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Treviso e il Veneto. Crisanti (Università di Padova): “Popolazione più esposta ai rischi. Ricoveri e morti continueranno. Non ci si protegge solo con le mascherine, servono le restrizioni”

Il raffronto Treviso-Monza non sorprende il professor Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Medicina molecolare dell’Università di Padova: “È evidente che le zone rosse funzionano, le restrizioni diminuiscono il numero di contatti tra persone. E in particolare, quelli non protetti: bar, ristorante, attività al chiuso”.

Le zone gialle, dove bar e ristoranti (per esempio) restano aperti, non funzionano?

“Le situazioni più a rischio sono quelle legate a quando ci si leva la mascherina: bar e ristoranti al chiuso sicuramente sono contesti rischiosi. Non voglio autocitarmi, ma lo avevo già detto, nel Veneto zona gialla i contagi aumentano e il numero di morti pure. Il Veneto è stato virtuoso nel rispettare gli obiettivi ministeriali su posti in rianimazione e altro, ma non è con quelli che si combatte il virus. È un paradosso rimanere gialli perché ci sono più posti negli ospedali, al virus questo non importa, anzi, è più contento se siamo in zona gialla”.

Rimanere gialli è stato scambiato per un premio?

“Esatto, ma questo è un grosso errore. E a mio avviso non era nemmeno corretto inserire la capacità dei posti letto tra i parametri considerati per la classificazione delle zone. In questo modo, avere più posti in rianimazione si è tradotto nell’esporre di più la popolazione”.

Anche la popolazione pare non avere ben compreso la minaccia: ieri (sabato) ci sono code per entrare nei centri commerciali.

“Sì, c’è una sottovalutazione, ma non si deve affidare la protezione al comportamento “Se apriamo le scuole subito e incoraggiamo comportamenti non virtuosi per Natale, peggioreremo” delle persone. E poi, non ci si protegge con le mascherine e basta”.

Alla luce dei dati delle ultime settimane e delle misure messe in atto, cosa dobbiamo aspettarci in provincia di Treviso dal punto di vista epidemiologico?

“A un certo punto, a seconda delle misure che adottiamo, si stabilisce un equilibrio in cui i casi non diminuiscono. Quindi non andrà meglio di così. Se apriamo le scuole e incoraggiamo comportamenti non virtuosi in vista del Natale, peggiorerà. Treviso mostra che le misure delle zone gialle non sono sufficienti a bloccare l’epidemia, o almeno sono sufficienti per rimanere appena appena a galla”.

 

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