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Verona. Un altro insetto nel cibo delle mense. Agec ai fornitori: «Infrazione grave». L’Usl 20 contro il grillino Benciolini

Dopo il moscerino trovato tra le foglie dell’insalata alle scuole elementari Simoni lo scorso dicembre, ieri l’Agec ha informato di un nuovo corpo estraneo rinvenuto nel cibo da servire ai bambini nelle mense comunali: ancora un insetto, stavolta non meglio precisato, ritrovato negli spinaci alle elementari Mazza.

Dura la reazione dell’azienda, che sovrintende il servizio: «Dopo aver ricevuto la segnalazione dal servizio refezione scolastica del Comune – si legge in una nota – Agec ha immediatamente contestato l’infrazione alla ditta fornitrice, Euroristorazione, aprendo una procedura per infrazione grave e convocando immediatamente il responsabile tecnico della stessa. La partita di spinaci surgelati utilizzati è stata prodotta da una ditta primaria nel settore e la scelta del prodotto surgelato è stata fatta proprio per evitare problemi legati all’utilizzo del prodotto fresco di difficile mondatura».

Il servizio di refezione scolastica a Verona è al centro delle polemiche da mesi, da quando la procura di Verona ha aperto un’inchiesta che ha nel mirino anche l’appalto assegnato alla cordata di Serenissima Ristorazione e Euroristorazione, con tanto di intercettazioni «choc» in cui dipendenti Agec parlavano di sabbia da servire ai bambini invece di carne. Alle preoccupazioni dei genitori si è associata la battaglia del Movimento 5 Stelle, con il capogruppo in Comune Gianni Benciolini che, dopo essere stato denunciato dalla stessa Agec per procurato allarme, si è mangiato pubblicamente un moscerino in consiglio comunale.

Proprio alle ultime accuse di Benciolini stavolta dirette all’Usl 20, – lanciate in tandem con l’altra grillina Marta Vanzetta – ha voluto rispondere ieri il direttore generale Maria Giuseppina Bonavina. «Si dovrebbe stare molto ma molto attenti nel fare affermazioni di questo tipo, soprattutto se a farle sono dei pubblici ufficiali. Sono affermazioni che poi vanno dimostrate, siamo d’accordo o no?», esordisce Bonavina. In particolare, a fare arrabbiare la «numero uno» dell’Uls 20 è stata l’insinuazione secondo cui i controlli sui cibi serviti ai bambini, da parte della stessa Uls, vengano fatti dopo essersi messi d’accordo con coloro che dovrebbero essere controllati. Nell’esposto da lui presentato ai carabinieri di Padova, Benciolini scrive testualmente che «ci è stato riferito che i controlli con l’Usl vengono concordati anticipatamente». E su questo tema, la reazione della Bonavina è particolarmente dura. «Mi dicono (per parlare nei modi in cui parla quel signore) – dice la Bonavina – che il personale della ditta avrebbe fatto delle segnalazioni. E già questo, non sarebbe un metodo corretto. Di fronte a fatti così gravi, non ci si rivolge ad un partito politico: quelle signore o quei signori che avrebbero fatto eventuali segnalazioni, avevano semmai l’obbligo di farlo con le autorità preposte, a partire dai carabinieri dei Nas! Io non accetto segnalazioni fatte di ‘si dice’ o ‘si vocifera’». Quanto al merito della questione, la Bonavina sottolinea di aver preso subito visione di tutte «le documentazioni agli atti del servizio che io dirigo. E mi sento di ripetere, in tutta tranquillità, che occorre fare molta ma molta attenzione prima di insinuare che le visite sono concordate: noi, questo dev’essere ben chiaro a tutti, facciamo le visite di verifica senza concordarle con nessuno. Siamo quindi davanti ad affermazioni assolutamente false, divulgate per di più alla stampa senza la minima verifica sulla loro verità. E questo è inaccettabile!». Per Benciolini, potrebbero arrivare nuovi guai: «Quello che è stato detto contro di noi è gravissimo, e quindi su questo tema io mi riservo di agire in ogni sede in cui lo riterremo opportuno»

Corriere di Verona – 28 gennaio 2014 

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