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Usl 1, bilancio preventivo già in rosso di 15 milioni. Sono sei milioni di euro in più rispetto a quanto preventivato dalla giunta veneta. Il Dg: più di così non possiamo tagliare

Il dg Faronato a Venezia: «Più di così non possiamo tagliare, dateci più risorse». II bilancio economico preventivo dell’Usi 1, per l’anno 2015, evidenzia una perdita di 15.955.933 euro, sei milioni in più rispetto all’obiettivo posto dalla giunta regionale véneta.

Lo dice il direttore generale, Pietro Paolo Faronato nella sua relazione di accompagnamento al documento di adozione del bilancio preventivo. Uno sforamento da cui l’azienda non riuscirà a rientrare «perché più di cosi la spesa non è comprimibile» e per il quale l’Usi chiede alla Regione «di valutare la possibilità di adeguare le risorse finanziarie assegnateci da destinare agli investimenti in conto capitale».

Attrattività in calo. Ad originare questo buco, sono una serie di fattori, tra cui «le voci di entrata e uscita relative alla mobilità sanitaria intra ed extra regione. Infatti», dice il dg Faronato, «i dati mostrano un peggioramento delle performance nel 2014 in termini di saldo di mobilità intra regionale, con un aumento della fuga e una riduzione dell’attrazione per un valore stimato di 2.5 milioni di euro». Un fattore che l’Usi ritiene imputabile «a fattori climatici eccezionali sia nel periodo invernale che estivo che hanno ridotto il flusso turistico, e in parte a fattori contingenti che hanno interessato alcuni reparti. Ed è per questo», prosegue il direttore generale, «che ho dato come obiettivo a tutte le unità operative di migliorare l’attrattività».

Minori entrate. A questo si aggiungono le minori entrate sia per il mancato inserimento dell’integrazione del fondo per la non autosufficienza pari a 785.123 euro, sia per la riduzione del Fondo sanitario regionale di un paio di milioni di euro. Salgono i costi. Aumentati anche i costi non solo per l’incremento dell’Iva dal 21 al 22%, ma anche per l’acquisto di alcuni farmaci biologici molto costosi (oltre 3 milioni). «Ci sono poi diverse attrezzature da cambiare e per le quali», prosegue il dg, «se la spesa non sarà coperta, si dovrà far fronte col nostro bilancio. C’è poi la sistemazione di alcuni immobili dell’Usi dove verranno accolti i servizi che traslocheranno da altre edifici che saranno messi in vendita». Ed infine c’è anche il problema dei servizi sanitari per l’assistenza protesica, ambito su cui il dg ha qualcosa da ridire. «Venezia ci impone di raggiungere l’obiettivo di 15 euro di spesa per assistito, cioè un 6.5% in meno rispetto al 2014. Ma ciò non tiene conto del numero elevato di anziani bellunesi a cui è correlata questa spesa». Ma c’è un timore: questo squilibrio tra fabbisogno e finanziamenti disponibili «potrebbe mettere potenzialmente a rischio l’equilibrio finanziario ed economico ottenuto dalle azioni di contenimento dei costi messe in atto in questi due anni, perciò Venezia deve adeguarci le risorse».

Il Corriere delle Alpi – 22 marzo 2015 

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