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Vaccinazioni in ritardo, a rischio il target delle 500mila iniezioni. A parte Basilicata e Lombardia, le Regioni non hanno raggiunto i target dei giorni scorsi, pesano le scorte limitate ma anche i rifiuti di AstraZeneca

Il Sole 24 Ore. Oggi le Regioni per la prima volta dovrebbero raggiungere il target delle 500mila somministrazioni in un giorno. Una velocità che dovrebbe essere mantenuta come quella di “crociera” da qui alla fine della campagna vaccinale per raggiungere dopo l’estate l’immunità di gregge. Ma sarà difficile che l’obiettivo del mezzo milione di dosi iniettate (504mila per l’esattezza) fissato dal commissario Figliuolo da oggi sia centrato dalle Regioni. Finora praticamente tutte, con le eccezioni di Basilicata e Lombardia, hanno mancato negli ultimi giorni i «target crescenti» che erano stati fissati sempre da Figliuolo per arrivare gradualmente verso l’obiettivo delle 500mila iniezioni.
Il 25 aprile, complice anche la domenica, invece di 380mila somministrazioni ne sono state fatte solo 264mila (-115mila in meno), ma anche lunedì 26, giorno feriale, invece del target di 405mila si è arrivati a 337mila (67mila in meno), peggio ancora martedì 27 dove il ritardo è stato di 73mila iniezioni (ne sono state fatte 357mila invece di 430mila). Il dato di ieri sera che è ancora parziale (sarà aggiornato solo oggi) parla di….

Come mai questi ritardi? Pesano innanzitutto le scorte di vaccini limitate visto che a ieri sera erano state somministrate il 91% delle 20 milioni di dosi arrivate. Un problema questo che sarà in parte risolto in questi giorni: da ieri sono cominciate ad arrivare le prime consegne di una maxi-tranche di 2,2 milioni di dosi Pfizer e tra oggi e domani arriveranno altre 2 milioni di fiale di AstraZeneca. Ma proprio il siero dell’azienda anglo-svedese è un altro degli ostacoli alla corsa verso il target delle 500mila iniezioni al giorno. Continuano infatti a registrarsi i rifiuti verso questo vaccino – raccomandato, va ricordato, solo per gli over 60 – che in alcune Regioni, come l’Abruzzo, arrivano anche al 30 per cento. Ieri a esempio è andato quasi deserto l’open day nell’hub di Caserta per le vaccinazioni senza prenotazione per la fascia d’età 60-69 anni con AstraZeneca: alla fine si sono presentate un centinaio di persone. E anche nel Lazio gli over 60 che si stanno prenotando in questi giorni il vaccino preferiscono aspettare anche qualche settimana pur di scegliersi il siero Pfizer o Moderna. Non a caso il governatore del Lazio Nicola Zingaretti ha lanciato un appello al Governo per eliminare ogni limite d’età ai vaccini AstraZeneca e Johnson & Johnson «altrimenti rischiamo di non avere abbastanza vaccini».

In realtà a maggio dovrebbe esserci l’atteso cambio di passo anche nelle forniture: alle oltre 4 milioni di fiale attese in questi giorni se ne aggiungeranno 15-17 milioni il prossimo mese, ha fatto sapere il commissario Figliuolo. Numeri che però potrebbero non bastare per arrivare al target delle 500mila inizioni. A lanciare l’allarme è l’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato: «A maggio avremo 1,2 milioni di dosi , ma per raggiungere il nostro tetto di 50mila somministrazioni al giorno servono 1.550.000 vaccini ai quali si aggiungono circa 600 mila dosi necessarie per effettuare i richiami».

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