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Verona. È allarme bocconi killer. «Azioni comuni dei sindaci»

«L’avvelenamento è un atto vile, chi lo fa va punito anche con il carcere», dice D´Errico. La Lav rilancia: «Far rispettare la legge». Le guardie zoofile Oipa chiedono al prefetto di aprire un tavolo di coordinamento e d´intervento

Nel Veronese è allarme per i bocconi avvelenati che fanno strage di cani, gatti e animali selvatici. Una situazione pesante che ha indotto le guardie zoofile Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali) a chiedere al prefetto di Verona, Perla Stancari, di avviare un tavolo di coordinamento e intervento per gestire in maniera adeguata un pericolo reale che negli ultimi mesi ha coinvolto diversi comuni della nostra provincia. Nello specifico, l´Oipa chiede che «medici veterinari, Ulss, forze dell´ordine, sindaci e guardie zoofile lavorino insieme per arginare l´odioso fenomeno e soprattutto individuare e punire i responsabili.

«L´avvelenamento è un atto vile verso i più deboli», commenta Massimiliano D´Errico, coordinatore provinciale delle guardie zoofile Oipa, «e chi lo commette è un criminale e come tale va punito, come prevede la legge, anche con la reclusione».

In sintonia con Oipa la Lav (Lega anti vivisezione), la cui responsabile provinciale Lorenza Zanaboni evidenzia come «in tutta la nostra provincia continuino purtroppo gli episodi di avvelenamenti di animali a causa di esche disseminate sul terreno con lo scopo di eliminare gli animali ritenuti nocivi, concorrenziali o soltanto fastidiosi per la caccia e l´agricoltura. Bocconi che però non colpiscono solo la specie a cui sono diretti, ma tutti gli esseri viventi legati nella stessa catena alimentare. Per non parlare dei danni che questi veleni provocano all´ambiente. La stricnina, ad esempio, rimane molto a lungo nei tessuti delle vittime, innescando una successione di morti e inquinando suolo e falde acquifere».

Dai terreni di caccia, però, la criminale abitudine si è trasferita anche nei parchi pubblici, nei giardini privati e tra le colonie feline. causando numerosi decessi di animali domestici.

Come uscirne? «La legge c´è, bisogna farla rispettare»! , suggerisce la Lav. Il riferimento è all´ordinanza min! isteriale del febbraio 2012, che «ai fini della tutela della salute pubblica, della salvaguardia e dell´incolunità delle persone, degli animali e dell´ambiente vieta a chiunque di utilizzare in modo improprio, preparare, miscelare e abbandonare esche avvelenate o contenenti sostanze tossiche o nocive, ritenute pericolose per i bambini che ne vengono in contatto, ma anche vetri, plastiche e metalli». Il provvedimento prevede la responsabilizzazione dei sindaci che «anche in caso di sospetto avvelenamento, deve dare immediate disposizioni per l´apertura di un´indagine», il coinvolgimento delle prefetture (come ha richiesto l´Oipa) e infine attribuisce un ruolo importante ai medici veterinari, i quali sulla base di una sintomatologia conclamata di avvelenamento devono darne immediata comunicazione al sindaco e al Servizio veterinario dell´Ulss, inviare eventuali campioni o le spoglie dell´animale morto all´istituto Zoofrofil! attico per le indagini del caso.

Insomma, un buon provvedimento che mette chi dovere nelle condizioni di intervenire. Basta volerlo fare.

L’Arena – 13 giugno 2012

 

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