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Tutela degli animali. Ecco gli impegni assunti dal Governo. No alla mozione sul divieto di macellazione rituale

cameradeputatiL’Italia è impegnata a supportare e attuare una serie di misure per la tutela dei diritti degli animali nell’ambito del Semestre di presidenza del Consiglio dell’Unione europea. In votazione dell’Aula di Montecitorio sette mozioni (74 impegni diversi) con le quali il Parlamento impegnerà il Governo. Dopo una seduta animata ne sono state accolto sei, con modifiche e ampi stralci, mentre è stata respinta in toto quella della Lega Nord, presentata da Marco Rondini, che chiedeva di “abrogare l’articolo 1099 del regolamento comunitario, che apre alle procedure di macellazione islamica”. Stralciata sullo stesso tema anche la mozione  di Chiara Gagnarli (M5s) nella parte in cui chiedeva di “promuovere una disciplina comunitaria che introduca il divieto di macellazione rituale, affinchè la libertà religiosa dei singoli stati membri non entri in conflitto con la tutela degli animali in quanto esseri senzienti”.

A rappresentare il governo in aula il sottosegretario con delega alla sanità veterinaria Vito De Filippo. La Camera ha accolto le mozioni (di Brambilla, Gagnarli, Vezzali, Cova e Nicchi) come riformulate dal Governo e approvato con il parere favorevole del Governo la mozione di Dorina Bianchi (Pd).

Non sono mancati gli spunti polemici e i distinguo. «L’unico animale per cui ha mostrato interesse il nostro Presidente del Consiglio Renzi è l’uccellino di Twitter»  ha commentato sarcastica la deputata grillina Gagnarli dopo che i 19 impegni che aveva proposto sono stati ridotti a sette.

L’onorevole Ilaria Capua (lei e Paolo Cova solo gli unici due veterinari eletti alla Camera) ha annunciato e motivato la propria astensione. «Le mozioni prese nell’insieme – ha dichiarato –  contengono soprattutto proposte ideologiche che non tengono conto del contesto, delle ricadute economiche, sociali e legislative di questo argomento. Ritengo personalmente che sarebbe stata più utile una discussione più ampia includendo un tavolo tecnico competente che avrebbe potuto illustrare le reali problematiche dell’argomento che sono molto più complesse di quello che sembrano».

Alla mozione di Paolo Cova è stata apportata una modifica, che, secondo il proponente va in senso ancora più vincolante verso la prevenzione del randagismo, ponendo come fondamentale la sistemazione delle cucciolate e il controllo delle nascite. Con il nuovo testo l’impegno quindi “a valutare l’opportunità dell’introduzione di misure di diffusione della cultura del possesso consapevole degli animali e della necessità del controllo delle nascite anche attraverso la sterilizzazione”.

Tra battute d’arresto e accalorate discussioni la seduta è comunque arrivata in porto. Vai al resoconto.

Gli impegni accolti, quelli accolti con riserva e quelli respinti dal Governo

In base ai testi approvati, il governo risulta impegnato, tra l’altro a caratterizzare la Presidenza del Consiglio dell’Unione europea con iniziative tese a «dare piena applicazione al riconoscimento degli animali come “esseri senzienti”;  a rafforzare l’ufficio veterinario della Commissione europea al fine di garantire un efficace controllo dell’applicazione delle normative comunitarie a tutela degli animali; a introdurre una normativa comunitaria per la tutela degli animali d’affezione e la prevenzione del randagismo, che, fra l’altro, preveda il divieto di uccisione di cani randagi e gatti vaganti, lo sviluppo di programmi di prevenzione con adeguati programmi di sterilizzazione e adozione, l’identificazione tramite microchip e la registrazione obbligatoria collegata a un sistema di tracciabilità europea, il contrasto al traffico di cuccioli, anche attraverso l’Europol, ed ai combattimenti fra cani.

Il governo è quindi impegnato a vietare l’importazione e la commercializzazione delle «specie invasive aliene» e stabilire che i metodi di loro contenimento prevedano unicamente misure incruente, rispettose della vita e della sofferenza dei soggetti interessati; a sostenere il riconoscimento e l’utilizzazione dei metodi sostitutivi di ricerca all’uso di animali ed estendere il divieto di test animali previsti per i cosmetici e i loro ingredienti ai prodotti di detergenza e loro ingredienti.

Tra gli impegni accolti quelli di sostenere l’emanazione di norme che prevedano standard obbligatori minimi di benessere che si applichino alle specie oggi prive di specifiche norme di tutela come bovini, conigli, tacchini e altri; sostenere una normativa comune tra gli Stati membri in materia di agevolazioni fiscali per le spese veterinarie sostenute per gli animali da compagnia; assumere iniziative per istituire una rete di centri di riferimento sul benessere animale nei Paesi europei; far sì che le forme di commercio di animali di affezione tra Stati europei siano garantite dalla vigilanza dei servizi veterinari degli Stati membri prima del trasporto.

Accolto con “riserva” l’impegno a promuovere a livello comunitario l’approfondimento delle condizioni scientifiche ed economiche al fine della revisione del regolamento (CE) n. 1/2005 sulla protezione degli animali durante il trasporto. Qui il Governo ha posto la condizione che vi sia la possibilità di proporre un approfondimento con tutte le categorie.

Il parere negativo è andato alle proposte di promuovere una normativa comune volta al superamento dell’utilizzo degli animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti  e a quelli tesi a vietare l’allevamento degli animali da pelliccia, la macellazione rituale, la caccia nei territori protetti dalla rete comunitaria “Natura 2000”. Non accolta anche la proposta di sollecitare la Bce perchè interrompa i finanziamenti agli allevamenti intensivi.

A cura di C.Fo. Ufficio stampa Sivemp Veneto – 27 settembre 2014 

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