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Veneto. Tutti conti dei partiti, oltre 600mila euro in consulenze

Dalla Lega alla Sinistra, i rendiconti di come sono stati spesi i 4,8 milioni destinati ai gruppi a Palazzo Ferro Fini. Per convegni e «promozione» 810 mila euro

VENEZIA — Dopo il caso dei rimborso forfettario (esentasse) da 2.100 euro sottratto alla busta paga e girato ogni mese ai consiglieri veneti dai rispettivi gruppi d’appartenenza, e soprattutto dopo quanto è accaduto nel Lazio, con bonifici a cinque zeri utilizzati dagli inquilini della Pisana per Suv e ristoranti, i conti dei partiti di stanza nei consigli regionali sono finiti sotto la lente dell’opinione pubblica e, in qualche caso, pure della guardia di finanza e delle procure. Ma come spendono i soldi dei cittadini i 9 gruppi tra cui si suddividono i 60 consiglieri della Regione Veneto? I rendiconti del 2011, aiutano a chiarirsi un po’ le idee. La spesa per i gruppi, l’anno passato, è stata complessivamente di 4 milioni 839 mila euro (in aumento rispetto alla previsione iniziale di 4 milioni 642 mila euro). Di questi, 2 milioni 800 mila euro sono stati utilizzati per pagare gli stipendi dei dipendenti assunti a carico della Regione oppure (ed i casi sono molti) per la «monetizzazione», ossia la prassi per cui un gruppo rinuncia ad assumere un dipendente per incassare comunque, e spendere altrove, i fondi destinati allo stipendio ed ai contributi.

La seconda voce, per importanza, è il milione 230 mila euro della voce «contributo finanziario», ossia il denaro messo nella disponibilità dei gruppi, liberi poi di spenderlo come meglio credono. Ci sono quindi 401 mila euro per la cancelleria e bollette varie mentre il rimanente è suddiviso in altre voci di entità ed importanza minori. Il contributo finanziario, attribuito in base al numero dei consiglieri con alcuni correttivi piuttosto cervellotici, vede spiccare in cima alla classifica la Lega Nord, con 364 mila euro, seguita com’è ovvio dal Pdl (353 mila euro) e dal Pd (264 mila euro). Fanalini di coda, i «monogruppi» della Federazione della Sinistra, di Unione Nord Est e Bortolussi, tutti con 23 mila euro. Al contributo devono però poi aggiungersi l’avanzo dell’anno precedente e, soprattutto, la «monetizzazione» di cui sopra (a bilancio si chiama «finanziamento sostitutivo per mancata assegnazione di personale») che permettono al Pdl di compiere un deciso balzo in avanti, con una disponibilità tutt’altro che disprezzabile di 863 mila euro (la Lega si ferma a 790 mila euro) o a Bortolussi di raggiungere, da solo, la ragguardevole cifra di 95 mila euro (il gruppo della Sinistra sfrutta invece tutte le possibilità di assunzione e la sua «monetizzazione» si ferma ad appena 286 euro).

Complessivamente, la pratica di rinunciare ai dipendenti frutta ai gruppi 1 milione 95 mila euro e proprio questo è uno dei punti su cui intende intervenire il consiglio, quanto meno vincolando i fondi al capitolo consulenze e collaborazioni. Oddio, non che ce ne sia bisogno. La voce «compensi netti per acquisizione di consulenze qualificate e di collaborazioni professionali di esperti» (dunque extra dipendenti in quota Regione) raggiunge già così com’è la bellezza di 609 mila euro, con punte di 184 mila euro per la Lega, 161 mila euro per il Pdl e 146 mila euro per il Pd. Qui dentro ci sono i sondaggisti, gli strateghi politici, i tecnici applicati alle proposte di legge, gli addetti stampa, e pure qualche fedelissimo premiato con incarichi di fiducia (i nomi, riportati nelle pezze giustificative, sono però segreti). «Officina Veneto» della Lega, ad esempio, è finanziata da qui. L’altra cifra di rilievo è quella relativa alle attività promozionali, ai convegni ed all’aggiornamento: 810 mila euro, in totale. Si tratta di una voce omnibus, dove si possono ritrovare tanto l’affitto di una sala per un convegno sul Piano casa, quanto il conto del ristorante sul Canal Grande (trattasi di «promozione»), la fattura per uno spot o uno speciale tivù, la festa in questo o quel collegio elettorale.

La grande convention settembrina del Pdl a Cortina rientrava qui e tra PalaCortina, hotel e ristoranti, erano (solo per il gruppo in Regione) 40 mila euro al colpo. Telefoni, cellulari e connessioni web (ci) costano 172 mila euro, di cui ben 52 mila euro per il solo Pd, volantini e libercoli vari 103 mila euro (ma ci sono partiti, come l’Idv, che per questo hanno speso zero virgola zero) mentre stupiscono, nell’era delle e-mail, i 58 mila euro del capitolo «posta e telegrafo», così come i 17 mila 870 euro per il rimborso delle missioni lontano dal Veneto: diviso per 60 consiglieri, fanno meno di 300 euro a testa. Coi tempi che corrono ci si aspettava ben di più. Meglio così.

Corriere del Veneto – 28 settembre 2012

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