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Veneto. «Associazione allevatori nel caos». I sindacati: quadro desolante, serve un tavolo di confronto istituzionale

1a1a1a1a_0a0a1aaaaaaa11vacche-latte«Quella che doveva essere una riorganizzazione dettata da esigenze di razionalità, efficienza e quindi di una migliore gestione, si sta trasformando, in Veneto, in un disastro senza precedenti. Questo il desolante quadro che abbiamo di fronte dopo anni di discussione e di accordi sindacali per la salvaguardia dell’occupazione e dell’intero sistema allevatoriale regionale (circa 200 lavoratori ad alta professionalità)». È quanto si legge in un comunicato delle segreterie regionali di Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil del Veneto e Confederdia, al termine di un assemblea, dopo la quale è stato deciso anche di inviare una lettera al presidente regionale dell’Associazione Allevatori, Luciano Pozzerle.

«La situazione – prosegue il comunicato – si complica ulteriormente a fronte della riduzione degli stanziamenti disposti dal governo nazionale e dalla Regione Veneto per finanziare l’attività delle associazioni che, ricordiamo, viene svolta per conto dello Stato e della Regione su delega del ministero dell’Agricoltura e consiste nei controlli funzionali, nell’assistenza tecnica, nell’analisi qualitativa degli alimenti e dei prodotti zootecnici e in un rapporto costante di aggiornamento, formazione e informazione fra tecnici e allevatore».

«L’ulteriore incontro organizzato dalla Regione Veneto con tutte le rappresentanze del settore – si legge ancora nel comunicato – si è concluso con un nulla di fatto, in quanto ogni organizzazione è rimasta sulle sue posizioni e ancora una volta è sfumata la possibilità di fare chiarezza in merito alla gestione dell’intero sistema allevatoriale, questa volta con il beneplacito dell’Associazione italiana allevatori (Aia)».

«Nel frattempo l’Arav (l’associazione regionale degli allevatori) nei giorni scorsi ha avviato in modo unilaterale la richiesta della cassa integrazione, creando seri problemi organizzativi di gestione nel rapporto con gli allevatori, problemi di rotazione tra lavoratori e il mancato rispetto dell’accordo tra le organizzazioni sindacali e con la Direzione Regionale del Lavoro e l’Inps».

«Se non bastasse, il difficile rapporto con le banche sta creando grossi problemi di liquidità nei confronti delle retribuzioni delle lavoratrici e dei lavoratori. In questo quadro allarmante, il Presidente Arav più volte contattato per un incontro urgente, attraverso lettere formali e telefonicamente, non si fa trovare e sfugge alle sue responsabilità».

«È ora di dire basta – conclude il comunicato di ieri –. Questa mattina le lavoratrici e i lavoratori in assemblea hanno dato peno mandato alle organizzazioni sindacali di avviare tutte le procedure necessarie affinché le istituzioni e le strutture nazionali possano ripristinare normali relazioni sindacali attraverso l’apertura di un tavolo serio di confronto».

vai al link dell’articolo su Rassegna.it12 giugno 2013

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