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Veneto. Liste, la delusione degli esclusi. Callegari contro Tosi

Paolo Scarpa Bonazza Buora fuori dalla liste del Pdl, e Corrado Callegari tra le ultime posizioni (dodicesimo) della Lega Nord per la Camera (circoscrizione Veneto 2). La consegna delle liste avvenuta ieri in Corte d’Appello a Venezia ha confermato un bel po’ di mal di pancia nello schieramento di centrodestra.

«Non me ne importa molto della compilazione delle liste, non le ho viste perché non è tra i miei pensieri, con la politica ho chiuso. Ma auguro a tutti i candidati di avere le stesse soddisfazioni che ho avuto io in vent’anni di politica». Paolo Scarpa Bonazza Buora risponde così a chi gli chiede come mai il suo nome non sia nella lista dei candidati. Fonti del Pdl spiegano che sia stato lui a rinunciare, dopo aver visto che il suo non era tra i primi posti della lista, e che quindi non sarebbe riuscito a entrare in parlamento (il suo nome era nella lista Veneto 2 per la camera).

«Per lui sarebbe stata la sesta legislatura» spiega una fonte del Pdl «era giusto dare spazio anche ad altri, anche se nessuno mette in dubbio le sue competenze e le sue qualità». Bonazza Buora, portogruarese, è in parlamento da vent’anni. Tessera numero 2 di Forza Italia dopo Galan, è stato eletto per la prima volta alla Camera, nel 1994. Nel corso degli anni è stato tre volte sottosegretario, con delega all’agricoltura. Senatore dal 2006, ha ricoperto da ultimo l’incarico di presidente della commissione Agricoltura del Senato. «Dopo tante soddisfazioni» dice «posso tornare ad occuparmi della mia attività di imprenditore e dedicare più tempo alla mia famiglia» spiega lui «lasciando spazio ai giovani».

Sempre per ciò che riguarda il Pdl confermate le posizioni che erano state annunciate per i candidati veneziani. Nella lista per il Senato Ghedini è in seconda posizione – l’avvocato padovano di Berlusconi abita a Santa Maria di Sala – mentre Mario Dalla Tor, coordinatore provinciale del Pdl, è in ottava posizione. Nella lista della Camera Brunetta è al primo posto, mentre al quarto c’è Michele Zuin, capogruppo del partito in Comune.

Maretta in casa Lega, dove anche nel Veneziano hanno pesato le decisioni del segretario veneto Flavio Tosi. E così per la Camera al secondo posto in lista c’è Emanuele Prataviera, assessore provinciale della giunta di Francesca Zaccariotto e segretario del Veneto orientale, al quinto c’è Sabina Fabi, deputata uscente e già vicesindaco di Scorzè, mentre Corrado Callegari, deputato uscente alla prima legislatura, già segretario provinciale, è stato messo in coda: pari a zero per lui le possibilità di tornare a Roma. «Certo che mi aspettavo una posizione migliore: una volta le liste venivano condivise a livello provinciale, ma questa volta mi pare che non sia accaduto», spiega Callegari, che poi lancia una stilettata: «Diciamo che all’ultimo congresso non ho fatto campagna per Tosi».

Vale a dire: ma ha fatto fuori. «È successo a molti parlamentari. Detto questo ogni segretario ha la possibilità di scegliere la propria squadra, l’importante poi è che la nuova squadra dia risultati migliori di quella che ha sostituito, vedremo». Tra le liste presentate ieri anche quelle del Movimento a 5 stelle: due veneziani ai primi due posti per la Camera: Arianna Spessotto di San Donà e Marco Da Villa di Mestre.

La Nuova Venezia – 21 gennaio 2013

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