicché lo stipendio è uno soltanto. In ogni caso, è il più pagato dopo Vernizzi, insieme al direttore di Avepa Fabrizio Stella (il commissario dell’Arpav Alessandro Benassi, in quanto dirigente regionale, ricopre l’incarico a titolo gratuito mentre il direttore di Veneto Lavoro Tiziano Barone guadagna 120 mila euro). Terza curiosità: con le eccezioni di cui si è detto, buona parte dei compensi riportati nelle tabelle pubblicate ieri risultano in riduzione rispetto agli anni precedenti e certo la virtuosità è aiutata dall’alto numero di commissariamenti. Oltre all’Arpav sono infatti stati azzerati i vertici delle Ater, dell’Istituto Ville Venete, dei parchi della Lessinia, del Delta e dei Colli Euganei, dell’Esu di Padova e in molti altri enti i componenti degli organi percepiscono indennità irrisorie (quando le percepiscono). Anche nelle società c’è chi è stato chiamato al sacrificio: da Cav a Finest i compensi sono stati dimezzati negli anni ma la peggio l’ha avuta Gianmichele Gambato, presidente di Sistemi Territoriali: ci fu un tempo in cui percepiva 90 mila euro l’anno, oggi non va oltre i 27 mila.

Il Corriere del Veneto – 9 ottobre 2016

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